SEO | 4 – COME FUNZIONA UN MOTORE DI RICERCA
UNO SGUARDO DENTRO GOOGLE


questo video è di SEOCAST: https://www.youtube.com/@seocast8838
Per praticare ogni attività SEO è necessario in primis capire come opera un motore di ricerca. Un motore di ricerca non opera sui server ma ha possibilità di scansionare solo i contenuti renderizzati. Insomma Google lavora solo sul primo settore dell’immagine qui sopra!
Approfondimento tecnico su come funziona un motore di ricerca nelle sue tre fasi:
Scansione (crawl): esegue ricerche su Internet per cercare contenuti, controllando il codice / i contenuti per ciascun URL trovato.
Indicizzazione (index): archivia e organizza i contenuti trovati durante il processo di scansione. Una volta che una pagina è nell’indice, viene processata per essere visualizzata come risultato per le query pertinenti.
Ordinamento e Ranking: fornisce i contenuti che risponderanno meglio alla query di un ricercatore, il che significa che i risultati sono ordinati dal più rilevante al meno rilevante e viene creata la SERP.
Per approfondire puoi leggere quest’articolo sui motori di ricerca.
Gli algoritmi di GOOGLE dal 2010 ad oggi
La storia degli algoritmi di Google è l’evoluzione di un software che ha smesso di contare le parole chiave per iniziare a “capire” il linguaggio umano e le intenzioni.
Google aggiorna regolarmente il suo algoritmo per migliorare la qualità dei risultati e prevenire manipolazioni da parte di tecniche SEO poco etiche, come il Black Hat SEO. L’obiettivo è sempre quello di favorire le pagine che offrono effettivo valore agli utenti.
Un bel compendio aggiornato a marzo 2019 degli algoritmi di Google
E poi per approfondire puoi leggere questo articolo su Google Panda, questo su come fare seo dopo google penguin e quest’altro su Google Hummingbird.
Ecco un compendio rapido per decenni e tappe fondamentali:
2010 – 2014: L’era della “Pulizia” (Qualità e Spam)
In questo periodo Google ha dichiarato guerra alle scorciatoie (Black Hat SEO).
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Panda (2011): Ha colpito i contenuti di bassa qualità, il “thin content” (pagine povere) e le “content farms”. Ha premiato i siti con valore editoriale.
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Penguin (2012): Ha distrutto chi comprava link o usava schemi di backlink artificiali. La SEO è passata dal “fare volumi” al “fare qualità”.
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Hummingbird (2013): Un cambio totale del motore. Ha introdotto la ricerca semantica: Google inizia a capire il contesto dietro una frase, non solo le singole parole.
2015 – 2019: L’era dell’Intelligenza Artificiale e Mobile
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Mobilegeddon (2015): Essere “mobile-friendly” diventa un fattore di ranking obbligatorio.
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RankBrain (2015): Il primo vero uso del Machine Learning. Google impara a interpretare query mai viste prima.
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Medic Update (2018): Focus su YMYL (Your Money, Your Life). I siti che parlano di salute e finanza devono dimostrare E-A-T (Competenza, Autorevolezza, Affidabilità).
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BERT (2019): Un salto enorme nella comprensione del linguaggio naturale (NLP). Google ora capisce le preposizioni e le sfumature delle frasi complesse.
2020 – 2023: Esperienza Utente e Contenuti Utili
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Core Web Vitals (2021): La velocità e la stabilità visiva diventano metriche ufficiali di ranking (Page Experience).
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Helpful Content Update (2022-2023): Una mazzata ai contenuti scritti “solo per i motori di ricerca”. Google premia chi scrive per gli umani, non per gli algoritmi.
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Spam Updates (2023): Rafforzamento contro i contenuti generati massivamente via AI senza revisione umana.
2024 – 2026: L’era della Ricerca Generativa (SGE) e GEO
Oggi la SEO non è più solo posizionare un link, ma essere la fonte dell’IA.
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Marzo 2024 Core Update: Uno degli aggiornamenti più impattanti di sempre. Ha integrato i sistemi di “Helpful Content” nel core dell’algoritmo, eliminando circa il 40% dei contenuti di bassa qualità dal web.
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2025 – Integrazione AI (SGE): Google Search diventa un’esperienza generativa. I siti devono ottimizzare per la GEO (Generative Engine Optimization), ovvero essere citati nei riassunti prodotti dall’intelligenza artificiale.
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Marzo 2026 Core & Spam Updates: Gli aggiornamenti più recenti si concentrano sulla distinzione tra AI “utile” (che approfondisce) e AI “spam” (che ricicla concetti).


