#1 Introduzione – Strumenti per il digital marketing

PDF LEZIONE

Gli-Strumenti del Digital Marketing
(versione ridotta rispetto all’HTML)

0 – GLI STRUMENTI DEL DIGITAL MARKETING CHE IMPAREREMO AD USARE

SEO:

  • Ubersuggest / Google ADS
  • Google Search Console
  • Google Analytics
  • Screaming frog

SEA: 

  • Google Advertising

SOCIAL:

  • Meta Business suite / Meta ADV

MAIL, LANDING PAGE:

  • Mailchimp

1 – COS‘E’ IL DIGITAL MARKETING

Marketing tradizionale e Marketing Digitale: un territorio sconfinato! Marketing MIX

marketing

Il Marketing è un ramo dell’economia che si occupa dello studio descrittivo del mercato e dell’analisi dell’interazione del mercato e degli utilizzatori con l’impresa.
Il marketing comprende quindi tutte le azioni aziendali intorno al processo di pianificazione, progettazione, studio della politica dei prezzi e della promozione, fino a raggiungere un target in linea con le caratteristiche aziendali.

Il marketing (che ha decine di definizioni) viene definito come quel processo sociale e manageriale diretto a soddisfare bisogni ed esigenze attraverso processi di creazione e scambio di prodotti e valori. Questa è la definizione che ne dà Philip Kotler, guru del marketing statunitense. .

Il Marketing secondo l’American Marketing Association 2009 è: “il processo di organizzazione e di esecuzione del concepimento, della politica dei prezzi, delle attività promozionali e della distribuzione di idee, beni e servizi per creare scambi commerciali e soddisfare gli obiettivi degli individui e delle organizzazioni”

Il marketing, attraverso i suoi strumenti, permette all’azienda di acquisire clienti, di fidelizzarli e di aumentare il proprio fatturato e permette ai clienti di ottenere ciò che desiderano.

Il marketing quindi è strategia, è orientamento al clienteorientamento al mercatoorientamento alla concorrenza, ottimizzazione.

 Un’approfondimento sul marketing

oppure: https://www.ego55.com/cose-davvero-il-marketing/

Parlando di DIGITAL Dave Chaffey, autore del libro “Digital Marketing: Strategy, Implementation and Practice” fornisce questa semplice definizione:

il Digital Marketing permette di raggiungere gli obiettivi di marketing attraverso l’utilizzo di tecnologie e media digitali”.

Che significa che il digital è uno strumento a disposizione del marketing che permette all’azienda di gestire le proprie strategie online attraverso social, siti, app, mail e utilizzando tecniche di SEO, SEA, SMM..

Potremmo definire sommariamente il digital uno strumento del marketing.


Marketing digital vs Tradizionale?

1-differenza-tra-digital-marketing-e-marketing-tradizionale

Il marketing tradizionale è il processo di analisi, pianificazione, realizzazione e controllo delle decisioni riguardanti il prodotto, il prezzo, la promozione e la comunicazione al fine di creare scambi che consentono di conseguire gli obiettivi di individui e organizzazioni.

La società del marketing tradizionale si è basata sull’utilizzo dei mass media, televisione, radio e carta stampata / giornali e sull’utilizzo di strumenti che più difficilmente permettono di mettere al centro della strategia l’utente-cliente.

Ma cosa non è il Marketing?

– pubblicità e promozione delle vendite, questi sono strumenti di Marketing mentre la pubblicità è uno strumento di comunicazione che cerca di creare una preferenza. La promozione, invce, è un’iniziativa basata sul prezzo.

la seo, un sito web, un volantino.. questi sono di strumenti al servizio di una strategia, di un fine, che è invece l’essenza del marketing stesso.

– Fare marketing non vuol dire soltanto vendere. La vendita è solo un momento di un processo formato da un complesso di attività, un processo di svariate attività, prima, durante e dopo la trattativa, tra le quali spiccano le indagini e lo studio di mercato utili ad analizzare e percepire le preferenze e i comportamenti comuni dei potenziali clienti. Fare marketing è il processo e la costruzione di un contesto che agevoli la vendita.

Il marketing quindi non è pubblicità (che è solo una parte di esso) ma l’insieme di attività, delle azioni e delle strategie che agiscono e insistono su molteplici aspetti di un’azienda, espressi dal cosiddetto “marketing mix” delle 4P:

Il modello delle 4 P del marketing mix è stato teorizzato da Edmund Jerome McCarthy nel libro “Basic MarketingA Managerial Approach” nel 1960. Quasi sessant’anni fa McCarthy ha individuato le 4 leve del marketing mix che possono essere utilizzate  in concerto tra loro per raggiungere gli obiettivi aziendali. Le 4 P sono importanti durante tutto il ciclo di vita del prodotto. Con un buon marketing mix, sarà più facile focalizzare ed arrivare con maggiore precisione al mercato target. Definendo la strategia delle 4P si otterranno migliori risultati di vendita, rispetto ad una strategia di marketing e comunicazione non coordinata.

  • product. grazie a questa leva il marketing arriva a capire le esigenze e le richieste dei clienti per poter modellare, sulla base di queste, il prodotto o il servizio che l’azienda offre.
  • price. comprendere quale sia il prezzo ideale volto a massimizzare il guadagno dalla vendita del prodotto è parte integrante delle attività di marketing. in questo caso parliamo (in termini economici) di massimizzazione del surplus del venditore, ossia il massimo valore che il venditore riesce ad incassare dalla vendita della singola unità di prodotto.
  • placement. marketing significa anche scegliere quale canale di distribuzione sia migliore per l’impresa, in base ai vantaggi, economici e non, che riceve optando per un determinato mezzo: audience raggiungibile, costo per visualizzazione, targeting e molti altri sono i fattori che vanno ponderati prima di stabilire la corretta politica di placement aziendale.
  • promotion. si tratta di tutte le attività promozionali svolte dall’azienda per raggiungere il potenziale cliente. tra queste la più famosa è la pubblicità (advertising).

 

Tradizionale: gli strumenti del marketing tradizionale si caratterizzano per determinare flussi di comunicazione unidirezionali che permettono quindi un basso grado di interazione con il consumatore.

Nuovo attraverso il digital: Il passaggio da un modello di business incentrato sull’utilizzo degli strumenti di marketing tradizionale ad un modello di digital marketing comporta anche cambiamenti sull’assetto organizzativo dell’azienda e sulle politiche pubblicitarie da implementare: il grado di interazione con gli utenti è altissimo.

Il “nuovo” modello delle 7 P

Il modello delle 7P del marketing è una evoluzione delle 4 P ed è utilizzato come modello strategico che aiuta le aziende a definire e posizionare i propri prodotti o servizi sul mercato. Si basa su sette elementi chiave che, se combinati in modo efficace, possono contribuire al successo aziendale.

Le sette P sono le 4 P del modello di McCarthy più altre 3:

1. Prodotto (Product)

  • Cosa offri al mercato?
  • Quali sono le caratteristiche e i benefici del tuo prodotto o servizio?
  • In che modo si differenzia dalla concorrenza?

2. Prezzo (Price)

  • Quanto costa il tuo prodotto o servizio?
  • Quali sono i tuoi costi di produzione e distribuzione?
  • Che prezzo sono disposti a pagare i clienti?
  • Quali strategie di prezzo utilizzerai (ad esempio, sconti, promozioni, ecc.)?

3. Promozione (Promotion)

  • Come farai conoscere il tuo prodotto o servizio al tuo target di riferimento?
  • Quali canali di comunicazione utilizzerai (ad esempio, pubblicità, social media, relazioni pubbliche, ecc.)?
  • Qual è il tuo messaggio di marketing?

4. Distribuzione (Place)

  • Dove potranno i clienti acquistare il tuo prodotto o servizio?
  • Venderai direttamente ai clienti o attraverso intermediari?
  • Qual è la tua strategia di distribuzione online e offline?

5. Persone (People)

  • Chi sono le persone coinvolte nel processo di vendita e di servizio del tuo prodotto?
  • Che competenze e abilità possiedono?
  • Come fornirai loro la formazione e il supporto necessari?

6. Processo (Process)

  • Come verrà erogato il tuo prodotto o servizio?
  • Quali sono i passaggi che i clienti dovranno seguire?
  • Come garantirai un’esperienza cliente fluida e positiva?

7. Prova tangibile (Physical Evidence)

  • Quali elementi tangibili rappresentano il tuo prodotto o servizio?
  • Packaging, design, brochure, sito web, negozio fisico…
  • Come questi elementi contribuiscono a creare l’immagine e la percezione del tuo brand?

Il modello delle 7P offre una visione completa e olistica del marketing, aiutando le aziende a sviluppare strategie di marketing coese ed efficaci. È un modello flessibile che può essere adattato a qualsiasi tipologia di azienda, prodotto o servizio.

Rispetto al modello tradizionale delle 4P (prodotto, prezzo, promozione, distribuzione), il modello delle 7P include tre elementi aggiuntivi che assumono particolare importanza nel marketing dei servizi:

  • Persone: il ruolo fondamentale del personale di vendita e del servizio clienti nel determinare la soddisfazione del cliente.
  • Processo: l’importanza di ottimizzare i processi aziendali per garantire un’esperienza cliente fluida e positiva.
  • Prova tangibile: l’impatto degli elementi tangibili (come packaging, design e sito web) sulla percezione del brand e sulla customer experience.

link2 Approfondisci: https://www.ictsviluppo.it/blog/marketing-tradizionale-digitale-confronto


WEB O DIGITAL?

Esiste un solo tipo di Marketing: quello che permette al brand di attivare una connessione con le persone che si riconoscono nei suoi valori.

Immaginiamo le attività relative agli Analytics: queste, fino a pochi anni fa, consistevano nella misurazione dei risultati di performance delle campagne pubblicitarie e di altri KPI (relativi ad esempio al traffico generato sul sito a seguito di una campagna di comunicazione, o quant’altro) con esclusivo riferimento al sito web. Ma, da quando assumono più importanza le app nella navigazione online  è necessario non solo misurare i risultati delle app ma anche misurare le interazioni cross-canale tra le piattaforme desktop e mobile.
Questa evoluzione nell’utilizzo dei diversi dispositivi per accedere ad internet basta, da sola, a spiegare che probabilmente la terminologia più corretta è proprio DIGITAL MARKETING.

Approfondisci qua sotto:

link2https://www.thismarketerslife.it/digital/web-marketing-o-digital-marketing-alla-fine-e-sempre-marketing/

2 – IL PIANO DI COMUNICAZIONE E DIGITAL MARKETING, GLI OBIETTIVI

Di base gli obiettivi di marketing equivalgono al risultato che l’azienda vuole ottenere mentre gli obiettivi di comunicazione sono il mezzo tramite cui realizzarlo.

Il marketing è la disciplina più ampia: comprende strategia di prodotto, pricing, distribuzione, posizionamento, ricerca di mercato. La comunicazione è uno degli strumenti con cui il marketing si realizza, è il “come parliamo” al mercato.

Per avere successo nel digital marketing bisogna avere una strategia, un piano di comunicazione e marketing (vedi https://www.fabiozanchetta.it/una-campagna-di-comunicazione/) si deve quindi pianificare ogni mossa e analizzarne i risultati, e gli obiettivi di qualsiasi digital marketing plan possono essere diversi, considerando che l’obiettivo del marketing è migliorare il business dell’azienda.

Ma per ottenere cosa? Ecco alcuni obiettivi di marketing e comunicazione

Ah, per fare una distinzione fra “cos’è un obiettivo di comunicazione” e uno di “marketing”.. anche se non è facile:

Lanciare e posizionare un prodotto/marchio, ad esempio,  è primariamente un obiettivo di marketing, il posizionamento si decide a tavolino, riguarda il prodotto, il prezzo, la distribuzione e il target. La comunicazione poi esegue quel posizionamento, lo rende percepibile. Quindi: il marketing decide dove stare nella mente del consumatore, comunicazione ci porta lì.

Ecco alcuni esempi:

Lanciare sul mercato un prodotto/marchio e posizionarlo (branding, posizionamento)

Ampliare o coinvolgere una platea (engagement)

Generare interesse e consapevolezza intorno ad un marchio/prodotto/servizio/concetto (awareness)

Generare contatti potenzialmente interessati al nostro prodotto/marchio

Vendere un prodotto/servizio

Ottimizzare del ciclo di vendita (rate più alto fra “preventivo” o “messa nel carrello” e vendita conclusa)

Aumento della costumer life value (un utente acquista un nostro bene tramite campagna ma poi magari torna perché è rimasto soddisfatto senza esborsi in comunicazione da parte nostra)

Deliziare il cliente. Trasformarlo in un ambasciatore.

Intercettare nuovi mercati, nuovi flussi di utenti

Per ogni obiettivo di marketing sarà doveroso progettare un piano ad hoc che individui gli strumenti, i canali, il target, i kpi da analizzare..

Il piano marketing strategico è un strumento organizzativo che coinvolge tutte le attività di marketing atte a instaurare e mantenere i rapporti tra l’azienda ed il mercato e, dunque, tra le fasi di pre-vendita e le fasi di vendita e post-vendita del prodotto o servizio.

Gli obiettivi di marketing sono quegli obiettivi aziendali a lungo o medio termine, in inglese descritti dalla parola “goal”, che solitamente sono legati a risultati commerciali o economici. Questo genere di obiettivi sono gerarchicamente superiori a quelli di comunicazione, perché contribuiscono a determinarli.

Gli obiettivi di comunicazione sono obiettivi più a breve termine che la comunicazione deve raggiungere per soddisfare il raggiungimento degli obiettivi di marketing.

Solitamente gli obiettivi di comunicazione non esistono senza quelli di marketing o, meglio, sono strettamente legati ad essi. Non avrebbe molto senso porre degli obiettivi di comunicazione, quindi a breve termine, senza avere un piano o una visione di lungo periodo.

Alla base del raggiungimento di uno o più obiettivi c’è una strategia.

Una strategia non è altro che un insieme di passi da svolgere per raggiungere un obiettivo attraverso azioni e tattiche mirate!

Un esempio di modello di piano: il SOSTAC

Il SOSTAC. Uno dei modelli di piano di comunicazione


SOSTAC è un acronimo che sta per Situation, Objectives, Strategy, Tactics, Action, Control, e rappresenta un modello strategico ampiamente utilizzato per la pianificazione e la gestione di campagne di comunicazione e marketing, sia online che offline.

È stato sviluppato da PR Smith nel 1990 e si basa su sei fasi fondamentali:

1. Analisi della situazione (Situation):

In questa fase iniziale, è fondamentale comprendere a fondo la situazione attuale in cui si trova l’azienda o il brand.
Ciò include l’analisi del mercato di riferimento, del posizionamento competitivo, del pubblico target, dei punti di forza e di debolezza, delle minacce e delle opportunità.
Si possono utilizzare diverse tecniche di analisi, come ricerche di mercato, analisi SWOT, analisi dei competitor, ecc.

2. Definizione degli obiettivi (Objectives):

Una volta compresa la situazione attuale, è necessario definire gli obiettivi specifici che si vogliono raggiungere con la campagna di comunicazione.
Gli obiettivi devono essere SMART, ovvero Specifici, Misurabili, Raggiungibili, Rilevanti e Temporizzabili.
Ad esempio, un obiettivo potrebbe essere quello di aumentare la brand awareness del 10% entro 6 mesi.

3. Sviluppo della strategia (Strategy):

In questa fase si definisce la strategia complessiva per raggiungere gli obiettivi prefissati.
Ciò include la scelta dei canali di comunicazione più adatti, del messaggio da veicolare e del target di riferimento.
È importante che la strategia sia coerente con l’analisi della situazione e con gli obiettivi definiti.

4. Definizione delle tattiche (Tactics):

Le tattiche rappresentano le azioni concrete che verranno messe in atto per implementare la strategia.
In questa fase si definiscono i messaggi specifici da comunicare, i creativi da utilizzare, i piani editoriali per i diversi canali, ecc.
È importante che le tattiche siano realistiche e realizzabili con le risorse a disposizione.

5. Azione e implementazione (Action):

In questa fase si passa all’azione, ovvero alla messa in atto delle tattiche definite.
È importante monitorare costantemente l’andamento della campagna e apportare le necessarie correzioni in corso d’opera.

6. Controllo e valutazione (Control):

L’ultima fase del modello SOSTAC è dedicata al controllo e alla valutazione dei risultati ottenuti.
Si confrontano i risultati raggiunti con gli obiettivi prefissati e si analizzano i punti di forza e di debolezza della campagna.
I dati raccolti servono per migliorare le future campagne di comunicazione.

Il modello SOSTAC è uno strumento versatile che può essere utilizzato per pianificare e gestire qualsiasi tipo di campagna di comunicazione, indipendentemente dal settore, dal budget e dagli obiettivi.

È un approccio strutturato e sistematico che aiuta a massimizzare l’efficacia delle campagne e a ottenere i risultati desiderati.


Creare un modello piano  marketing è quindi un’attività fondamentale al fine di articolare il proprio lavoro in poco tempo e senza problemi.

Le figure professionali che realizzano il piano di marketing aziendale  sono, nel caso di attività offline, il marketing manager e il suo staff. Nel caso di progetti online, il digital marketing manager insieme al SEO e SEM specialist e al  Social Media Manager.

Il lavoro di questi team traduce gli obiettivi e le aspettative dell’azienda in Key Performance Indicator (KPI), l’indice di controllo dell’andamento delle prestazioni aziendali.

Implementazione marketing plan

1 obiettivi strategici, kpi da analizzare

2 analisi dello scenario, concorrenza, swot

3 target, user personas

4 pianificazione strategia, canali

5 copy strategy, messaggio, creatività

6 pianificazione risorse, timing e budget

7 analisi risultati

È la fase in cui si ottengono le risorse, si organizza l’ufficio marketing e si definiscono le tempistiche di attuazione del progetto. Questa fase è di competenza sia delle risorse di marketing strategico sia delle risorse di marketing operativo, ovvero lo staff che si occupa dell’ultimo step del processo di marketing.

Ci sono sostanziali differenze tra la preparazione di un piano marketing di attività offline e online.

Approfondisci:

link2Compendio generale: https://www.segnalezero.com/piano-di-comunicazione/

link2Un valido esempio: http://www.themarketingfreaks.com/2016/02/piano-di-marketing-strategia-struttura-ed-esempio/

link2 8 video che spiegano come predisporre un piano marketing

3 – PIANIFICARE: IL FUNNEL | MISURARE: KPI, ROI

Alla base della fase strategica di digital marketing c’è un “funnel”, un imbuto che possiamo definire come un processo che tende a veicolare un’audience verso un percorso per trasformare un utente sconosciuto in un cliente fedele, pronto ad acquistare e a diventare un ambassador del tuo brand. Il funnel segue questa direzione ed ogni strategia di web marketing (che persegue uno degli obiettivi elencati sotto le immagini) dovrebbe essere caratterizzata dall’analisi del proprio funnel

  1. Attirare / awarnes (da utente del web a utente del tuo sito)
  2. Convertire / consideration (da utente del tuo sito a prospect)
  3. Chiudere / conversion (da prospect / lead a sales)
  4. Deliziare / loyalty (da sales ad customer advocates)

Il funnel del marketing

L’imbuto è alla base di ogni strategia.. e una strategia non è altro che un’insieme di step / fasi per ottenere un risultato!

Si parte dall’awareness, si passa per l’interesse e la conversione, e si arriva alla fidelizzazione e al passaparola. La comunicazione è lo strumento dominante nella parte alta (awareness, engagement), il marketing operativo domina nella parte centrale (conversione, vendita), il marketing relazionale e la qualità del prodotto dominano nella parte bassa (CLV, advocacy).

Partiamo dall’assunto nel funnel entra molto ed esce poco.  Se in un processo di vendita è assolutamente fisiologico che converta una parte minore di coloro che entrano nell’imbuto di vendita d’altra parte sarà compito del marketer fare in modo che il più possibile di coloro che entrano nel sales funnel ne escano da clienti.

Per creare un funnel c’è da tenere in considerazione il fatto che il visitatore deve essere in primo luogo attratto e quindi suscitare in lui un interesse che lo porti al desiderio di acquisto finale. Questo ciclo si ripete continuamente.

Diventa fondamentale analizzare la concorrenza e individuare quali bisogni sono insoddisfatti. Quali informazioni non vengono date, ma gli utenti cercano? È importante dare valore affinché se ne generi a sua volta.

È molto più probabile che gli utenti abbandonino la landing page di acquisto di un bene o di un servizio quando questi ultimi non vengono guidati nella loro user experience, fornendo loro informazioni chiare e passaggi immediati, seguendoli nel corrente ed incoraggiandoli nel successivo.

11-Digital-Marketing-Funnel

link2Approfondisci il Marketing Funnel

link2 Creazione di un funnel

link2 C’è chi fa il servizio completo (es. https://www.clickfunnels.com/)

….

Esempio Surf Camp Liguria Surf reef da lanciare sul mercato

Obiettivo: utente acquista il pacchetto vacanze e invia il codice ad un amico per fargli acquistare un pacchetto vacanze scontato.

1 inserzione di campagna creativa su instagram e FB -> estraneo, (awarness)

2 click su landing, no acquisto ma lead (esempio: scarica manuale del surfer gratuito per 10 giorni) -> (lead)

3 email marketing, “hai 10 giorni per acquistare biglietto surf camp -30% sul totale se ci invii 5 mail (prospect)

4 click su landing, acquisto (costumer)

5 invio 5 mail (ambassador)

6 mail con sconto che troverai al camp (delight)

Pianificazione: ritorno dell’investimento (ROI) e misurazione degli indicatori di performance (KPI)

Obiettivi e indicatori parametrici.

Gli indicatori chiave di prestazione, o KPI sono le fondamenta di una strategia di comunicazione, rappresentano una parte fondamentale delle informazioni necessarie per determinare e spiegare come un’azienda progredisce verso i propri obiettivi di comunicazione, di business e marketing.

Cosa sono i KPI?

Un KPI è una misura quantificabile che aiuta l’azienda nel determinare in che percentuale gli obiettivi strategici prefissati vengono raggiunti.

Importantissima è la differenza che esiste tra KPI e metriche del marketing: un KPI è una metrica di marketing, ma non tutte le metriche di marketing sono KPI.

Tali indicatori di prestazione non devono necessariamente essere di natura finanziaria, ma senza di essi e senza i suggerimenti che essi forniscono, è molto difficile sfruttare al massimo le potenzialità delle attività di marketing e del piano di comunicazione.

Esempi:

KPI Vendita

  • Numero di nuovi contratti firmati per periodo
  • Valore economico relativo ai nuovi contratti firmati per periodo
  • Numero di lead qualificati generati dal funnel di vendita
  • Ore di risorse dedicate alla vendita
  • Tempo medio per la conversione (da lead a cliente)
  • Vendite nette

KPI Finanziari

  • Crescita delle entrate
  • Margine di profitto netto
  • Margine di profitto lordo
  • Cash Flow operativo
  • Crediti correnti
  • Fatturato
  • Margine operativo lordo (MOL)

KPI Cliente

  • Numero di clienti mantenuti (rinnovi)
  • Percentuale della quota di mercato acquisita
  • NET Promoter Score (Punteggio netto del promotore)
  • Tempo medio di risoluzione delle richieste di supporto

KPI Operativi

  • Tempo di evasione ordini
  • Time to Market
  • Valutazione della soddisfazione dei dipendenti
  • Tasso di abbandono dei dipendenti

KPI Comunicazione

  • Traffico mensile del sito Web
  • Numero di lead qualificati
  • Tasso di conversione per CTA  (call to action)
  • Posizionamento (parole chiave nei primi 10 risultati dei motori di ricerca)
  • Articoli del blog pubblicati questo mese
  • E-Book / Infoprodotti pubblicati questo mese
  • Like/follower pagina
  • Interazioni (like, condivisioni, commenti) su contenuto
  • Nuovi lead
  • Telefonate

Approfondisci: https://www.headvisor.it/kpi-key-performance-indicator

KPI - Indicatori di performance - KPI esempi - Headvisor Brescia Bergamo e Milano

Copyright: https://www.headvisor.it/kpi-key-performance-indicator

Cos’è il ROI

L’acronimo ROI, invece, è formato da Return On investment,  il ritorno sull’investimento.

Quindi, questo sarà il guadagno proveniente da un determinato investimento, meno il costo dell’investimento stesso.

Per questo si potrà usare questo indicatore per valutare le prestazioni e l’efficacia di una somma che sia stata spesa per la pubblicità.

Anche per il calcolo di questo indice esiste una formula, che è quella indicata di seguito:

ROI Formula = Reddito Operativo / Capitale Investito Netto Operativo.

Da un punto di vista di una campagna pubblicitaria il ROI va calcolato nel modo seguente:

ROI = (Ricavi della campagna – Spesa pubblicitaria) / Spesa pubblicitaria * 100

Cos’è il ROAS

Come prima cosa sarà necessario vedere quale sia il significato di questi due acronimi,

La parola ROAS Return On Advertising Spend e si riferisce alla metrica con la quale si calcola la resa di una campagna ADV realizzata online.

In particolare, con questo indice si potranno valutare le campagne realizzate tramite Google Ads e Facebook Ads, ma più in generale questi due operatori possono essere adattati per qualsiasi operazione di Advertising.

Quindi, per indicare in modo ancora più comprensibile che cosa sia il ROAS, si può dire che l’indicatore ci dirà quanto ci faranno guadagnare le campagne già avviate rispetto ad ogni euro che sia stato speso per le stesse.

Esiste anche una formula per effettuare questo calcolo, che è quella indicata di seguito:

ROAS Formula = ricavi da campagne ADV / costo campagna


ROI e ROAS le differenze

Dopo aver visto il significato relativo ai due acronimi, ora sarà essenziale capire quali siano le reali differenze tra questi indici.

Il ROAS è il guadagno apportato da una campagna pubblicitaria con l’eliminazione del costo che sarà stato pagato per la campagna stessa.

Il ROI, invece, ha sicuramente una sfera di interesse più ampia, in quanto prende in considerazione anche altre spese.


4 – LA SEM (SEARCH ENGINE MARKETING)

sem

SEM è l’insieme delle attività di digital Marketing, che sono svolte al fine di indirizzare all’interno del proprio sito web il maggior numero possibile di utenti interessati ai contenuti offerti, per raggiungere gli obiettivi di marketing definiti nel proprio piano (vendita, lead generation, branding, ecc..)

Il search engine marketing (SEM) è una delle principali branchie del Web Marketing. Secondo la sua accezione originaria il SEM si compone di tre discipline fondamentali:

        • la SEO, o search engine optimization;
        • la SEA, search engine advertising (PPC-Google ADS).
        • la SMO, social media optimization

Molti confondono la SEM con la SEA ma è errato.

DIGITAL MARKETING & AI

Google Ads + AI

Google e Meta hanno integrato l’AI direttamente nel loro ecosistema in modo molto profondo.  Se pochi anni fa l’intervento manuale era preponderante ora non lo è più.

Ora impostiamo gli obiettivi e lasciamo che l’AI guidi il processo. Noi avremo solo molti dati da valutare!

Per quanto riguarda Google Ads i principali strumenti sono:

Performance Max (PMax) è la campagna più automatizzata: fornisci asset (testi, immagini, video) e l’AI decide autonomamente dove e quando mostrare gli annunci su tutta la rete Google (Search, Display, YouTube, Gmail, Maps). Usa il machine learning per ottimizzare verso conversioni reali.

Smart Bidding è il cuore dell’automazione: strategie come Target CPA, Target ROAS, Maximize Conversions usano modelli predittivi che analizzano centinaia di segnali in tempo reale (dispositivo, ora, comportamento, intent) per decidere l’offerta giusta per ogni asta.

Responsive Search Ads (RSA) — fornisci fino a 15 titoli e 4 descrizioni, l’AI li combina e testa automaticamente per trovare le varianti con CTR e conversion rate migliori.

Demand Gen usa modelli di audience basati su AI per trovare utenti simili ai tuoi convertitori su YouTube e Display.


Meta Ads + AI

Meta ha costruito invece il suo sistema AI adv attorno all’Advantage+ Suite:

Advantage+ Shopping Campaigns (ASC) è l’equivalente di PMax per Meta: mostri i tuoi prodotti e l’algoritmo trova autonomamente le audience migliori, ottimizzando creatività e placement su Facebook, Instagram, Messenger, Audience Network.

Advantage+ Audience sostituisce il targeting manuale: invece di definire interessi e demografiche, dai all’AI una “suggestion” e lasci che il modello espanda autonomamente verso utenti simili ai convertitori.

AI Sandbox / GenAI Tools — Meta ha introdotto strumenti nativi per generare varianti di testo, sfondare immagini e creare variazioni creative direttamente in Ads Manager, riducendo il tempo di produzione degli asset.


Tools di terze parti per Meta e Google

Creativa AI

Tool come AdCreative.ai, Canva AI e Adobe Firefly generano automaticamente varianti di banner, video e copy ottimizzati per le piattaforme. Si integrano via API con Google e Meta per caricare asset direttamente nelle campagne.

Copywriting AI

Jasper, Copy.ai e modelli come Claude vengono usati per generare testi di annunci, landing page e email. Alcuni si connettono direttamente a Google Ads Editor per esportare RSA già strutturati.

Analytics & Attribution AI

Northbeam, Triple Whale e Rockerbox sono i leader dell’attribuzione multi-touch basata su AI: ricostruiscono il customer journey reale anche dopo l’impatto di iOS 14/17 sulla privacy, usando modelli probabilistici e data clean room.

Automation & CRM

HubSpot AI e Klaviyo usano ML per il lead scoring, la segmentazione predittiva e l’invio ottimizzato di email/SMS, alimentando audience personalizzate da caricare su Google e Meta.


Come funzionano concretamente

Il loop di funzionamento è questo:

  1. Raccolta dati : le piattaforme raccolgono segnali comportamentali (click, view, conversioni, micro-conversioni)
  2. Modellazione : i modelli AI predicono quali utenti convertiranno, quanto vale ogni impression, quale creativa performerà meglio
  3. Ottimizzazione in tempo reale :le offerte e i placement vengono aggiustati asta per asta (Google fa oltre 70 miliardi di aste al giorno)
  4. Feedback loop : i risultati reali alimentano nuovamente i modelli, che migliorano nel tempo

La chiave per far funzionare bene questi sistemi è fornire dati di conversione di qualità ( e asset creativi abbondanti perché l’AI non può ottimizzare su dati scarsi o su un solo annuncio.

Social – web best case

Alcuni Best Case

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Seguire i migliori Blog di digital marketing sul web

Digital marketing in generale

il blog di Ninja Marketing.

Questo è un blog multi-autore  focalizzato sulla formazione di aziende e professionisti sui temi del digital marketing e del digital business. Una vera istituzione del Digital in Italia, che eroga corsi di formazione di alta qualità per tutti i livelli di competenza.

e poi.. www.communicationvillage.com/blogs/

https://www.searchadvertising.it/

Sul SEO?

Il blog di SEMrush, ha nella SEO la sua vocazione più grande, anche se al suo interno è possibile trovare articolo degli argomenti più vari.

e poi.. https://www.roberto-serra.com/

Content Marketing

MySocialWeb rappresenta la più vasta e importante raccolta di consigli e informazioni sul mondo del Content Marketing e della scrittura online.

Content marketing e copywriting

Quando si parla di contenuti, Pennamontata è una vera istituzione.

Branding

Skande Il blog di Riccardo Scandellari non ha bisogno certo di presentazioni, perché è uno dei più letti e apprezzati del panorama del Digital Marketing, soprattutto per quel che concerne, appunto, il Personal Branding.

Facebook Marketing

Il blog personale di Veronica Gentili è il più ricco di articoli che ti permetteranno di scoprire tutto quello che c’è da sapere su Facebook Ads, Pixel e Custom Audiences, facendoti acquisire delle competenze ampie e variegate che ti permetteranno di gestire al meglio le tue campagne.

Growth Haking

Il blog di Raffaele Gaito è completo e sempre aggiornato e tratta di argomenti che ogni imprenditore digitale dovrebbe conoscere.

Instagram Marketing

Social Influencer e di Instagram? Alessandro Pozzetti è uno dei massimi esperti italiani in questo ambito grazie al suo blog Apclick.


Bibliografia di base — Marketing & Digital Marketing

Marketing fondamentale

Kotler, P., & Keller, K. L. (2022). Marketing Management (16ª ed.). Pearson. — Il manuale di riferimento assoluto del marketing moderno, usato in quasi tutti i corsi universitari. Copre strategia, comportamento del consumatore, branding e comunicazione integrata.

Kotler, P., Kartajaya, H., & Setiawan, I. (2021). Marketing 5.0: Technology for Humanity. Wiley. — L’evoluzione del pensiero di Kotler verso il marketing basato su AI, data e tecnologia, mantenendo al centro l’elemento umano.

Ries, A., & Trout, J. (2001). Positioning: The Battle for Your Mind. McGraw-Hill. — Un classico senza tempo sul concetto di posizionamento nella mente del consumatore. Ancora oggi fondamentale per capire come costruire un brand differenziante.

Digital Marketing

Chaffey, D., & Ellis-Chadwick, F. (2022). Digital Marketing: Strategy, Implementation and Practice (8ª ed.). Pearson. — Il testo più completo e strutturato sul digital marketing, con ampia copertura di SEO, paid media, social, analytics e customer journey digitale.

Ryan, D. (2020). Understanding Digital Marketing: Marketing Strategies for Engaging the Digital Generation (5ª ed.). Kogan Page. — Approccio più pratico e accessibile rispetto a Chaffey, ottimo per chi si avvicina al digitale con un background non tecnico.

Godin, S. (1999). Permission Marketing: Turning Strangers into Friends and Friends into Customers. Simon & Schuster. — Anticipò con vent’anni di anticipo la logica dei contenuti, dell’inbound e dell’email marketing. Ancora sorprendentemente attuale nel contesto dell’attenzione digitale.