WEB MARKETING: INTRODUZIONE

Sommario argomenti

Introduzione al Web Marketing

Traditional vs Digital Marketing. Web marketing o digital marketing?

ROI, KPI, media, canali, messaggio, strategia

Panoramica sul Funnel, le fasi del digital marketing: react, act, convert, engage

Obiettivi e conversioni: branding, engagement, purchase, fidelity, ecc..

Non conventional, buzz, Inbound, Influencer marketing

Cosa sono: SEM, SEO, SEA, SMM

Trends 2018-19: content marketing, storytelling, instant messaging, chatbot, social commerce, instant video, ricerche vocali, ecc…

Analisi del comportamento degli utenti (Analytics e tools)

SEO: Search Engine Optimization

Panoramica: cos’è a cosa serve il SEO, come e quanto investire

Attività on-site e off-site. Page Rank. Long Tail.

-> Seo e codice

-> Content, seo copywriting

-> Keywords

-> Link building / link earning

-> SEO e CMS

Strumenti di analisi (seozoom e simili, screamingfrog, ecc..)

Monitoraggio SEO: Google Search Console

Strumenti di analisi real time (ispettore di Chrome/Firefox/Safari e altri), e strumenti per Webmaster

Google Tag Manager (snippet e codici per SEO)

Accenno a Google Analytics per il monitoraggio del comportamento degli utenti sul sito

SEA: Search Engine Advertising - PPC e Google ADS

Capire la SEA e il PPC: organico vs pay

Obiettivi e KPI da monitorare e misurarli con adwords e analytics

Soluzioni adwords e analytics per pianificare la strategia

Annunci su rete di ricerca, sulla rete display, shopping, youtube

Parole chiave – offerte, campagne, scrittura annunci, gruppi di annunci, pubblico e target, CPC e aste, CTR, impressions, estensioni, remarketing

Analisi dei risultati (view, obiettivi, conversions su Analytics e Google ADS)

L’importanza della Landing page.

Email Marketing

Come scrivere buoni annunci: epic fail e epic win

Social Media Marketing (SMM)

Panoramica Facebook e instagram

Edge rank e newsfeed.

Le inserzioni sui social, organic vs pay nel piano editoriale

Analisi e monitoraggio social (tool di social listening e monitoring come Hootsuite, Talkwalker)

Gestore delle inserzioni e accenno a Facebook business

Campagne (obiettivi), gruppi di annunci (targetizzazione), annunci. A/B Test.

Monitoraggio e insight (impressions, reach, costo per azione/click/visualizzazione ecc..)

Come creare una buona inserzione (+ epic win e epic fail) e valutare insight e ROI (ritorno dell’investimento)

Email Marketing - DEM e Newsletter

Cos’è l’email marketing

La dem e la newsletter, tool: MailChimp

Analisi

COS‘E’ IL DIGITAL MARKETING

Marketing tradizionale e Marketing Digitale: un territorio sconfinato!

Dave Chaffey, autore del libro “Digital Marketing: Strategy, Implementation and Practice” fornisce questa semplice definizione: “il Digital Marketing permette di raggiungere gli obiettivi di marketing attraverso l’utilizzo di tecnologie e media digitali”. Cioè gestendo la presenza online dell’azienda attraverso i diversi canali online, ovvero siti web, mobile app e social media e utilizzando le tecniche di comunicazione online come i motori di ricerca, il social media marketing, l’online advertising e l’e-mail marketing.

il Digital Marketing

La definizione di Digital Marketing è “l’insieme delle attività di marketing che utilizzano i canali web per sviluppare la propria rete commerciale, analizzare i trend di mercato, prevederne l’andamento e creare offerte sul profilo del cliente target“.


Marketing digital vs Tradizionale?

1-differenza-tra-digital-marketing-e-marketing-tradizionale

Il marketing tradizionale è il processo di analisi, pianificazione, realizzazione e controllo delle decisioni riguardanti il prodotto, il prezzo, la promozione e la comunicazione al fine di creare scambi che consentono di conseguire gli obiettivi di individui e organizzazioni.

La società del marketing tradizionale si è basata sull’utilizzo dei mass media, televisione, radio e carta stampata / giornali.

Come possiamo definire quindi il MARKETING?

Il Marketing

per Marketing si intende l’insieme delle operazioni messe in atto da un azienda per il soddisfacimento del cliente, ottenendo in tal modo la sua fedeltà, finalizzata al raggiungimento di maggiori profitti: si spera quindi di far ripetere l’acquisto e di diffondere un immagine positiva.

Marketing non è:

      • pubblicità e produzione delle vendite: questi sono strumenti di Marketing la pubblicità è uno strumento di comunicazione di massa che cerca di creare una preferenza, invece la promozione è un iniziativa basta sul prezzo. Il marketing invece non cerca di creare continuamente bisogni e di far accettare qualsiasi bene posto sul mercato indipendentemente dalla soddisfazione relativa del consumatore.
      • un insieme di strumenti e di tecniche per esaminare il mercato: questi potrebbero essere la base di partenza del Marketing, come la previsione delle vendite e le ricerche di mercato, ma questi sono strumenti mediante il quale le imprese analizzano i  consumatori

Uno dei pilastri del Marketing è quello delle 4P

4p-marketing-mix-model-price-product-promotion-vector-3118807

Il modello delle 4 P del marketing mix è stato teorizzato da Edmund Jerome McCarthy nel libro “Basic MarketingA Managerial Approach” nel 1960. Quasi sessant’anni fa McCarthy ha individuato le 4 leve del marketing mix che possono essere utilizzate  in concerto tra loro per raggiungere gli obiettivi aziendali. Le 4 P sono importanti durante tutto il ciclo di vita del prodotto. Con un buon marketing mix, sarà più facile focalizzare ed arrivare con maggiore precisione al mercato target. Definendo la strategia delle 4P si otterranno migliori risultati di vendita, rispetto ad una strategia di marketing e comunicazione non coordinata.
Gli strumenti del marketing tradizionale si caratterizzano per determinare flussi di comunicazione unidirezionali che permettono quindi un bassissimo grado di interazione con il consumatore.

Il passaggio da un modello di business incentrato sull’utilizzo degli strumenti di marketing tradizionale ad un modello di digital marketing comporta anche cambiamenti sull’assetto organizzativo dell’azienda e sulle politiche pubblicitarie da implementare.

Approfondisci: https://www.ictsviluppo.it/blog/marketing-tradizionale-digitale-confronto


WEB O DIGITAL?

Esiste un solo tipo di Marketing: quello che permette al brand di attivare una connessione con le persone che si riconoscono nei suoi valori.

Immaginiamo le attività relative agli Analytics: queste, fino a pochi anni fa, consistevano nella misurazione dei risultati di performance delle campagne pubblicitarie e di altri KPI (relativi ad esempio al traffico generato sul sito a seguito di una campagna di comunicazione, o quant’altro) con esclusivo riferimento al sito web. Ma, da quando assumono più importanza le app nella navigazione online  è necessario non solo misurare i risultati delle app ma anche misurare le interazioni cross-canale tra le piattaforme desktop e mobile.
Questa evoluzione nell’utilizzo dei diversi dispositivi per accedere ad internet basta, da sola, a spiegare che probabilmente la terminologia più corretta è proprio DIGITAL MARKETING.
Approfondisci qua sotto:

link2https://www.thismarketerslife.it/digital/web-marketing-o-digital-marketing-alla-fine-e-sempre-marketing/

Cosa fa il Consulente di Web Marketing

L’obiettivo del Consulente di Web Marketing è di ottimizzare la presenza delle aziende sui principali canali digitali per ottenere dei risultati in termini di business.

Un esperto di Web Marketing deve essere in grado di padroneggiare la SEO, la SEA-PPC, l’Email Marketing ed il mondo dei Social media.

Le fasi delle attività di web marketing iniziano con un’analisi del mercato di riferimento e del relativo prodotto per procedere poi con la stesura del piano di marketing online dove vengono definiti:

            • obiettivi da raggiungere
            • target di riferimento
            • tempistiche
            • modalità operative
            • budget
            • strumenti

Il processo di elaborazione e definizione del piano di marketing è l’attività più importante dell’intero ciclo di lavoro poiché avere le idee confuse su obiettivi e target può portare ad un insuccesso nella pianificazione delle giuste strategie.

link2Cosa fare per iniziare ad intraprendere questa strada?

6-consulente-webmkt


GLI OBIETTIVI DEL DIGITAL MARKETING

Per avere successo nel digital marketing bisogna avere una strategia, si deve quindi pianificare ogni mossa e analizzarne i risultati, e gli obiettivi di qualsiasi digital marketing plan possono essere diversi:

                    • Aumentare le vendite online
                    • Aumentare le visite del sito
                    • Engagement
                    • Aumentare la visibilità e la notorietà del brand (branding)
                    • Fidelity (affezionare il cliente al proprio brand o renderlo ambasciatore)
          Come? Attraverso le attività e le azioni di digital marketing!
                    • SEO
                    • Social Media Marketing
                    • PPC – Google ADS
                    • Content Marketing
                    • Facebook Ads
                    • Social Media Marketing
                    • Email Marketing
                    • Digital PR e influencer Marketing
                    • Lead Generation

Brand awareness: aumentare la visibilità del Brand e la consapevolezza del marchio

Per una nuova azienda ma anche per i marchi che hanno bisogno di una nuova esposizione e visibilità. Per brand awareness la notorietà di una marca, ovvero al suo essere famosa e riconoscibile nella mente degli utenti. 

Si tratta di un concetto molto importante, che il più delle volte viene sottovalutato, cosa che rappresenta un grave errore di valutazione da parte dei professionisti.

L’obiettivo “massimo” della Brand Awareness è che i consumatori possano pensare alla tua marca e ai tuoi prodotti quando sono in cerca di un determinato bene e/o servizio. Essere la prima alternativa che viene in mente ai consumatori nel momento della necessità, ecco il successo che si staglia per i tuoi affari online.

link2Cos’è e come migliorare la brand awareness

link2Migliorare la brand awareness, la piramide di David Alaaker

Pianificazione: ritorno dell’investimento (ROI) e misurazione degli indicatori di performance (KPI)

Terminologie..

ROI

La fase finale di una campagna pubblicitaria prevede il bilancio dell’efficacia della campagna stessa. In particolare si fa riferimento al ROI (return on investments) che è l’indice di redditività del capitale investito.

In altre parole è il calcolo del guadagno effettuato rispetto alla spesa investita: si ottiene dividendo il risultato operativo (il margine senza ammortamenti e accantonamenti) per il capitale operativo investito. Molto spesso questo dato è espresso in percentuale, esprimendo quanto una determinata operazione commerciale ha fatto guadagnare.

Il problema è che una vendita (e quindi un guadagno) non è mai univocamente associabile alle conseguenze di una campagna pubblicitaria, perché in ogni acquisto ci possono essere più fattori scatenanti; questo implica l’impossibilità di stabilire con grande esattezza la percentuale di crescita dovuta all’azione pubblicitaria. A ciò si aggiunge il fatto che le campagne procurano risultati non solo nel breve termine, ma anche su un più lungo periodo.

Dunque il ROI è un indice che va valutato sempre con una certa cautela ed è fondamentale, per correggere la sua evidente incertezza, definire ancor prima dell’inizio della campagna dei parametri di valutazione che siano chiari, rilevabili e poco influenzabili da fattori esterni alla campagna. Questo è più facile, ad esempio, con l’advertising online dove esistono parametri (click, visite, azioni ecc.) più precisamente misurabili.

KPI

In generale i criteri stabiliti prima dell’inizio della campagna si definiscono KPI, ovvero degli indicatori chiave di prestazione che danno l’idea quantitativa del successo di un’operazione commerciale. Non è possibile stabilire a priori il miglior KPI, né indicarne una lista esaustiva: la scelta dei KPI dipende dagli obiettivi di business e di marketing di ciascuna azienda. L’importante è che la scelta di questi parametri sia definita in modo inequivocabile e che essi siano poco numerosi (al loro aumentare la rilevanza di ognuno diventa minore) e ricorrenti (cioè misurabili a distanze di tempo regolari). Ancora una volta è più facile individuare dei KPI sui business online, come ad esempio i contatti raggiunti da un sito, le vendite effettuate da una piattaforma e-commerce ecc.; anche sui mezzi offline e più tradizionali, si possono prendere in considerazione l’aumento delle vendite in un determinato periodo oppure gli effetti sul lift di un brand (come nel caso di una maggiore riconoscibilità, ad esempio) ecc.

Il reale valore dei KPI risiede nella capacità di rappresentare la situazione reale, di riassumere in un valore numerico l’efficacia complessiva di un’azione. Avere questi dati aiuta a capire se l’iniziativa pubblicitaria sta andando nella direzione giusta e, dunque, può portare al raggiungimento degli obiettivi preposti dall’azienda cliente.

7-KPIs-to-measure-inbound-marketing-effectiveness.jpg

link2Alcuni dei principali KPI

Un piano di (digital) Marketing

Di base gli obiettivi di marketing equivalgono al risultato che l’azienda vuole ottenere mentre gli obiettivi di comunicazione sono il mezzo tramite cui realizzarlo. In pratica la comunicazione non vende, ma crea occasioni di consumo.
Il piano marketing strategico è un strumento organizzativo che coinvolge tutte le attività di marketing atte a instaurare e mantenere i rapporti tra l’azienda ed il mercato e, dunque, tra le fasi di pre-vendita e le fasi di vendita e post-vendita del prodotto o servizio.

Gli obiettivi di marketing sono quegli obiettivi aziendali a lungo o medio termine, in inglese descritti dalla parola “goal”, che solitamente sono legati a risultati commerciali o economici. Questo genere di obiettivi sono gerarchicamente superiori a quelli di comunicazione, perché contribuiscono a determinarli.

Gli obiettivi di comunicazione sono obiettivi più a breve termine che la comunicazione deve raggiungere per soddisfare il raggiungimento degli obiettivi di marketing.

Solitamente gli obiettivi di comunicazione non esistono senza quelli di marketing o, meglio, sono strettamente legati ad essi. Non avrebbe molto senso porre degli obiettivi di comunicazione, quindi a breve termine, senza avere un piano o una visione di lungo periodo.

8-piano-di-marketing

Creare un modello piano  marketing è un’attività fondamentale al fine di articolare il proprio lavoro in poco tempo e senza problemi.

Le figure professionali che realizzano il piano di marketing aziendale  sono, nel caso di attività offline, il marketing manager e il suo staff. Nel caso di progetti online, il digital marketing manager insieme al SEO e SEM specialist e al  Social Media Manager.

Il lavoro di questi team traduce gli obiettivi e le aspettative dell’azienda in Key Performance Indicator (KPI), l’indice di controllo dell’andamento delle prestazioni aziendali.

Implementazione marketing plan

È la fase in cui si ottengono le risorse, si organizza l’ufficio marketing e si definiscono le tempistiche di attuazione del progetto. Questa fase è di competenza sia delle risorse di marketing strategico sia delle risorse di marketing operativo, ovvero lo staff che si occupa dell’ultimo step del processo di marketing.

Ci sono sostanziali differenze tra la preparazione di un piano marketing di attività offline e online, vediamole in sintesi.

Lo strumento di pianificazione strategica tradizionale, che si utilizza per chiarire il contesto in cui ci si muove, è l’analisi SWOT (Strengths Weaknesses Opportunities Threats), che prende in considerazione anche:

          1. Il posizionamento: la collocazione del prodotto agli occhi del consumatore e la strategia dei competitors. L’obiettivo è creare un’azione di marketing competitiva rispetto agli “avversari” (valore aggiunto, prezzo, riconoscibilità del prodotto);
          1. la valutazione strategica del settore di riferimento:  la condizione attuale dell’azienda nel contesto (in via di sviluppo, avviata, etc.);
          1. il targeting: il profilo e il comportamento dei clienti, effettivi e potenziali, ai quali l’azienda si rivolge.

Devi chiederti in che tipo di azienda ti trovi, se è in fase di sviluppo o già avviata, in quali ambiti va forte e in quali pecca. In questa fase specifica entra in gioco il Web Marketing Strategist, che effettua un’analisi del mercato e delle caratteristiche aziendali, per delineare i punti di forza (Strengths) e i punti di debolezza (Weaknesses), le opportunità (Opportunities) e le minacce (Threats), sia all’interno che all’esterno dell’azienda per focalizzarsi sui primi.

Vediamo quali sono i passi da compiere quando approcciamo alla strategia con un piano marketing web.

Lo step successivo è individuare il target di consumer, passo necessario per costruire le cosiddette buyer personas, sulle quali basare la tua strategia marketing. Questo è uno dei primi passi da compiere se vuoi che il tuo piano marketing centri l’obiettivo.

Per individuare l’utente ideale, puoi aiutarti sia con i Social che con gli Istituti di ricerca (ad esempio l’Istat), o con Consumer Barometer per il digitale (il software che ti mostra il comportamento dei consumatori rispetto a qualsiasi ricerca di mercato, attraverso delle statistiche) . Questo tipo di studio si basa sul concetto di Customer Jorney, il percorso che compie il consumatore, dal primo approccio con l’azienda (sia online che offline e all’interno dei diversi canali), fino allo step finale che è quello dell’acquisto.

Infine, dovrai procedere all’analisi dei competitors e del vantaggio competitivo, individuare la concorrenza e studiare le sue mosse. Devi chiederti qual è il valore aggiunto che tu, in quanto rappresentante di un’azienda, puoi offrire e che gli altri non hanno. Quanto investono nell’advertising e quante conversioni al sito (o like sui vari Social) ottengono.

Approfondisci:

link2Un valido esempio: http://www.themarketingfreaks.com/2016/02/piano-di-marketing-strategia-struttura-ed-esempio/

link2 8 video che spiegano come predisporre un piano marketing

Cos’è la SEM (Search Engine Marketing)

sem

SEM è l’insieme delle attività di digital Marketing, che sono svolte al fine di indirizzare all’interno del proprio sito web il maggior numero possibile di utenti interessati ai contenuti offerti, per raggiungere gli obiettivi di marketing definiti nel proprio piano (vendita, lead generation, branding, ecc..)

Il search engine marketing (SEM) è una delle principali branchie del Web Marketing. Secondo la sua accezione originaria il SEM si compone di tre discipline fondamentali:

        • la SEO, o search engine optimization;
        • la SEA, search engine advertising (PPC-Google ADS).
        • la SMO, social media optimization

Molti confondono la SEM con la SEA ma è errato.

SEO (Search Engine Optimization)

Il SEO è l’insieme delle strategie e pratiche volte ad aumentare la visibilità di un sito internet migliorandone la posizione nei  motori di ricerca, nella ricerca cosiddetta “organica”, cioè non a pagamento. SEO è ottimizzazione per i motori di ricerca.

Queste pratiche sono molteplici e riguardano diversi aspetti di un sito web: l’ottimizzazione della struttura del sito, del codice HTML, la produzione dei contenuti e la strutturazione corretta dei contenuti, la gestione dei link in entrata ed in uscita (che dal tuo sito puntano verso altri), la velocità e la sicurezza del sito, ecc..

Poiché Google è il motore di ricerca di gran lunga più utilizzato al mondo, la maggior parte delle attività SEO riguardano lo studio dell’algoritmo di Google e della sua SERP (search engine result page) e dei suoi periodici aggiornamenti, e le relative azioni per rendere i siti più  graditi a tale algoritmo.

link2Approfondisci il significato di SEO

11-SEO-Graphic-1

link2Il declino della ricerca su google?

SEA (Search Engine Advertising) e PPC

Talvolta si parla di soluzioni di marketing in Search Engine Advertising, altre ancora di Keyword Advertising o di campagne PPC. Ma in concreto di cosa si tratta? Di annunci sponsorizzati sui motori di ricerca.
Le campagne PPC sono l’espressione più comune del Search Engine Advertising, un sottoinsieme del Search Engine Marketing, il quale comprende sia SEA sia SEO. L’acronimo SEA è però poco usato e si è diffusa l’abitudine di identificare questa disciplina con il SEM in contrapposizione al SEO.

13-come-funziona-adwords

SEO e SEA sono fortemente basati sulle parole chiave per indirizzare gli utenti verso siti e pagine Web. Sebbene le tecniche di marketing utilizzate siano diverse, entrambe perseguono lo scopo di generare flussi di traffico qualificato, ossia utile alle iniziative di marketing intraprese e, in ultimo, alla vendita. Utilizzare una combinazione strategica di entrambi può aumentare l’efficacia di una search strategy a lungo termine.

La chiave di successo delle campagne di Search Engine Advertising sta infatti nella selezione delle keywords: è necessario individuare le parole chiave inserite dagli utenti nel motore di ricerca e fare in modo che, quando l’utente attiva la ricerca, il motore mostri l0annuncio più pertinente a quanto ricercato dall’utente.

Il metodo di pagamento è definito Pay per Click (PPC), ovvero si paga solo quando un utente clicca sull’annuncio. In questo modo, le campagne PPC garantiscono ingressi altamente qualificati con un’alta propensione alla conversione, senza comportare inutili dispersioni di denaro per gli inserzionisti.

Per conversione si intende la realizzazione di un’azione da parte dell’utente che compie con le finalità aziendali, ad esempio: un acquisto, la compilazione di un form, la richiesta informazioni etc.
Il tasso di conversione è calcolato nel numero di persone che compiono l’azione richiesta rispetto al numero complessivo di visitatori.

Il compito di un’agenzia di Web Marketing è quello di aumentare notevolmente il numero di conversioni e quindi valorizzare al massimo il ROI o Ritorno sull’Investimento.


Come si imposta una campagna PPC su Google? Semplice, creando un account su Google ADS!

link2La sea, approfondisci:

SEM


12-PPC

Per il SEO contano il Google Rank, il codice, i contenuti e le parole giuste (e una buona struttura dei contenuti), il link building-earning, gli utenti..

Per la SEA contano le keyword, la pertinenza degli annunci, il budget, la concorrenza…

SMO (Social Media Optimization) e SMM (Social Media Marketing)

SMO – Social Media Optimization

SEO e SMO non competono, né si escludono a vicenda all’interno di una strategia di marketing, ma al contrario concorrono per un fine comuneottimizzare la visibilità di un sito web. Grazie ad una buona attività di SMO è possibile:

      • Generare traffico sul sito
      • Migliorare la tua reputazione sul web
      • Differenziare la tua presenza sui diversi canali
      • Generare e rafforzare le interazioni con i tuoi utenti.

Si sta lavorando davvero bene sulla propria identità aziendale, sulla web reputation e sulla visibilità del brand, solo quando SEO e SMO collaborano in modo coerente all’interno di una stessa strategia di web marketing.

L’obiettivo ultimo della SMO è molto simile a quello della SEO (l’ottimizzazione per i motori di ricerca), ovvero generare traffico e reputazione per il proprio sito web.

Sulla pagina delle ricerche di Google, da tempo, appaiono anche i risultati legati alla presenza social delle aziende. Questo, unito alle ricerche personalizzate basate sulla posizione geografica dell’utente che le effettua, ha significativamente aumentato l’importanza della presenza dei social media nell’ottimizzazione per i motori di ricerca.

13-SMO_Periodic_Table

SMM – Social Media Marketing

14-smm

Il social media marketing o SMM (conosciuto anche come social network marketing e social web marketing) è una forma di internet marketing che sfrutta la capacità di social media e applicazioni web (app) di generare interazione (engagement) e condivisione (social sharing) al fine di aumentare la visibilità e notorietà di una marca o brand. Esso include attività come la promozione/vendita di particolari beni e servizi, o di se stessi (Personal Branding), la generazione di nuovi contatti commerciali (lead) e l’incremento del traffico verso il sito web di un brand.

Un’importante precisazione:

La SEM (seo e sea) intercetta un bisogno di un utente attivo che sta facendo una ricerca. Il motore di ricerca tenta di fornire all’utente il contenuto o il servizio che sta realmente cercando.

Il SMM mostra un contenuto pubblicitario ad un utente che non si è attivato per ricercarlo ma che potrebbe essere “potenzialmente” interessato. L’utente, attraverso la sua attività sui social, fornisce dei dati che vengono utilizzati per targetizzarlo (e geolocalizzarlo) e renderlo quindi sensibile un certo tipo di contenuti. Ma resta passivo.

link2Come fare SMM? Strategie, strumenti, obiettivi

link2Lead generation su Facebook

Content Marketing

16-strategy-of-content-marketing_537c26d577fa3_w1500

Il Content Marketing è una forma di marketing che prevede la creazione e la condivisione di contenuti finalizzati all’acquisizione e al mantenimento di clienti. I contenuti possono essere di diverse forme: articoli, infografiche, video, guide, seminari, webinar. Lo scopo del content marketing non è direttamente vendere ma informare il cliente per generare con esso una relazione stabile fruttuosa e duratura. Si relaziona all’inbound marketing, cioè a quelle strategie il cui obiettivo è creare un legame di fedeltà con l’utente attraverso la produzione di contenuti “realmente” utili all’utente.

dati sull’esplosione del Content Marketing invece ce li fornisce Mashable con un’infografica che definisce gli obiettivi per il quale si attua una strategia di content marketing, con percentuali abbastanza omogenee, sono:

    • brand awareness (69%)
    • acquisizione di nuovi clienti (68%)
    • lead generation (67%)
    • customer retention o aumento della loyalty (62%).

link2Come creare e gestire le strategie di content marketing

link2 Strumenti e piattaforme di content marketing

Email Marketing

17-mailmakreblast-graphic_2
L’email marketing è una forma di marketing diretto (DEM) che integra le strategie e le tattiche per creare e distribuire comunicazioni via email con l’obiettivo di implementare le relazioni tra brand e audience o inviare informazioni e aggiornamenti di natura promozionale.

Come? Attraverso sistemi di invio di mail e newsletter (es. Mailchimp).

Parlando di email marketing occorre in primo luogo fare la distinzione fra i possibili utilizzi che un’azienda può fare dello strumento email: se da un lato troviamo l’utilizzo della mail aziendale per comunicazioni con i clienti o per le comunicazioni di tipo professionale, dall’altro possiamo trovare le DEM e newsletter. Nel primo caso, con l’acronimo di direct email marketing identifichiamo tutte quelle email inviate da un’azienda a fini pubblicitari. Con il termine newsletter si identificano invece tutti quei messaggi di posta elettronica inviati agli iscritti al servizio un sito web.

Alla base dell’email marketing c’è un database di utenti e una strategia di Lead Generation alle spalle!

La Lead Generation

La Lead Generation è quell’insieme di azioni di marketing che hanno come obiettivo l’acquisizione e la generazione di contatti interessati.

Il Lead, infatti, è un potenziale cliente interessato al prodotto/servizio offerto da un’azienda, che è entrato in contatto con noi lasciandoci i propri dati. Stilare una lista di contatti è possibile attraverso un’attenta strategia di lead generation, che può utilizzare strumenti di advertising ed acquisizione, sia online che offline.

link2Approfondimento sulla Lead Generation

link2Approfondimento: tecniche, strategie, strumenti, KPI

Lead Nurturing: sono attività di web marketing funzionali ad instaurare una relazione con il lead (contatto del potenziale cliente) tramite diversi canali web che mirano ad una conversione (cliente). La fase di Lead Management è quella di gestione dei contatti al cui interno si passa all’acquisizione del contatto (Lead Generation) tramite diversi tipi di offerta e infine alla cura della relazione col contatto con comunicazioni One-To-One: la Lead Nurturing.

link2 Lead generation e lead nurturinghttps://www.magnews.it/lead-nurturing-cose-strategie/

Inbound Marketing

Al contrario dei vecchi metodi di outbound marketing come acquistare annunci, comprare mailing list, e pregare per i contatti, l’Inbound Marketing si concentra sulla creazione di contenuti di qualità che attirano le persone verso la tua azienda e prodotto, dove essi spontaneamente vogliono essere. Allineando i contenuti che pubblichi con gli interessi del cliente, è naturale attirare traffico in entrata che è possibile convertire, chiudere e deliziare nel tempo.

19-inbound-marketing-fasi-768x302

Un esempio?

Stai leggendo un contenuto sul web marketing in un blog specializzato.  Nel mezzo del contenuto c’è un link con un’immagine ad un PDF di approfondimento (serio, non pubblicitario) al tema (redatto dallo stesso autore del post che stai leggendo). Per scaricarlo è necessario fornire la propria mail (o loggarsi tramite Facebook o Google). Il visitatore è diventato un Lead. Il contenuto in PDF è interessante e a fondo pagina (del sito ma anche del pdf) c’è la possibilità di iscriversi e/o rimanere informati sui corsi / master in tema. Il contatto può diventare un cliente. Si iscrive al corso, il corso è ben fatto e a fine studio rilascia un certificato e nel tempo organizza eventi per gli ex corsisti. Il cliente può diventare un promoter e sponsorizzare l’evento!

Approfondisci l’inbound marketing

Influencer Marketing

L’Influencer Marketing è una forma di Marketing basata sull’ influenza che alcuni soggetti esercitano sul potere d’acquisto di altri. Negli anni 90 erano i Testimonial, oggi invece oggi invece sono persone come te e me che hanno acquisito notorietà sul web.

Per dare un’idea dell’entità del fenomeno cito una ricerca di Launchmetricsda cui si evince che il 65% dei brand moda ha attivato una campagna di Influencer Marketing (dato 2017) e che il 74% degli intervistati ha risposto che l’Influencer Marketing ha aiutato i brand ad incrementare le vendite.

Secondo uno studio di Linqia, il prossimo anno i budget che verranno accordati al Digital Marketing saranno in gran parte dedicati all’Influencer Marketing e, già nel 2018, il 39% degli inserzionisti ha deciso di aumentare il proprio budget destinandolo a questa attività.

Piattaforme che collegano i brand agli influencer: https://www.mdirector.com/it/marketing-digitale/5-piattaforme-che-collegano-i-brand-agli-influencers.html?origin=web-lang-pop-up (+ l’italiana https://buzzoole.com/)

Sull’influencer marketing: link2

https://www.studiosamo.it/web-marketing/campagne-di-influencer-marketing/

Non conventional marketing, buzz e fratelli

Comparso le prime volte nel 2004, il termine marketing non convenzionale indica un diverso approccio al marketing basato non solo su un uso ben preciso dei social network e sull’impiego di innovative soluzioni hardware e software, ma fondato anche e soprattutto sul così detto “effetto sorpresa”  volto a generare un completo coinvolgimento del pubblico ed il passaparola. Creatività, trasgressione, innovazione e voglia di stupire sono dunque gli ingredienti principali del marketing non convenzionale che gioca sul fattore emotivo per scatenare una reazione, spesso senza nemmeno la necessità di grandi investimenti.

Buzz Marketing: strategie di marketing mirate al passaparola

La strategie è buzz (la ragazza dirà a tutti che ci sono tante cocacole che scendono dalla vending machine), il video è viral :)

Ambient Marketing: azioni di marketing nell’ambiente

21-kitkat

23-non-conventional-marketing-4-638

22-mc-marketing-non-convenzionale

Viral Marketing: strategie di marketing pensate per essere distribuite dagli stessi utenti che le considerano interessanti

https://www.youtube.com/watch?v=PUKMUZ4tlJg

Guerrilla Marketing: azioni di marketing estemporanee che possono coinvolgere le persone inconsapevolmente

Il marketing funnel

21-funnel-inbound-marketing-875x1024

Nel mondo del (web) marketing, e più in generale in ogni business, un funnel di vendita rappresenta il percorso del potenziale cliente, da quando entra nell’imbuto di vendita fino a quando diventa cliente, e poi fan, testimonial e brand ambassador.

Per arrivare alla fine di questo magico percorso dobbiamo fare una precisazione: come dice il nome stesso, il funnel è un imbuto.

Il funnel di vendita: dall’attenzione al cliente

Come sai, nell’imbuto entra molto ma esce poco. Se in un processo di vendita è assolutamente fisiologico che converta una parte minore di coloro che entrano nell’imbuto di vendita (altrimenti l’imbuto sarebbe un tubo), d’altra parte sarà nostro compito fare in modo che il più possibile di coloro che entrano nel sales funnel ne escano da clienti.

Per creare un funnel c’è da tenere in considerazione il fatto che il visitatore deve essere in primo luogo attratto e quindi suscitare in lui un interesse che lo porti al desiderio di acquisto finale. Questo ciclo si ripete continuamente e non si arresta mai,l’attenzione verso il potenziale acquirente deve essere costante e ripetersi nel tempo.

Diventa fondamentale analizzare la concorrenza e individuare quali bisogni sono insoddisfatti. Quali informazioni non vengono date, ma gli utenti cercano? È importante dare valore affinché se ne generi a sua volta.

È molto più probabile che gli utenti abbandonino il sito quando questi ultimi non vengono guidati nella loro user experience, fornendo loro informazioni chiare e passaggi immediati, seguendoli nel corrente ed incoraggiandoli nel successivo.

Il funnel nell’inbound marketing: https://www.hostingvirtuale.com/blog/funnel-inbound-marketing-cose-come-funziona-7981.html
20-funnel-Web-Marketing-fonte-studiosamo.it_

link2Approfondisci il Marketing Funnel

link2 Creazione di un funnel

Digital marketing: trend del 2018-19

9-webcreta-seo-2019-blog

Negli ultimi anni abbiamo assistito a diversi fenomeni importanti in termini di digital marketing: dalla crescita smisurata dei social media all’utilizzo sempre più frequente del mobile (google mobile first index su tutti)  in tutti i contesti a livello globale.

Ma, quali saranno i trend da monitorare ancora nel 2018-19? Guardiamo i più importanti insieme.

Eccone alcuni:

micro-moments

voice search: 

Ci stiamo muovendo verso un cambio di paradigma: non si può ignorare il fatto che nel prossimo anno (e per i prossimi a seguire) sarà sempre più importante studiare delle risorse per chi cerca attraverso query vocali. E non digitate. Quindi più articolate, non vincolate dalla scomodità della tastiera su smartphone. Ma cosa vuol dire questo per chi fa SEO?
https://medium.com/webranking/voice-search-seo-il-punto-sugli-studi-fino-a-qui-fa6e7c863c6f

chatbot

Sistemi di AI che interagiscono con gli utenti per migliorare la loro esperienza sulla piattaforma (ad esempio per chiedere informazioni tecniche). Nel futuro saranno sempre più efficaci: https://www.studiosamo.it/social-media-marketing/creare-un-bot-per-facebook-messenger/

siti super veloci, tecnologia AMP

Google (per il miglior SEO possibile) cerca di portare i webmaster verso la velocizzazione delle pagine. Ogni giorno gli strumenti messi a disposizione sono più raffinati e attenti nel segnalare operazioni da mettere in campo per rendere il portale rapido e snello.

Il Pagespeed Insight di Google (Lighthouse) per dare indicazioni dettagliate sul cosa fare per rendere le pagine web veloci. La tecnologia AMP (accelerated mobile pages) appare con una soluzione accettabile.

AMP? https://www.strogoff.it/pagine-amp-vantaggi-la-seo/

link2esperti di web marketing rispondono: https://it.semrush.com/blog/trend-web-marketing-2019-previsioni-esperti/ 

link2 https://www.studiosamo.it/web-marketing/digital-marketing-trend/

link2Trends da tenere d’occhio nel 2019

link2Trends di web marketing del 2019

link2 http://www.ninjamarketing.it/2018/01/17/trend-digital-marketing-2018/

link2 Sei trend di digital marketing (2018)

link2  7 infografiche di digital marketing (2018)

Social – web best case

Alcuni Best Case

24-Cattura1