WEB MARKETING: INTRODUZIONE

Sommario argomenti

Introduzione al Web Marketing

Traditional vs Digital Marketing. Web marketing o digital marketing?

ROI, KPI, media, canali, messaggio, strategia

Panoramica sul Funnel, le fasi del digital marketing: react, act, convert, engage

Obiettivi e conversioni: branding, engagement, purchase, fidelity, ecc..

Non conventional, buzz, Inbound, Influencer marketing

Cosa sono: SEM, SEO, SEA, SMM

Trends 2019-20: content marketing, storytelling, instant messaging, chatbot, social commerce, instant video, ricerche vocali, ecc…

Analisi del comportamento degli utenti (Analytics e tools)

SEO: Search Engine Optimization

Panoramica: cos’è a cosa serve il SEO, come e quanto investire

Attività on-site e off-site. Page Rank. Long Tail.

-> Seo e codice

-> Content, seo copywriting

-> Keywords

-> Link building / link earning

-> SEO e CMS

Strumenti di analisi (seozoom e simili, screamingfrog, ecc..)

Monitoraggio SEO: Google Search Console

Strumenti di analisi real time (ispettore di Chrome/Firefox/Safari e altri), e strumenti per Webmaster

Google Tag Manager (snippet e codici per SEO)

Accenno a Google Analytics per il monitoraggio del comportamento degli utenti sul sito

SEA: Search Engine Advertising - PPC e Google ADS

Capire la SEA e il PPC: organico vs pay

Obiettivi e KPI da monitorare e misurarli con adwords e analytics

Soluzioni adwords e analytics per pianificare la strategia

Annunci su rete di ricerca, sulla rete display, shopping, youtube

Parole chiave – offerte, campagne, scrittura annunci, gruppi di annunci, pubblico e target, CPC e aste, CTR, impressions, estensioni, remarketing

Analisi dei risultati (view, obiettivi, conversions su Analytics e Google ADS)

L’importanza della Landing page.

Email Marketing

Come scrivere buoni annunci: epic fail e epic win

Social Media Marketing (SMM)

Panoramica Facebook e instagram

Edge rank e newsfeed.

Le inserzioni sui social, organic vs pay nel piano editoriale

Analisi e monitoraggio social (tool di social listening e monitoring come Hootsuite, Talkwalker)

Gestore delle inserzioni e accenno a Facebook business

Campagne (obiettivi), gruppi di annunci (targetizzazione), annunci. A/B Test.

Monitoraggio e insight (impressions, reach, costo per azione/click/visualizzazione ecc..)

Come creare una buona inserzione (+ epic win e epic fail) e valutare insight e ROI (ritorno dell’investimento)

Email Marketing - DEM e Newsletter

Cos’è l’email marketing

La dem e la newsletter, tool: MailChimp

Analisi

1 – COS‘E’ IL DIGITAL MARKETING

Marketing tradizionale e Marketing Digitale: un territorio sconfinato!

marketing
Il Marketing è un ramo dell’economia che si occupa dello studio descrittivo del mercato e dell’analisi dell’interazione del mercato e degli utilizzatori con l’impresa.
Il marketing comprende quindi tutte le azioni aziendali riferibili al mercato destinate al piazzamento di prodotti o servizi, considerando come finalità il maggiore profitto e come causalità la possibilità di avere prodotti capaci di realizzare tale operazione finanziaria.

Il marketing (che ha decine di definizioni) viene definito anche come quel processo gestionale diretto a soddisfare bisogni ed esigenze attraverso processi di creazione e scambio di prodotto e valori. È l’arte d’individuare, creare e fornire valore per soddisfare le esigenze di un mercato di riferimento, realizzando un profitto.

Il Marketing secondo l’American Marketing Association 2009 è:«il processo di organizzazione e di esecuzione del concepimento, della politica dei prezzi, delle attività promozionali e della distribuzione di idee, beni e servizi per creare scambi commerciali e soddisfare gli obiettivi degli individui e delle organizzazioni»

-> Un’approfondimento sul marketing: http://www.giancarlopallavicini.it/economia/marketing

Parlando di DIGITAL Dave Chaffey, autore del libro “Digital Marketing: Strategy, Implementation and Practice” fornisce questa semplice definizione: “il Digital Marketing permette di raggiungere gli obiettivi di marketing attraverso l’utilizzo di tecnologie e media digitali”. Cioè gestendo la presenza online dell’azienda attraverso i diversi canali online, ovvero siti web, mobile app e social media e utilizzando le tecniche di comunicazione online come i motori di ricerca, il social media marketing, l’online advertising e l’e-mail marketing.

Potremmo definire sommariamente il digital uno strumento del marketing.


Marketing digital vs Tradizionale?

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Il marketing tradizionale è il processo di analisi, pianificazione, realizzazione e controllo delle decisioni riguardanti il prodotto, il prezzo, la promozione e la comunicazione al fine di creare scambi che consentono di conseguire gli obiettivi di individui e organizzazioni.

La società del marketing tradizionale si è basata sull’utilizzo dei mass media, televisione, radio e carta stampata / giornali.

Marketing non è:

                      • pubblicità e produzione delle vendite: questi sono strumenti di Marketing la pubblicità è uno strumento di comunicazione di massa che cerca di creare una preferenza, invece la promozione è un iniziativa basta sul prezzo. Il marketing invece non cerca di creare continuamente bisogni e di far accettare qualsiasi bene posto sul mercato indipendentemente dalla soddisfazione relativa del consumatore.
                      • un insieme di strumenti e di tecniche per esaminare il mercato: questi potrebbero essere la base di partenza del Marketing, come la previsione delle vendite e le ricerche di mercato, ma questi sono strumenti mediante il quale le imprese analizzano i  consumatori

Uno dei pilastri del Marketing è quello delle 4P

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Il modello delle 4 P del marketing mix è stato teorizzato da Edmund Jerome McCarthy nel libro “Basic MarketingA Managerial Approach” nel 1960. Quasi sessant’anni fa McCarthy ha individuato le 4 leve del marketing mix che possono essere utilizzate  in concerto tra loro per raggiungere gli obiettivi aziendali. Le 4 P sono importanti durante tutto il ciclo di vita del prodotto. Con un buon marketing mix, sarà più facile focalizzare ed arrivare con maggiore precisione al mercato target. Definendo la strategia delle 4P si otterranno migliori risultati di vendita, rispetto ad una strategia di marketing e comunicazione non coordinata.
Gli strumenti del marketing tradizionale si caratterizzano per determinare flussi di comunicazione unidirezionali che permettono quindi un bassissimo grado di interazione con il consumatore.

Il passaggio da un modello di business incentrato sull’utilizzo degli strumenti di marketing tradizionale ad un modello di digital marketing comporta anche cambiamenti sull’assetto organizzativo dell’azienda e sulle politiche pubblicitarie da implementare.

Approfondisci: https://www.ictsviluppo.it/blog/marketing-tradizionale-digitale-confronto


WEB O DIGITAL?

Esiste un solo tipo di Marketing: quello che permette al brand di attivare una connessione con le persone che si riconoscono nei suoi valori.

Immaginiamo le attività relative agli Analytics: queste, fino a pochi anni fa, consistevano nella misurazione dei risultati di performance delle campagne pubblicitarie e di altri KPI (relativi ad esempio al traffico generato sul sito a seguito di una campagna di comunicazione, o quant’altro) con esclusivo riferimento al sito web. Ma, da quando assumono più importanza le app nella navigazione online  è necessario non solo misurare i risultati delle app ma anche misurare le interazioni cross-canale tra le piattaforme desktop e mobile.
Questa evoluzione nell’utilizzo dei diversi dispositivi per accedere ad internet basta, da sola, a spiegare che probabilmente la terminologia più corretta è proprio DIGITAL MARKETING.
Approfondisci qua sotto:

link2https://www.thismarketerslife.it/digital/web-marketing-o-digital-marketing-alla-fine-e-sempre-marketing/

Cosa fa il Consulente di Web Marketing

L’obiettivo del Consulente di Web Marketing è di ottimizzare la presenza delle aziende sui principali canali digitali per ottenere dei risultati in termini di business.

Un esperto di Web Marketing deve essere in grado di padroneggiare la SEO, la SEA-PPC, l’Email Marketing ed il mondo dei Social media.

Le fasi delle attività di web marketing iniziano con un’analisi del mercato di riferimento e del relativo prodotto per procedere poi con la stesura del piano di marketing online dove vengono definiti:

            • obiettivi da raggiungere
            • target di riferimento
            • tempistiche
            • modalità operative
            • budget
            • strumenti

Il processo di elaborazione e definizione del piano di marketing è l’attività più importante dell’intero ciclo di lavoro poiché avere le idee confuse su obiettivi e target può portare ad un insuccesso nella pianificazione delle giuste strategie.

link2Cosa fare per iniziare ad intraprendere questa strada?

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2 – GLI OBIETTIVI DEL DIGITAL MARKETING, KPI, ROI

Per avere successo nel digital marketing bisogna avere una strategia, si deve quindi pianificare ogni mossa e analizzarne i risultati, e gli obiettivi di qualsiasi digital marketing plan possono essere diversi, considerando che l’obiettivo del marketing è migliorare il business dell’azienda e che alla base del digital marketing c’è sempre un “funnel”, un imbuto che possiamo definire come un processo che tende a veicolare un’audience verso un percorso per trasformare un utente sconosciuto in un cliente fedele, pronto ad acquistare e a diventare un ambassador del tuo brand. Il funnel segue questa direzione ed ogni strategia di web marketing (che persegue uno degli obiettivi elencati sotto le immagini) dovrebbe essere caratterizzata dall’analisi del proprio funnel

  1. Attirare (da utente del web a utente del tuo sito)
  2. Convertire (da utente del tuo sito a prospect)
  3. Chiudere (da prospect / lead a sales)
  4. Deliziare (da sales ad customer advocates)

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        Alcuni obiettivi di digital marketing:
                              • Aumentare le vendite online. Come? 
                                  • SEO
                                  • Google Ads
                                  • Content Marketing
                                  • Facebook Ads
                                  • Social Media Marketing
                              • Aumentare le visite del sito. Come? 
                                  • SEO e SEA
                                  • Content Marketing
                                  • Social Media Marketing
                                  • Facebook Ads
                              • Engagement (coinvolgimento) e fidelity: creare relazioni solide e durature con i propri utenti stabilendo un legame tra il marchio e il consumatore che così diventa fedele. Come?
                                  • Facebook Ads
                                  • Social Media Marketing
                                  • Digital PR
                              • Aumentare la visibilità e la notorietà del brand (branding). Come? 
                                  • Facebook Ads
                                  • Content Marketing
                                  • Social Media Marketing
                                  • Digital PR
                    Come? Come notiamo dai punti elenco attraverso le attività e gli strumenti del digital marketing!
                              • SEO
                              • Social Media Marketing
                              • PPC – Google ADS
                              • Content Marketing
                              • Facebook Ads
                              • Social Media Marketing
                              • Email Marketing
                              • Digital PR e influencer Marketing
                              • Lead Generation

Pianificazione: ritorno dell’investimento (ROI) e misurazione degli indicatori di performance (KPI)

Terminologie..

ROI

E’ fondamentale prevedere il bilancio dell’efficacia della campagna stessa. In particolare si fa riferimento al ROI (return on investments) che è l’indice di redditività del capitale investito.

In altre parole è il calcolo del guadagno effettuato rispetto alla spesa investita: si ottiene dividendo il risultato operativo (il margine senza ammortamenti e accantonamenti) per il capitale operativo investito. Molto spesso questo dato è espresso in percentuale, esprimendo quanto una determinata operazione commerciale ha fatto guadagnare.

CALCOLO ROI

Mettiamo che si investano 1.000 euro (comprensivo di costi di agenzia, budget per ADV, creatività..) in una campagna pubblicitaria finalizzata a vendere le pipe. Se ne vendono 30. Il totale delle vendite è 1.200 Euro (30 x 40). Ora si deve sottrarre a questi 1.200 Euro i 1.000 investiti nella campagna pubblicitaria. Il ricavo effettivo è quindi 200 Euro.

Ora, calcolare il ROI è molto semplice: 200/1.000 = +20%.


Ma quanti dei 30 fumatori di pipa ne compreranno un’altra nel nostro shopping online nell’arco di un anno?

Il calcolo della ROI deve essere allora rivisto perché non tiene conto del Costumer Life Time Value, che è generalmente definito come “il totale netto delle entrate che un’azienda può aspettarsi da un cliente nel corso di un determinato periodo di tempo”.

L’investimento dei 1.000 Euro ha portato alla vendita immediata di 30 pipe, ma in un anno le pipe vendute saranno 66. Quindi 66 x 40 (il profitto per ogni pipa) = 2.640 Euro.

Il calcolo deve essere quindi rifatto.

2.640-1.000 = 1.640 1.640/1.000 = 164% di ROI

Questo esempio sta a significare che si deve fare un calcolo del ROI avendo sempre presente il Customer Liftime Value.

(esempio preso da https://www.studiocappello.it/web-analysis/calcolare-roi-roas/)

Il problema è che una vendita (e quindi un guadagno) non è mai univocamente associabile alle conseguenze di una campagna pubblicitaria, perché in ogni acquisto ci possono essere più fattori scatenanti; questo implica l’impossibilità di stabilire con grande esattezza la percentuale di crescita dovuta all’azione pubblicitaria. A ciò si aggiunge il fatto che le campagne procurano risultati non solo nel breve termine, ma anche su un più lungo periodo non subito quantificabili economicamente.

Dunque il ROI è un indice che va valutato sempre con una certa cautela ed è fondamentale, per correggere la sua evidente incertezza, definire ancor prima dell’inizio della campagna dei parametri di valutazione che siano chiari, rilevabili e poco influenzabili da fattori esterni alla campagna.

Questo è più facile, ad esempio, con l’advertising online dove esistono parametri (click, visite, azioni ecc.) più precisamente misurabili.. anche se è da tener conto che con il digital marketing arrivare ad ottenere dati precisi sul ritorno economico può essere più complicato.. perché il ROI è importante ma è solo una parte dei KPI.

La domanda “Qual è il ROI di Twitter?” non è corretta. La richiesta andrebbe riformulata in modo da comprendere la specifica attività posta in essere, dalla quale ci si attende un risultato finanziario, e il tempo entro il quale si espleterà. Ad esempio: “Quale ROI ci si può attendere dallo spostamento del 10% delle risorse dal call center tradizionale al customer care via Facebook, nel prossimo semestre?”. Approfondisci: CALCOLARE IL ROI DI UNA CAMPAGNA DIGITAL by StudioSamo

I PASSI PRINCIPALI

1: identificare gli obiettivi utili in termini di conversione. Devi individuare un’azione misurabile da far compiere all’utente: effettuare un ordine online, completare un form di contatto, iscriversi a una newsletter, scaricare un PDF, cliccare su un link, visualizzare un video. Insomma, devi definire un’azione concreta e misurabile.

2: punta verso questa direzione: tracciare le conversioni, misurare e definire dei numeri in grado di descrivere le azioni svolte. Il modo migliore per ottenere questi risultati? Google Analytics, con questa piattaforma puoi scoprire cosa fanno le persone una volta arrivate sul tuo sito web. Puoi definire la qualità del traffico, i lead generati, le interazioni con determinate pagine: basta avere una buona conoscenza degli obiettivi (ecco che un corso di web analytics diventa fondamentale).

Il passaggio più delicato: assegnare un valore economico a ogni conversione! Con Google Analytics si può fare.

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Approfondisci: -> ROI E DIGITAL MARKETING


ROAS

Il ROAS – Return On Advertising Spend – è la metrica con cui si calcola la resa delle campagne ADV online con Google ADS e Facebook ADS. Indica quanto fanno guadagnare le campagne in rapporto ad ogni euro speso. La sua formula è:

ROAS = ricavi da campagne ADV / costo campagna

Sulla scia della diffusione della metrica ROAS, Google Ads ha introdotto tra le varie strategie di offerta per le proprie campagne quella basata sul ROAS, volta a massimizzare il ritorno sull’investimento pubblicitario. Il loro algoritmo si basa sulla definizione di un target ROAS ad esempio del 60% e automaticamente il sistema imposterà le offerte in modo da ottenere il maggior valore di conversione possibile per il ROAS impostato dall’inserzionista.


KPI

In generale i criteri stabiliti prima dell’inizio della campagna si definiscono KPI, ovvero degli indicatori chiave di prestazione che danno l’idea quantitativa del successo di un’operazione commerciale. Non è possibile stabilire a priori il miglior KPI, né indicarne una lista esaustiva: la scelta dei KPI dipende dagli obiettivi di business e di marketing di ciascuna azienda. L’importante è che la scelta di questi parametri sia definita in modo inequivocabile e che essi siano poco numerosi (al loro aumentare la rilevanza di ognuno diventa minore) e ricorrenti (cioè misurabili a distanze di tempo regolari). Ancora una volta è più facile individuare dei KPI sui business online, come ad esempio i contatti raggiunti da un sito, le vendite effettuate da una piattaforma e-commerce ecc.; anche sui mezzi offline e più tradizionali, si possono prendere in considerazione l’aumento delle vendite in un determinato periodo oppure gli effetti sul lift di un brand (come nel caso di una maggiore riconoscibilità, ad esempio) ecc.

Il reale valore dei KPI risiede nella capacità di rappresentare la situazione reale, di riassumere in un valore numerico l’efficacia complessiva di un’azione. Avere questi dati aiuta a capire se l’iniziativa pubblicitaria sta andando nella direzione giusta e, dunque, può portare al raggiungimento degli obiettivi preposti dall’azienda cliente.

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link2Alcuni dei principali KPI

3 – UN PIANO DI DIGITAL MARKETING

Di base gli obiettivi di marketing equivalgono al risultato che l’azienda vuole ottenere mentre gli obiettivi di comunicazione sono il mezzo tramite cui realizzarlo. In pratica la comunicazione non vende, ma crea occasioni di consumo.
Il piano marketing strategico è un strumento organizzativo che coinvolge tutte le attività di marketing atte a instaurare e mantenere i rapporti tra l’azienda ed il mercato e, dunque, tra le fasi di pre-vendita e le fasi di vendita e post-vendita del prodotto o servizio.

Gli obiettivi di marketing sono quegli obiettivi aziendali a lungo o medio termine, in inglese descritti dalla parola “goal”, che solitamente sono legati a risultati commerciali o economici. Questo genere di obiettivi sono gerarchicamente superiori a quelli di comunicazione, perché contribuiscono a determinarli.

Gli obiettivi di comunicazione sono obiettivi più a breve termine che la comunicazione deve raggiungere per soddisfare il raggiungimento degli obiettivi di marketing.

Solitamente gli obiettivi di comunicazione non esistono senza quelli di marketing o, meglio, sono strettamente legati ad essi. Non avrebbe molto senso porre degli obiettivi di comunicazione, quindi a breve termine, senza avere un piano o una visione di lungo periodo.

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Creare un modello piano  marketing è un’attività fondamentale al fine di articolare il proprio lavoro in poco tempo e senza problemi.

Le figure professionali che realizzano il piano di marketing aziendale  sono, nel caso di attività offline, il marketing manager e il suo staff. Nel caso di progetti online, il digital marketing manager insieme al SEO e SEM specialist e al  Social Media Manager.

Il lavoro di questi team traduce gli obiettivi e le aspettative dell’azienda in Key Performance Indicator (KPI), l’indice di controllo dell’andamento delle prestazioni aziendali.

Implementazione marketing plan

È la fase in cui si ottengono le risorse, si organizza l’ufficio marketing e si definiscono le tempistiche di attuazione del progetto. Questa fase è di competenza sia delle risorse di marketing strategico sia delle risorse di marketing operativo, ovvero lo staff che si occupa dell’ultimo step del processo di marketing.

Ci sono sostanziali differenze tra la preparazione di un piano marketing di attività offline e online, vediamole in sintesi.

Lo strumento di pianificazione strategica tradizionale, che si utilizza per chiarire il contesto in cui ci si muove, è l’analisi SWOT (Strengths Weaknesses Opportunities Threats), che prende in considerazione anche:

          1. Il posizionamento: la collocazione del prodotto agli occhi del consumatore e la strategia dei competitors. L’obiettivo è creare un’azione di marketing competitiva rispetto agli “avversari” (valore aggiunto, prezzo, riconoscibilità del prodotto);
          1. la valutazione strategica del settore di riferimento:  la condizione attuale dell’azienda nel contesto (in via di sviluppo, avviata, etc.);
          1. il targeting: il profilo e il comportamento dei clienti, effettivi e potenziali, ai quali l’azienda si rivolge.

Devi chiederti in che tipo di azienda ti trovi, se è in fase di sviluppo o già avviata, in quali ambiti va forte e in quali pecca. In questa fase specifica entra in gioco il Web Marketing Strategist, che effettua un’analisi del mercato e delle caratteristiche aziendali, per delineare i punti di forza (Strengths) e i punti di debolezza (Weaknesses), le opportunità (Opportunities) e le minacce (Threats), sia all’interno che all’esterno dell’azienda per focalizzarsi sui primi.

Vediamo quali sono i passi da compiere quando approcciamo alla strategia con un piano marketing web.

Lo step successivo è individuare il target di consumer, passo necessario per costruire le cosiddette buyer personas, sulle quali basare la tua strategia marketing. Questo è uno dei primi passi da compiere se vuoi che il tuo piano marketing centri l’obiettivo.

Per individuare l’utente ideale, puoi aiutarti sia con i Social che con gli Istituti di ricerca (ad esempio l’Istat), o con Consumer Barometer per il digitale (il software che ti mostra il comportamento dei consumatori rispetto a qualsiasi ricerca di mercato, attraverso delle statistiche) . Questo tipo di studio si basa sul concetto di Customer Jorney, il percorso che compie il consumatore, dal primo approccio con l’azienda (sia online che offline e all’interno dei diversi canali), fino allo step finale che è quello dell’acquisto.

Infine, dovrai procedere all’analisi dei competitors e del vantaggio competitivo, individuare la concorrenza e studiare le sue mosse. Devi chiederti qual è il valore aggiunto che tu, in quanto rappresentante di un’azienda, puoi offrire e che gli altri non hanno. Quanto investono nell’advertising e quante conversioni al sito (o like sui vari Social) ottengono.

Approfondisci:

link2Un valido esempio: http://www.themarketingfreaks.com/2016/02/piano-di-marketing-strategia-struttura-ed-esempio/

link2 8 video che spiegano come predisporre un piano marketing

4 – LA SEM (SEARCH ENGINE MARKETING)

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SEM è l’insieme delle attività di digital Marketing, che sono svolte al fine di indirizzare all’interno del proprio sito web il maggior numero possibile di utenti interessati ai contenuti offerti, per raggiungere gli obiettivi di marketing definiti nel proprio piano (vendita, lead generation, branding, ecc..)

Il search engine marketing (SEM) è una delle principali branchie del Web Marketing. Secondo la sua accezione originaria il SEM si compone di tre discipline fondamentali:

        • la SEO, o search engine optimization;
        • la SEA, search engine advertising (PPC-Google ADS).
        • la SMO, social media optimization

Molti confondono la SEM con la SEA ma è errato.

5 – IL SEO (Search Engine Optimization)

Il SEO è l’insieme delle strategie e pratiche volte ad aumentare la visibilità di un sito internet migliorandone la posizione nei  motori di ricerca, nella ricerca cosiddetta “organica”, cioè non a pagamento. SEO è ottimizzazione per i motori di ricerca.

Queste pratiche sono molteplici e riguardano diversi aspetti di un sito web: l’ottimizzazione della struttura del sito, del codice HTML, la produzione dei contenuti e la strutturazione corretta dei contenuti, la gestione dei link in entrata ed in uscita (che dal tuo sito puntano verso altri), la velocità e la sicurezza del sito, ecc..

Poiché Google è il motore di ricerca di gran lunga più utilizzato al mondo, la maggior parte delle attività SEO riguardano lo studio dell’algoritmo di Google e della sua SERP (search engine result page) e dei suoi periodici aggiornamenti, e le relative azioni per rendere i siti più  graditi a tale algoritmo.

link2Approfondisci il significato di SEO

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link2Il declino della ricerca su google?

6 – LA SEA (Search Engine Advertising) – PPC – GOOGLE ADS

Talvolta si parla di soluzioni di marketing in Search Engine Advertising, altre ancora di Keyword Advertising o di campagne PPC. Ma in concreto di cosa si tratta? Di annunci sponsorizzati sui motori di ricerca.
Le campagne PPC sono l’espressione più comune del Search Engine Advertising, un sottoinsieme del Search Engine Marketing, il quale comprende sia SEA sia SEO. L’acronimo SEA è però poco usato e si è diffusa l’abitudine di identificare questa disciplina con il SEM in contrapposizione al SEO.

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SEO e SEA sono fortemente basati sulle parole chiave per indirizzare gli utenti verso siti e pagine Web. Sebbene le tecniche di marketing utilizzate siano diverse, entrambe perseguono lo scopo di generare flussi di traffico qualificato, ossia utile alle iniziative di marketing intraprese e, in ultimo, alla vendita. Utilizzare una combinazione strategica di entrambi può aumentare l’efficacia di una search strategy a lungo termine.

La chiave di successo delle campagne di Search Engine Advertising sta infatti nella selezione delle keywords: è necessario individuare le parole chiave inserite dagli utenti nel motore di ricerca e fare in modo che, quando l’utente attiva la ricerca, il motore mostri l0annuncio più pertinente a quanto ricercato dall’utente.

Il metodo di pagamento è definito Pay per Click (PPC), ovvero si paga solo quando un utente clicca sull’annuncio. In questo modo, le campagne PPC garantiscono ingressi altamente qualificati con un’alta propensione alla conversione, senza comportare inutili dispersioni di denaro per gli inserzionisti.

Per conversione si intende la realizzazione di un’azione da parte dell’utente che compie con le finalità aziendali, ad esempio: un acquisto, la compilazione di un form, la richiesta informazioni etc.
Il tasso di conversione è calcolato nel numero di persone che compiono l’azione richiesta rispetto al numero complessivo di visitatori.

Il compito di un’agenzia di Web Marketing è quello di aumentare notevolmente il numero di conversioni e quindi valorizzare al massimo il ROI o Ritorno sull’Investimento.


Come si imposta una campagna PPC su Google? Semplice, creando un account su Google ADS!

link2La sea, approfondisci:

SEM


12-PPC

Per il SEO contano il Google Rank, il codice, i contenuti e le parole giuste (e una buona struttura dei contenuti), il link building-earning, gli utenti..

Per la SEA contano le keyword, la pertinenza degli annunci, il budget, la concorrenza…

7 – SMO (Social Media Optimization) e SMM (Social Media Marketing)

SMO – Social Media Optimization

SEO e SMO non competono, né si escludono a vicenda all’interno di una strategia di marketing, ma al contrario concorrono per un fine comuneottimizzare la visibilità di un sito web. Grazie ad una buona attività di SMO è possibile:

      • Generare traffico sul sito
      • Migliorare la tua reputazione sul web
      • Differenziare la tua presenza sui diversi canali
      • Generare e rafforzare le interazioni con i tuoi utenti.

Si sta lavorando davvero bene sulla propria identità aziendale, sulla web reputation e sulla visibilità del brand, solo quando SEO e SMO collaborano in modo coerente all’interno di una stessa strategia di web marketing.

L’obiettivo ultimo della SMO è molto simile a quello della SEO (l’ottimizzazione per i motori di ricerca), ovvero generare traffico e reputazione per il proprio sito web.

Sulla pagina delle ricerche di Google, da tempo, appaiono anche i risultati legati alla presenza social delle aziende. Questo, unito alle ricerche personalizzate basate sulla posizione geografica dell’utente che le effettua, ha significativamente aumentato l’importanza della presenza dei social media nell’ottimizzazione per i motori di ricerca.

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SMM – Social Media Marketing

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Il social media marketing o SMM (conosciuto anche come social network marketing e social web marketing) è una forma di internet marketing che sfrutta la capacità di social media e applicazioni web (app) di generare interazione (engagement) e condivisione (social sharing) al fine di aumentare la visibilità e notorietà di una marca o brand. Esso include attività come la promozione/vendita di particolari beni e servizi, o di se stessi (Personal Branding), la generazione di nuovi contatti commerciali (lead) e l’incremento del traffico verso il sito web di un brand.

Un’importante precisazione:

La SEM (seo e sea) intercetta un bisogno di un utente attivo che sta facendo una ricerca. Il motore di ricerca tenta di fornire all’utente il contenuto o il servizio che sta realmente cercando.

Il SMM mostra un contenuto pubblicitario ad un utente che non si è attivato per ricercarlo ma che potrebbe essere “potenzialmente” interessato. L’utente, attraverso la sua attività sui social, fornisce dei dati che vengono utilizzati per targetizzarlo (e geolocalizzarlo) e renderlo quindi sensibile un certo tipo di contenuti. Ma resta passivo.

link2Come fare SMM? Strategie, strumenti, obiettivi

link2Lead generation su Facebook

8 – CONTENT MARKETING

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Gli utenti cercano storie reali e contenuti utili, non annunci invasivi. Per questo è importante creare buone strategie di content marketing.
Il Content Marketing è una forma di marketing che prevede la creazione e la condivisione di contenuti finalizzati all’acquisizione e al mantenimento di clienti. I contenuti possono essere di diverse forme: articoli, infografiche, video, guide, seminari, webinar. Lo scopo del content marketing non è direttamente vendere ma informare il cliente per generare con esso una relazione stabile fruttuosa e duratura. Si relaziona all’inbound marketing, cioè a quelle strategie il cui obiettivo è creare un legame di fedeltà con l’utente attraverso la produzione di contenuti “realmente” utili all’utente.

dati sull’esplosione del Content Marketing invece ce li fornisce Mashable con un’infografica che definisce gli obiettivi per il quale si attua una strategia di content marketing, con percentuali abbastanza omogenee, sono:

        • brand awareness (69%)
        • acquisizione di nuovi clienti (68%)
        • lead generation (67%)
      • customer retention o aumento della loyalty (62%).

Ma ricordiamoci che dal lead agli obiettivi monetari il passo è relativamente breve. Il fine ultimo di una strategia di content marketing è far crescere il business di un’azienda; la misurazione delle metriche di vendita risponde all’esigenza di generare vendite e aumentare il volume di affari attraverso i contenuti.

Una volta definiti il piano marketing (vedi paragrafo precedente) e l’audience, si giunge al punto nevralgico: la storia, intesa nel senso più ampio del termine. È l’idea su cui si sviluppa l’intero piano di content marketing.

L’elemento storytelling è indispensabile per costruire un legame di coinvolgimento con l’audience di riferimento e identificare la giusta chiave di lettura per elaborare un racconto capace di esprimere le sfide, le passioni, l’identità di un’azienda. Solo con una storia convincente e coinvolgente è possibile ottenere un piano di contenuti efficace.

Il punto debole per molti marketer non è la produzione, dunque, ma la distribuzione dei contenuti. Senza una valida strategia sul corretto utilizzo dei contenuti si pregiudica ogni possibilità di controllo e gestione, anche del ROI.

link210 Esempi efficaci di content marketing

link2Come creare e gestire le strategie di content marketing

link2 Strumenti e piattaforme di content marketing

9 – EMAIL MARKETING

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L’email marketing è una forma di marketing diretto (DEM) che integra le strategie e le tattiche per creare e distribuire comunicazioni via email con l’obiettivo di implementare le relazioni tra brand e audience o inviare informazioni e aggiornamenti di natura promozionale.

Come? Attraverso sistemi di invio di mail e newsletter (es. Mailchimp).

Parlando di email marketing occorre in primo luogo fare la distinzione fra i possibili utilizzi che un’azienda può fare dello strumento email: se da un lato troviamo l’utilizzo della mail aziendale per comunicazioni con i clienti o per le comunicazioni di tipo professionale, dall’altro possiamo trovare le DEM e newsletter. Nel primo caso, con l’acronimo di direct email marketing identifichiamo tutte quelle email inviate da un’azienda a fini pubblicitari. Con il termine newsletter si identificano invece tutti quei messaggi di posta elettronica inviati agli iscritti al servizio un sito web.

link2Approfondimento: tecniche, strategie, strumenti, KPI

Lead Nurturing: sono attività di web marketing funzionali ad instaurare una relazione con il lead (contatto del potenziale cliente) tramite diversi canali web che mirano ad una conversione (cliente). La fase di Lead Management è quella di gestione dei contatti al cui interno si passa all’acquisizione del contatto (Lead Generation) tramite diversi tipi di offerta e infine alla cura della relazione col contatto con comunicazioni One-To-One: la Lead Nurturing.

link2 Lead generation e lead nurturinghttps://www.magnews.it/lead-nurturing-cose-strategie/

link2 Casi di successo di email marketing

10 – LEAD GENERATION

Alla base dell’email marketing, ad esempio, c’è un database di utenti e una strategia di Lead Generation alle spalle!

La Lead Generation

La Lead Generation è quell’insieme di tecniche di marketing che consentono ad un’azienda di generare potenziali contatti, attirando persone realmente interessate.

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Una buona strategia di marketing focalizzata sulla lead generation può rappresentare lo strumento più utile per far crescere il fatturato di un’azienda generando maggiori vendite e contatti interessati (i cosiddetti prospect) nel medio/lungo periodo. Infatti, va strutturato un percorso coerente e ragionato, fatto di tecniche e strategie differenti, per poter trasformare i lead in clienti fidelizzati.
Il Lead, infatti, è un potenziale cliente interessato al prodotto/servizio offerto da un’azienda, che è entrato in contatto con noi lasciandoci i propri dati. Stilare una lista di contatti è possibile attraverso un’attenta strategia di lead generation, che può utilizzare strumenti di advertising ed acquisizione, sia online che offline.

Ottenere Lead è un obiettivo. SEO, CPC, Email Marketing, Content Marketing rappresentano le strategie da mettere in campo per ottenere i risultati preposti di generazione di lead.

Per ottenere i risultati sperati dalle campagne di lead generation è necessario adoperare gli strumenti più utili.

Uno degli strumenti più utilizzati nella fase di acquisizione dei contatti è rappresentato dalle Landing Page o meglio una squeezy page (a differenza della landing page, la squeeze page non è a scorrimento, vale a dire, l’utente non può scorrere verso l’alto e verso il basso) fondamentali per una campagna di lead generation, in cui viene fornito agli utenti un contenuto di valore (es. ebook, video-tutorial, etc…) in cambio dei propri dati personali, per iniziare a costituire il proprio database profilato di potenziali clienti.

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Lead Nurturing: come “coccolare” i contatti reperiti

Una volta ottenuti i contatti dei potenziali clienti, le aziende cosa fanno? Spesso, finiscono nel dimenticatoio: nulla di più sbagliato. Ecco perché dobbiamo capire cosa si intende per lead nurturing.

Il termine sta ad indicare tutte quelle attività che consentono alle aziende di instaurare una relazione con i propri lead attraverso i diversi canali atti a “convertirli” in potenziali clienti. Raggiunta la fase di acquisizione del contatto, bisogna difatti passare alla cura della relazione instaurata con comunicazioni one-to-one, che la coltivino.


5 suggerimenti strategici:

    1. Inizia con un piccolo budget e concentrarlo poi sugli annunci che performano meglio. Sfrutta gli A/B test
    1. Costruisci un funnel di vendita che ottimizzi la conversione del traffico generato con Facebook Ads. Ad esempio chi  scarica un buono (obiettivo della strategia) ma non ne ha usufruito è stato ricontatto con altre email.
    1. Varia il tuo copy in base alla stagionalità e ai trend del momento.
    1. Sfrutta le automazioni per gestire le email. Nel nostro caso, per esempio, abbiamo inviato i reminder solo a chi non aveva già scaricato il buono impostando l’invio automatico dal software di email marketing (es. Mailchimp)
    1. Potenzia la tua strategia con “canali complementari” . In questo caso abbiamo utilizzato sia gli elenchi di email già a disposizione della palestra che i numeri di telefono per l’invio di SMS contenenti il link della landing.

      Approfondisci qui: https://wearemarketers.net/lead-generation/

Facciamola semplice, anche se non lo è. L’obiettivo di marketing è aumentare il business dell’azienda che vende soggiorni in una surf house. La lead generation è un obiettivo fondamentale da raggiungere per trasformare i lead in buyers.

Quindi, ad esempio, potrei impostare una campagna social con una creatività accattivante magari giocata su una buona strategia di content marketing (una storia sul campione di surf italiano che sta lottando per andare alle olimpiadi). La campagna rimanda alla landing che richiede di candidarsi per assistere all’ultima gara in spiaggia. 1,2,10 persone verranno selezionate e potranno soggiornare gratuitamente nela surf house. Le altre (si spera moltissime!) sono dei lead interessati al surf e alle vacanze che potranno essere ricontattati con email per soggiornare nella surf house.
link2Approfondimento sulla Lead Generation

link2La guida completa : https://insight.noonic.com/lead-generation-guida/

link2 20 consigli su come fare della buona Lead Generation

link210 esempi di 10 aziende che fanno lead con successo

12 – INBOUND MARKETING

Al contrario dei vecchi metodi di outbound marketing come acquistare annunci, comprare mailing list, e pregare per i contatti, l’Inbound Marketing si concentra sulla creazione di contenuti di qualità che attirano le persone verso la tua azienda e prodotto, dove essi spontaneamente vogliono essere. Allineando i contenuti che pubblichi con gli interessi del cliente, è naturale attirare traffico in entrata che è possibile convertire, chiudere e deliziare nel tempo.

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Un esempio?

Stai leggendo un contenuto sul web marketing in un blog specializzato.  Nel mezzo del contenuto c’è un link con un’immagine ad un PDF di approfondimento (serio, non pubblicitario) al tema (redatto dallo stesso autore del post che stai leggendo). Per scaricarlo è necessario fornire la propria mail (o loggarsi tramite Facebook o Google). Il visitatore è diventato un Lead. Il contenuto in PDF è interessante e a fondo pagina (del sito ma anche del pdf) c’è la possibilità di iscriversi e/o rimanere informati sui corsi / master in tema. Il contatto può diventare un cliente. Si iscrive al corso, il corso è ben fatto e a fine studio rilascia un certificato e nel tempo organizza eventi per gli ex corsisti. Il cliente può diventare un promoter e sponsorizzare l’evento!

Approfondisci l’inbound marketing

13 – INFLUENCER MARKETING

L’Influencer Marketing è una forma di Marketing basata sull’ influenza che alcuni soggetti esercitano sul potere d’acquisto di altri. Negli anni 90 erano i Testimonial, oggi invece oggi invece sono persone come te e me che hanno acquisito notorietà sul web.

Per dare un’idea dell’entità del fenomeno cito una ricerca di Launchmetricsda cui si evince che il 65% dei brand moda ha attivato una campagna di Influencer Marketing (dato 2017) e che il 74% degli intervistati ha risposto che l’Influencer Marketing ha aiutato i brand ad incrementare le vendite.

Secondo uno studio di Linqia, il prossimo anno i budget che verranno accordati al Digital Marketing saranno in gran parte dedicati all’Influencer Marketing e, già nel 2018, il 39% degli inserzionisti ha deciso di aumentare il proprio budget destinandolo a questa attività.

Piattaforme che collegano i brand agli influencer: https://www.mdirector.com/it/marketing-digitale/5-piattaforme-che-collegano-i-brand-agli-influencers.html?origin=web-lang-pop-up (+ l’italiana https://buzzoole.com/)

Sull’influencer marketing: link2

https://www.studiosamo.it/web-marketing/campagne-di-influencer-marketing/

Come trovare i giusti influencer per le proprie campagne? Ci sono diversi tool che si occupano di questo obiettivo, in Italia c’è Buzzole!

Buzzoole cos’è

In una campagna di marketing alle attività comunicative delle imprese su owned e paid media va aggiunta la collaborazione con gli influencer per ottenere attenzione, coinvolgimento e vendite.
Ma la loro azione funziona solo se sono competenti, liberi nel proprio giudizio e agiscono in modo trasparente. Altrimenti si bruciano la credibilità che permette loro di influenzare le proprie community.
Buzzoole come funziona? In questo scenario in cui le “markette” sono bandite, l’unica sicurezza per le imprese è di vendere prodotti e servizi utili ed eccellenti e farsi aiutare a divulgare il verbo.
Buzzoole (http://www.buzzoole.com)  ha creato una piattaforma che unisce oltre 200.000 influencer di qualsiasi ambito verticale, con livelli di competenza e di reach più o meno elevati, e li mette a disposizione delle imprese attraverso diversi servizi.v

14 – NON CONVENTIONAL MARKETING

Comparso le prime volte nel 2004, il termine marketing non convenzionale indica un diverso approccio al marketing basato non solo su un uso ben preciso dei social network e sull’impiego di innovative soluzioni hardware e software, ma fondato anche e soprattutto sul così detto “effetto sorpresa”  volto a generare un completo coinvolgimento del pubblico ed il passaparola. Creatività, trasgressione, innovazione e voglia di stupire sono dunque gli ingredienti principali del marketing non convenzionale che gioca sul fattore emotivo per scatenare una reazione, spesso senza nemmeno la necessità di grandi investimenti.

Buzz Marketing: strategie di marketing mirate al passaparola

La strategie è buzz (la ragazza dirà a tutti che ci sono tante cocacole che scendono dalla vending machine), il video è viral 🙂

Ambient Marketing: azioni di marketing nell’ambiente

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Viral Marketing: strategie di marketing pensate per essere distribuite dagli stessi utenti che le considerano interessanti

https://www.youtube.com/watch?v=PUKMUZ4tlJg

Guerrilla Marketing: azioni di marketing estemporanee che possono coinvolgere le persone inconsapevolmente

https://www.youtube.com/watch?v=KwzTNO4qpTI

Copywriting : cambiare le parole (strategia che utilizza un mezzo, in questo caso le parole su un foglio) per far crescere il “business”

15 – IL MARKETING FUNNEL

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Nel mondo del (web) marketing, e più in generale in ogni business, un funnel di vendita rappresenta il percorso del potenziale cliente, da quando entra nell’imbuto di vendita fino a quando diventa cliente, e poi fan, testimonial e brand ambassador.

Per arrivare alla fine di questo magico percorso dobbiamo fare una precisazione: come dice il nome stesso, il funnel è un imbuto.

Il funnel di vendita: dall’attenzione al cliente

Come sai, nell’imbuto entra molto ma esce poco. Se in un processo di vendita è assolutamente fisiologico che converta una parte minore di coloro che entrano nell’imbuto di vendita (altrimenti l’imbuto sarebbe un tubo), d’altra parte sarà nostro compito fare in modo che il più possibile di coloro che entrano nel sales funnel ne escano da clienti.

Per creare un funnel c’è da tenere in considerazione il fatto che il visitatore deve essere in primo luogo attratto e quindi suscitare in lui un interesse che lo porti al desiderio di acquisto finale. Questo ciclo si ripete continuamente e non si arresta mai,l’attenzione verso il potenziale acquirente deve essere costante e ripetersi nel tempo.

Diventa fondamentale analizzare la concorrenza e individuare quali bisogni sono insoddisfatti. Quali informazioni non vengono date, ma gli utenti cercano? È importante dare valore affinché se ne generi a sua volta.

È molto più probabile che gli utenti abbandonino il sito quando questi ultimi non vengono guidati nella loro user experience, fornendo loro informazioni chiare e passaggi immediati, seguendoli nel corrente ed incoraggiandoli nel successivo.

Il funnel nell’inbound marketing: https://www.hostingvirtuale.com/blog/funnel-inbound-marketing-cose-come-funziona-7981.html
20-funnel-Web-Marketing-fonte-studiosamo.it_

link2Approfondisci il Marketing Funnel

link2 Creazione di un funnel

16 – DIGITAL MARKETING TRENDS 2019-20

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Negli ultimi anni abbiamo assistito a diversi fenomeni importanti in termini di digital marketing: dalla crescita smisurata dei social media all’utilizzo sempre più frequente del mobile (google mobile first index su tutti)  in tutti i contesti a livello globale.

L’omnichannel marketing è la base di tutto il digital marketing attuale

Per omnichannel marketing si intende la gestione coordinata e correlata di numerosi canali di comunicazione online e offline contemporaneamente. Oggi chi pensa di potere svolgere tutte le azioni di marketing impiegando un solo canale – per esempio i social media, le email o la SEO – è destinato a ottenere pochissimi risultati.

A causa della crescita costante del numero di messaggi che le aziende rivolgono ai propri pubblici, oggi un utente di internet è molto più resistente alle proposte di marketing. Per questa ragione è indispensabile moltiplicare i touchpoint (punti di contatto in cui un utente online riceve informazioni sull’azienda o sui prodotti), raggiungendo il potenziale cliente ovunque sia possibile.

Ma, quali saranno in generale i trend da monitorare ancora nel 2012-20? Guardiamo i più importanti insieme.

Eccone alcuni:

micro-moments

micromomenti sono quegli istanti nell’arco della giornata in cui si manifesta una necessità, un bisogno o una curiosità (con cui può anche iniziare o terminare il processo d’acquisto di un bene o servizio) che vengono soddisfatti tramite una consultazione online. La conquista di tali micro momenti è diventata, secondo Google, il nuovo terreno di sfida dei marketer (digitali e non).

voice search: 

Ci stiamo muovendo verso un cambio di paradigma: non si può ignorare il fatto che nel prossimo anno (e per i prossimi a seguire) sarà sempre più importante studiare delle risorse per chi cerca attraverso query vocali. E non digitate. Quindi più articolate, non vincolate dalla scomodità della tastiera su smartphone. Ma cosa vuol dire questo per chi fa SEO?
https://medium.com/webranking/voice-search-seo-il-punto-sugli-studi-fino-a-qui-fa6e7c863c6f

chatbot e intelligenza artificiale sempre più avanzata

Sistemi di AI che interagiscono con gli utenti per migliorare la loro esperienza sulla piattaforma (ad esempio per chiedere informazioni tecniche). Nel futuro saranno sempre più efficaci: https://www.studiosamo.it/social-media-marketing/creare-un-bot-per-facebook-messenger/

siti super veloci, tecnologia AMP

Google (per il miglior SEO possibile) cerca di portare i webmaster verso la velocizzazione delle pagine. Ogni giorno gli strumenti messi a disposizione sono più raffinati e attenti nel segnalare operazioni da mettere in campo per rendere il portale rapido e snello.

Il Pagespeed Insight di Google (Lighthouse) per dare indicazioni dettagliate sul cosa fare per rendere le pagine web veloci. La tecnologia AMP (accelerated mobile pages) appare con una soluzione accettabile.

AMP? https://www.strogoff.it/pagine-amp-vantaggi-la-seo/

Shoppable post

Social post che permettono l’acquisto diretto

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 La posizione ZERO su Google

Non conta più essere al primo posto nella SERP: la posizione che vale è solo la ZERO. Un risultato zero è un risultato di ricerca in cui Google fornisce automaticamente la risposta alla tua query di ricerca sotto forma di snippet. La posizione zero è il solo risultato che alcuni utenti visualizzeranno e cliccheranno. Come tale, è molto ambita e dovrebbe essere al centro dei tuoi sforzi SEO.
Perciò cura la tua pagina Google My Business, usa i dati strutturati di schema.org, fatti lasciare recensioni e ottimizza SEO il tuo sito per farlo apparire con i rich snippet.

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link2Trends del 2020!: https://www.business2community.com/digital-marketing/8-digital-marketing-trends-for-2020-are-you-ready-02272775

link2esperti di web marketing rispondono: https://it.semrush.com/blog/trend-web-marketing-2019-previsioni-esperti/ 

link2 https://www.studiosamo.it/web-marketing/digital-marketing-trend/

link2Trends da tenere d’occhio nel 2019

link2Trends di web marketing del 2019

link2 http://www.ninjamarketing.it/2018/01/17/trend-digital-marketing-2018/

link2 Sei trend di digital marketing (2018)

link2  7 infografiche di digital marketing (2018)

Social – web best case

Alcuni Best Case

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