Digital Marketing | SEA: Search Engine Advertising e Google ADS

1 – LA SEA – SEARCH ENGINE ADVERTISING

SEA per le esercitazioni

Vogliamo promuovere il pacchetto vacanze “ToBeach Surf House” attraverso una campagna Google Ads su search e display e monitoraggio delle conversioni di tipo lead generation (quanti hanno compilato il form) e caricamento della pagina thank you (a seguito della compilazione del form e del pagamento del pacchetto) oltre al monitoraggio dei click sul sito da annuncio testuale o banner.

Landing page: https://www.fabiozanchetta.it/torinobeachsurf2019/

SEA è il Search Engine Advertising, cioè un ramo della SEM che riguarda tutto il marketing del web (Search Engine Marketing), compreso il SEO.

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SEA è Search Engine Advertising, ma anche Keyword AdvertisingPPC (pago per ogni click ottenuto grazie all’inserzione: pay per click). Ma in concreto di cosa si tratta? Di annunci sponsorizzati sui motori di ricerca (e in particolare su Google con il suo sistema Google ads ex Google AdWords).

SEO e SEA sono fortemente basati sulle parole chiave per indirizzare gli utenti verso siti e pagine Web. Le tecniche e le strategia alla base sono differenti ma entrambe perseguono lo scopo di generare flussi di traffico qualificato utile alle iniziative di marketing intraprese.

Come funziona il PPC

Semplificando al massimo un annuncio viene attivato da Google quando nella query dell’utenti è presente una o più parola chiave scelta dal web marketer!

L’annuncio in questione può entrare in competizione con altri annunci che si attivano per quelle parole chiave. I criteri di selezione dell’annuncio migliore dipendono da Google, da fattori economici (quanto siamo disposti a pagare per un click) e di qualità (CTR medio dell’annuncio ad esempio) e pertinenza.

Google riceve il nostro pagamento se l’utente clicca sull’annuncio.

La chiave di successo delle campagne di Search Engine Advertising sta infatti nella selezione delle keywords più pertinenti: è necessario individuare le parole chiave inserite dagli utenti nel motore di ricerca e fare in modo che, quando l’utente attiva la ricerca, il motore mostri l0annuncio più pertinente a quanto ricercato dall’utente.

Il metodo di pagamento è definito Pay per Click (PPC), ovvero si paga solo quando un utente clicca sull’annuncio. In questo modo, le campagne PPC garantiscono ingressi altamente qualificati con un’alta propensione alla conversione, senza comportare inutili dispersioni di denaro per gli inserzionisti.

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Il sistema PPC più famoso è come accennato Google ADS

In pratica di cosa stiamo parlando?

            • annunci testuali sulla SERP di Google -> Campagna Search
              • banner che troviamo nei siti google partner -> Campagna Display
              • shopping, inserzioni che entrano nel Google Merchant Center
              • inserzioni testuali o video su YouTube -> Campagna Video
              • inserzioni testuali o video nelle App -> Campagna APP
            • inserzioni che sfruttano i servizi di messaging

Alla base del corretto sfruttamento di un qualsiasi strumento PPC c’è il concetto di conversione.

 Indipendentemente dal fatto che noi identifichiamo la “conversione” con l’acquisto di un prodotto, l’iscrizione ad una newsletter o la raccolta di un numero di telefono, è importantissimo che siamo in grado in qualsiasi momento di capire come si comportino gli utenti rispetto a quello che noi ci aspetteremmo da loro.

2 – IL PAY PER CLICK (PPC) E LA SCELTA DELLE KEYWORDS

La scelta dei termini / Keywords

Il PPC si basa sulle parole chiave.

In generale conviene investire nella SEO per le keyword principali (che su google ads hanno un costo e competizione elevata) e usare la SEA per le long tail.

Nello scegliere le parole chiave bisogna pensare al nostro utente tipo: l’età, la formazione, la conoscenza dell’ambito all’interno del quale si opera e la sua abitudine al cercare online termini legati alla nostra attività.

Impostando i gruppi di parole bisogna quindi riflettere sui termini di ricerca che andremo a targettizzare e inserire più tipologie di parole:

            • termini più appropriati e coerenti a identificare la nostra attività
            • termini tecnici
            • termini colloquiali
            • sinonimi
          • errori (grammaticali, logici, di scrittura)

La selezione delle parole chiave viene fatta attraverso degli appositi tool disponibili sulle piattaforme di Keyword Advertising e attraverso i quali è possibile analizzare. Google Ads ci suggerisce in base alle medie di spese degli altri utenti il costo per click massimo per una certa parola (o gruppo di parole), tipo used cars pur avendo un volume di ricerca lievemente inferiore a cars for sale ha una competizione più elevate e una possibilità di conversione più alta (per cui è meglio alzare la posta in gioco!)

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          I parametri principali da tenere sott’occhio sono:
          • Volumi di ricerca;
          • CTR (click trough rate, quanti click per visualizzazioni)
          • Quality Score (punteggio qualità;
          • CPC medi (costo per click);
          • CPC suggerito
          • Concorrenza.

link2Questo articolo va nel dettaglio rispetto alle 10 metriche da tenere sott’occhio quando in una campagna PPC suddividendo i parametri in tre gruppi gerarchici:

    • metriche di traffico(importanti ma non sempre buone metriche corrispondono a risultati in termini di business)
    • metriche di conversione (fondamentali, ci dicono se gli obiettivi di comunicazione e marketing sono raggiunti)
    • metriche di ROI (ritorno dell’investimento.. fondamentali, ci dicono se il nostro investimento è andato a buon fine)

Se teniamo sott’occhio tutti questi parametri e riusciamo impostare una corretta strategia otterremo sicuramente un miglioramento del ROI (ritorno sull’investimento) e un abbassamento  dei costi di CPA (costi per acquisizione).

Creatività e creazione dell’annuncio

3 – CAMPAGNE SEA E LANDING PAGE

Importanza delle landing page

L’importanza di una pagina d’atterraggio della campagna che non faccia scappare i nostri utenti/clienti1-Landing-Page-Best-Practices

Una volta realizzata la nostra campagna e impostati i termini di ricerca bisogna focalizzarsi sulla landing page, la cui qualità rappresenta uno degli elementi chiave del web advertising per 2 motivi: uno legato agli utenti e l’altro “economico”.

Il primo motivo è correlato all’usabilità: l’utente che atterra sul nostro sito deve essere in grado di riconoscere immediatamente il prodotto o servizio che possiamo offrirgli e deve essere naturalmente portato a realizzare quello che abbiamo identificato essere l’obiettivo della nostra campagna pubblicitaria (completare un form, acquistare un bene, fornirci la sua mail, etc).

La seconda ragione per la quale la landing page ricopre un ruolo fondamentale è perché fa parte di un parametro fondamentale nel SEM: il punteggio qualità. L’importanza di tale valore numerico è dovuta al fatto che ad esso sia strettamente correlata la posizione che il nostro annuncio occuperà nella pagine dei risultati e il costo effettivo che andremo a pagare per ciascun click.

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4 – GOOGLE ADS

Cos’è la rete Google?

Come funziona?

Come funziona?

Come aggiungere e rimuovere parole chiave?

Come è organizzata una campagna google ads (campagna, gruppo di annunci, annunci)

Come è organizzata una campagna google ads (campagna, gruppo di annunci, annunci)

Annunci e gruppi di annunci

Monitora il rendimento

Il PPC più famoso: Google Ads (ex Google AdWords)

Google Ads è un sistema di pubblicità che inserisce messaggi a pagamento nell’universo di Google. Tutto ciò che abbiamo visto prima vale anche qui.

Per accedere e creare un account su Google Ads è sufficiente seguire le procedure (è necessario avere un account Google e un sistema di pagamento attivo!): https://ads.google.com/intl/it_it/home/

In presenza di una forte concorrenza (soprattutto nel campo del business) non è sufficiente una buona attività SEO per comparire con il proprio sito nelle primissime posizioni ed intercettare quindi la domanda degli utenti.

Occorre quindi impostare una seria attività di digital marketing che comprenda anche oculate e ben ottimizzate campagne Google Ads (Adwords)

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Su Ads hai a disposizione tre livelli: campagne, gruppi di annunci e annunci

CAMPAGNA

La campagna definisce l’obiettivo della tua strategia di marketing SEA

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e la localizzazione dei tuoi annunci: ricerca (nella serp di Google), Display (banner, video nei siti Google Partner), Shopping o Youtube.

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A livello di campagna, puoi anche definire:

– località di destinazione

– budget giornaliero

– pianificazione annunci

– strategia di offerta

– target (profilazione in base a retargeting, demografia e settori)

GRUPPO DI ANNUNCI

Un gruppo di annunci contiene uno o più annunci associati a un insieme di parole chiave. Puoi impostare un’offerta o un prezzo da utilizzare quando le parole chiave di un gruppo di annunci attivano la pubblicazione di un annuncio. Questo valore viene chiamato offerta costo per clic (CPC). Puoi anche impostare prezzi distinti per le singole parole chiave all’interno del gruppo di annunci.
Gruppo di annunci

ANNUNCI

Gli annunci. La campagna è un insieme di gruppi di annunci con obiettivo, modalità di visualizzazione, target e budget. Un gruppo di annunci è un insieme di annunci+parole chiave. L’annuncio è la singola inserzione facente parte di un gruppo di annunci!

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6 – PPC E BUDGET

Google esprime il valore delle parole chiave in cpc (o ppc), ovvero “costo per clic” (o pay per click): ad ogni clic effettuato dall’utente su uno degli annunci che abbiamo predisposto per una determinata parola chiave, AdWords sottrarrà dal nostro conto il prezzo corrispondente.

Nella fase di settings della promozione abbiamo definito il nostro budget mensile e giornaliero, in modo che Google sappia quando è il caso di fermarsi, cioè quando il nostro annuncio non deve più essere mostrato agli utenti perchè abbiamo esaurito il budget.

E se gli utenti non cliccano? Se non cliccano significa che la campagna non sta procedendo bene. L’intento è quello di convincere il nostro target a scegliere il nostro annuncio piuttosto che un altro e sarà quindi necessario rivedere alcuni fattori, come ad esempio: il budget, che potrebbe essere troppo scarso; il testo, che potrebbe essere poco accattivante; la scelta delle parole chiave…Per questo, dopo una prima fase di decollo è bene ridurre gli sforzi e concentrarli solo su quello che rende meglio, ottimizzando la campagna in corso.

La buona notizia è che, almeno, se gli utenti non cliccano, Google non preleva. In altre parole: meno cliccano, meno paghi, più cliccano, più spendi. Non è insolito il caso, infatti, di un budget complessivo fissato a TOT euro e di una fatturazione finale inferiore, anche di alcune centinaia di euro. La sostanza, un po’ contorta, è che per essere visibili bisogna pagare, ma la sottrazione dal portafogli avviene solo al clic.

Una cosa da avere ben presente prima di impostare una campagna AdWords è che il CPC medio generato sarà sempre inferiore al costo massimo che sei disposto a pagare per concorrere con gli altri inserzionisti, ossia il costo impostato alla voce “CPC max”, a livello di gruppo di annunci o per singola parola chiave.

Come funziona esattamente quindi il posizionamento nella griglia dell’advertising?

Sappiate che per avere un media budget Google è fondamentale avere una stima di questi variabili (by EVEMILANO):

La lista di parole chiave da acquistare

Volume delle ricerche delle parola chiave

CTR (Click-Through Rate)

CPC (Cost per click)

Posizione desiderata

Competizione

Quality score

Quando hai una lista di termini devi passarla nello strumento di Google che informa sui volumi medi di traffico di ciascuna parola chiave. Il volume delle ricerche rappresenta il numero di volte che una parola chiave viene ricercata su Google ogni mese, è un valore medio fornito da Google Keyword Planner

Con Google Ads o altri tool puoi inoltre calcolare il PCP medio e calcolare un ipotetico costo giornaliero in base al numero di click ottenuti. La stima andrà a definirsi sempre meglio con il passare dei giorni. Nell’esempio seguente se ottengo 10 click su questa parola chiave pagherò circa 26 euro al giorno (sempre se non raggiungo la mia soglia prima).

La formula per il budget medio:

Per stimare il budget calcolo per ogni chiave la spesa media mensile e poi sommo tutti i valori.
Volume di ricerca mensile/30 * CTR/100 * CPC medio

ad esempio ipotizzando un CTR del 2% al giorno spenderò.. 390/30 *  2/100 * 2,57 = 0,67€  per la singola parola!

Per il CTR avere uno storico di riferimento è fondamentale, da analizzare anche attraverso la GOOGLE SEARCH CONSOLE!

Ecco un esempio di EVE Milano con una tabella che stila un possibile budget medio mensile per una campagna Google Ads:

7 – ADRANK E QUALITY SCORE

Ma quanto pago il singolo click?

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E come viene calcolato l’adrank, il reale costo del tuo CPC e il posizionamento dell’annuncio? Offerta cpc per quality score che è un insieme di valutazioni di Google (ctr, rilevanza parole chiave, landing page).
E il costo esatto del click? Il rank dell’annuncio sotto il vostro diviso il vostro quality score! Questo metodo è ingegnoso perché fa si che chi elabora annunci ben fatti paghi meno! (ma chi paga tanto ha comunque buona possibilità di essere visualizzato)

ADRANK:

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COSTO ATTUALE CPC:

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Il Quality Score?


Il Quality score (punteggio di qualità) è una stima della qualità degli annunci, delle parole chiave e della pagina di destinazione. Annunci di qualità più elevata possono portare a prezzi più bassi e a migliori posizioni di annunci.

Per GoogleIl punteggio di qualità da 1 a 10 riportato per ciascuna parola chiave dell’account è una stima della qualità degli annunci e delle pagine di destinazione attivate da quella parola chiave. Un punteggio di qualità elevato indica che i nostri sistemi ritengono che il tuo annuncio e la tua pagina di destinazione siano tutti pertinenti e utili per un utente che visualizza il tuo annuncio. Puoi conoscere il punteggio di qualità per le tue parole chiave.

Quando agire sul Quality Score è consigliato:

    • Stai pagando troppo oppure semplicemente vuoi spendere di meno
    • I tuoi concorrenti hanno più visibilità, i loro annunci appaiono prima dei tuoi e quindi vuoi superarli ma senza aumentare i costi
    • Sei insoddisfatto del ROI della campagna e desideri massimizzare i profitti mantenendo la spesa invariata

fattori che determinano il punteggio di qualità, come indicato da Google, includono:

    • Il tasso di click-through (CTR) storico del tuo account e delle parole chiave
    • La rilevanza delle parole chiave che stai acquistando rispetto gli annunci creati
    • La rilevanza degli URL di destinazione in relazione alle parole chiave ed i testi degli annunci. Le pagine di destinazione con punteggio più elevato sono di solito ben organizzate e contengono testo correlato ai termini di ricerca utilizzati da un utente.
    • Le metriche di user-experience, come il tempo di caricamento della pagina

Esiste anche il CPM: costo per impressions

Con il CPM (Costo per mille impression), l’inserzionista paga a seguito della pubblicazione dell’annuncio sulla Rete Display di Google.

Come dice il nome stesso, “mille” indica il numero di volte in cui l’annuncio deve essere pubblicato prima che generi un costo per l’inserzionista.

Ricordati però che questo tipo di modello è utilizzato per campagne con obiettivo di branding e non per portare il cliente sul sito: se l’utente clicca sull’annuncio può comunque accedere al sito e tu continui lo stesso a pagare sempre e solo in base alle 1.000 visualizzazioni dell’annuncio.

-> Approfondisci su questi link: https://www.campagnegoogleadwords.it/cpc-cpm-cpa-tre-sconosciuti-allimprovviso/

7 – CREARE UNA NUOVA CAMPAGNA SEARCH SU GOOGLE ADS

Un caso pratico:

La nostra campagna per far atterrare più utenti possibili sulla nostra pagina con l’offerta di viaggio della Surf House di Torino.

Che cosa fare in pratica? Se l’obiettivo del business è ottenere delle prenotazioni (nel nostro caso la “conversion” finale da monitorare risulta essere solo il contatto acquisito, cioè la lead generation, perché chiaramente si tratta di un esercizio e non di una reale offerta!) dobbiamo valutare come procedere su Google Ads.

Impostare la strategia di comunicazione e creare una landing page. 

L’estate è alle porte, potremmo pensare di creare una landing page (seguendo delle linee guida, ad esempio queste  di Studio Samo a cui chiediamo in prestito l’infografica qua sotto e valutando i modelli di landing più efficaci) con un’offerta speciale per prenota la propria settimana di Surf entro fine primavera.

Consideriamo che sulla landing page (che rappresenta lo spazio in cui l’utente deve sentirsi a proprio agio ed essere guidato per effettuare la prenotazione) un utente può atterrarci in diversi modi ed è bene monitorare come ci arriva per adeguare le nostre strategie. Con la Google Search Console e con Analytics possiamo valutare le sorgenti di traffico, con Google Ads possiamo monitorare gli accessi tramite l’inserzione a pagamento, con l’analisi delle conversioni (sia su ads che analytics) possiamo valutare numericamente l’efficacia delle nostre strategie.

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Una volta progettata la landing page con l’offerta e secondo le regole citate in precedenza e progettate tutte le strategie per attirare utenti sulla pagina (online e offline) possiamo concentrarci sul PPC – Google Ads.

NUOVA CAMPAGNA – SELEZIONARE GLI OBIETTIVI

Ricordiamoci che con le campagne PPC stiamo parlando ad utenti che “ci stanno cercando” e che grazie a parole chiave esca potrebbero atterrare sulle nostre pagine create ad hoc.
Per una campagna il cui fine è l’acquisto di un bene (pacchetto vacanze) quale strategia SEA potrebbe andare meglio? In realtà potremmo concentrarci su tutte tranne che su shopping anche se dovremmo approfondire attraverso un’indagine di mercato.

Noi andiamo sul sicuro: chi cerca pacchetti vacanze userà sicuramente la search di Google con query testuali, quindi andiamo sul + del nostro account https://ads.google.com/, nuova campagna e poi obiettivo “traffico sul sito” perché il nostro obiettivo è attirare più utenti possibili sul nostro sito web e poi catturarli con un’offerta imperdibile. Il codice prodotto da Google ADS varierà a seconda dell’obiettivo scelto. In Lead Generation fornirà il sistema fornirà un codice da inserire sul sito per monitorare i lead..

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Chi cerca pacchetti vacanze userà sicuramente la search di Google con query testuali abbiamo detto. Quindi clicchiamo su “campagna di ricerca”.

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RICERCARE LE PAROLE CHIAVE

Terminata la campagna search ne faremo una display con remarketing/retargeting, cioè legata alla visualizzazione di banner sui siti partner di google ad utenti potenzialmente interessati al pacchetto.

A questo punto arriva il difficile: dobbiamo pianificare la campagna per parole chiave e dobbiamo svolgere una bella analisi web e commerciale su come gli utenti cercando pacchetti vacanze e/o vacanze sportive e/ vacanze sul surf.

Ecco alcuni tools utili:

  • SEO Zoom keyword

Approfondisci qua: https://www.netsocialize.it/ricerca-delle-keyword-campagne-ppc

Otto errori da evitare quando si cercano le parole chiave per una campagna PCC:

    1. – non conoscere le corrispondenze, ossia le Keyword Generiche (basta che ci siano le parole nella query), le Keyword a corrispondenza frase (le parole devono essere presenti nella giusta sequenza), le Keyword a corrispondenza esatta (la query deve essere esattamente quella della keyword a corrispondenza esatta). Quando impostiamo le parole chiave possiamo dire al sistema che tipo di parole chiave ci serve.
    2. – non raggruppare con criteri semantici in gruppi di annunci (per noi: “amanti del surf”, “vogliosi di vacanze relax e sport”, “vogliosi di vacanze
    3. – Non utilizzare le keyword a corrispondenza inversa, cioè le parole che escludono il nostro annuncio!
    4. – Non fare ppc sul proprio brand (nome della surfhouse)!
    5. – Non farei dei test per comprendere il costo in base alla posizione nella serp! A volte essere il primo annuncio uscito costa più di quanto renda (quindi si può provare ad abbassare l’offerta giornaliera)
    6. – Non conoscere le keywords dei propri concorrenti
    7. – Non pensare al budget in relazione all’obiettivo e alle conversioni
    8. – Non conoscere il LTV. Il Customer Life Time Value (LTV) è un indicatore che determina i profitti prevedibili legati alla reazione con il cliente, partendo dal loro comportamento d’acquisto.

link2Analisi del PPC e della concorrenza
PRODUZIONE DELL’ANNUNCIO

Seguiamo la procedura guidata e inseriamo l’url finale, il titolo principale e i titoli descrittivi. Abbiamo a disposizione:

    • 30 caratteri per ognuno dei due titoli
    • 80 caratteri per la descrizione
      • 15 caratteri per ognuna delle due sottocartelle dell’URL

Ma abbiamo a disposizione delle “estensioni“.  Le estensioni sono dei contenuti testuali extra, a volte cliccabili, che aggiungono informazioni al nostro annuncio principale. Prezzi, altre pagine del sito, promozioni, stelline, app da downloadare..

link2Ecco tutte le estensioni spiegate bene

Estensioni-annuncio-altreestensioniositelink

Annuncio Surf

Abbiamo anche localizzato i nostri annunci in Piemonte, non abbiamo scelto un target e ora dobbiamo capire come e quanto spendere. Non è semplice. Per fortuna quasi tutti gli strumenti a disposizione ci danno indicazione dei prezzi medi delle parole chiave..

Ecco una guida per capire quanto budget allocare: https://www.evemilano.com/quanto-investire-google-adwords/

Misurare le conversioni

Codice conversione Codice conversione load Codice sul sito Conversione Visualizzazione pagine Installare il tag conversione

Analisi risultati campagna

analisi delle metriche

8 – LA NOSTRA CAMPAGNA VACANZE SUL SURF

Con la query semplice vacanze surf il nostro annuncio esce in prima pagina (in questo caso in prima posizione).

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Possiamo valutare la panoramica (ma volendo su “reporting” abbiamo maggiori dati) per capire quali parole chiave hanno funzionato meglio (ci interessano i clic) e in generare qual è il costo del click (nel nostro caso il valore medio è 0.62€) e il CTR (il 2.63% delle persone che vedono il nostro annuncio cliccano).

Su ricerche ci sono le combinazioni di parole chiave utilizzate dagli utenti che hanno visualizzato il nostro annuncio!

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9 – CAMPAGNE GOOGLE ADS DISPLAY

Campagna Display

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Remarketing

Le campagne Display riguardano la pubblicazione di banner grafici e/o video sui siti della rete Google (più di 1.000.000 di siti, cioè l’80-90%% degli utenti internet del mondo) e riguardano applicazioni mobile, posizionamenti in YouTube, Gmail..
La rete display di Google è composta da un numero enorme di siti che danno la loro disponibilità alla pubblicazione di annunci (a pagamento). Senza contare che la rete può essere utilizzata anche per il Remarketing, se vuoi raggiungere gli utenti che hanno già visitato il tuo sito in precedenza.

Il remarketing in Google ADS è anche retargeting ma in realtà i due termini indicano due processi differenti, il retargeting m è una strategia del mondo Pay Per Click che consente a Google di mostrare degli annunci ad utenti che hanno visitato specifici siti (contenenti file denominati cookies). Il remarketing c’è anche sui social, ecco perché mentre scrolli il newsfeed ti sarà capitato sicuramente di visualizzare annunci sponsorizzati riguardanti una ricerca fatta su Google!

CONSIGLI SU COME SI FA REMARKETING SU GOOGLE ADS

REMARKETING SU GOOGLE PARTE PRATICA

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retargeting

Torniamo alla rete display..

Un video (qua sotto) spiega cos’è, mentre qui puoi trovare alcuni consigli per iniziare a lavorarci (studio Samo). Un linea di massima:

            1. fai test semplici partendo ad esempio da semplici banner e con un budget limitato perché la rete display è sconfinata!
            1. imposta da subito il retargeting (così il tuo banner verrà visto da chi può essere interessato al tuo annuncio)
            1. fissa una quota limite di visualizzazioni del tuo annuncio
            1. grafica e creatività sono alla base dell’efficacia del tuo annuncio perché nelle campagne display l’utente non ci sta cercando (mentre in quelle search sì)
          1. analizza i risultati e modifica le tue strategie sempre!
            Qui sotto puoi trovare i formati richiesti da Google per la campagna display sui siti partner (

qui il link al file illustrator

Formati-GoogleADS
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un esempio con call to action “prenota”:

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10 – CAMPAGNE SHOPPING E GOOGLE MERCHANT CENTER

Cos’è Google Shopping?


Google Merchant Center

Google Shopping è un canale promozionale estremamente valido per portare nuovi clienti sul proprio sito e.commerce. Quando un utente cerca su Google un prodotto specifico, oltre ad essere presenti sulla pagina dei risultati i classici annunci Google Ads e l’elenco dei primi 10 siti posizionati organicamente per quella chiave, compaiono degli annunci molto vistosi che riportano foto e prezzo del prodotto ricercato. Google decide quando mostrare gli annunci in base al sito e alle offerte per determinare quali query di ricerca attivano gli annunci.

Come per tutti gli strumenti Google abbiamo bisogno di configurare Merchant Center nel nostro sito web attraverso le modalità verifica conosciute: file di verifica HTML, stringa di verifica Google Analytics, ecc..

Merchant Center ha bisogno di un Feed Dati dei tuoi prodotti che seguono uno standard di comunicazione tra il tuo sito e il Merchant Center, cioè un ID, il titolo, la descrizione, la marca, il prezzo, la disponibilità, il tempo di consegna, ecc..

I feed si inseriscono nella piattaforma:

        • immettendo manualmente le informazioni sul foglio di calcolo messo a disposizione dal Google, seguendo le specifiche
        • oppure utilizzando un’estensione, un plug-in o un servizio previsto dalla piattaforma e-commerce che ospita il sito.

Campagna Shopping

Quando accedi a Google Merchant Center, puoi utilizzare il tuo account GoogleAds o comunque il tuo account Google.

Dopo aver compilato le impostazioni con i dati dell’azienda e quelli del sito web, si devono collegare tra loro gli account di Google Merchant e di Google Adwords, creare e gestire le impostazioni fiscali e i metodi e i costi di spedizione, come ad esempio la spedizione gratuita o la spedizione calcolata dal corriere. Questi dati verranno visualizzati dagli utenti quando vedranno l’annuncio.

Tutto ciò che riguarda pubblicità su Google passa ovviamente dalla piattaforma GoogleAds: su Merchant Center colleghi il sito alla piattaforma e inserisci i prodotto, su Google Ads generi le campagne con tanto PPC e gestione delle rendite.

Per usare Ads, nella scheda delle impostazioni si dovrà cliccare sul pulsante “Crea campagna Shopping” e seguire i passaggi. La gestione della campagna e del budget avviene però in Google Ads, e quindi bisognerà compilare qui i dati per la fatturazione.

Configurare il miglior CPC dei prodotti del tuo Google Merchant Center

11 – CAMPAGNE GOOGLE VIDEO – YOUTUBE

Una campagna di Google Ads su Youtube permette di monetizzare i video di questa piattaforma per generare entrate verso gli autori.

Ci sono 4 tipi di annunci Video:

1- Preloading in-streamg. Dopo 5 secondi si può skippare.

Si possono pubblicare prima, durante o dopo un video su Youtube. Si possono anche programmare su un sito, sulle app, nei giochi e altre applicazioni della rete display.

Per questo è un tipo di pubblicità che obbliga i creativi a sviluppare elementi interessanti, brevi e che attirino rapidamente l’attenzione dell’utente. In altro modo lo spot viene sicuramente saltato ai 5 secondi.

2- Annuncio nella lista dei video consigliati

Questo tipo di annuncio video si può mostrare su Youtube. Inoltre si mostra agli utenti che stanno scoprendo i contenuti.

2.- Out-stream

Questo tipo di pubblicità video si mostra in siti web dei partners. Inoltre è disponibile solo per mobile e tablets. È nato per interagire con la mano e non con il mouse.

Si tratta di pubblicità creata affinché gli utenti partecipino. Per esempio è più facile cliccare sul pulsante per riprodurre il video.

4.- Bumper

A differenza degli annunci TrueView in-stream questo tipo di annuncio non si può saltare. Inoltre è più breve di tutti i formati anteriori.

Questo formato video dura sei secondi e la sua finalità è impattare sull’audience. Per questo si tratta di annunci creati per raggiungere un’audience ampia.

Come si crea una campagna Google Ads Video?

Come qualsiasi altra campagna Google Ads. Si sceglie l’obiettivo della campagna (vendita, visite al proprio sito, notorietà del brand, lead..)

e seguendo i passi relativi alla costruzione dell’inserzione (titolo, descrizione, localizzazione, target, bidding giornaliero, CPC massimo ecc..) si arriva al lancio della campagna, in questo caso con un video di nostro possesso come annuncio video discovery (a lato insieme ai video correlati).

13 – GUADAGNARE CON YOUTUBE?

Come guadagnare su YouTube

L’unico sistema per monetizzare con YouTube è la pubblicità. Chiunque abbia guardato anche solo un video sulla piattaforma si è accorto che prima di poter vedere il contenuto desiderato c’è sempre uno spot pubblicitario. Quell’inserzione permette a chi ha caricato il video di guadagnare in base alle visualizzazioni.

Monetizzare con il proprio canale YouTube

Il metodo più usato da tutti è quello di diventare partner di YouTube e monetizzare con le pubblicità. Per entrare in questo meccanismo, YouTube chiede che si abbia già un discreto seguito, più di mille iscritti al canale, e bisogna aver totalizzato almeno 4.000 ore di visualizzazioni negli ultimi 12 mesi. Inoltre, non bisogna aver violato le regole del portale e di copyright. Una volta diventati partner della piattaforma, bisogna collegare un account Google Adsense al proprio canale. Questo passaggio serve per poter ottenere il denaro “guadagnato” con la pubblicità. Per quanto riguarda la pubblicità, è possibile scegliere la modalità in cui si vuole far comparire gli spot sui propri video.

Una volta scelto il video con cui si vuole monetizzare, si può cominciare a guadagnare. Molto importante che gli sponsor siano comunque in linea con il contenuto del video. La domanda che in tanti si pongono è quante visualizzazioni servono per guadagnare su YouTube. Ovviamente, non c’è una regola valida per tutti, né un prezzo fisso. Le visualizzazioni sono importanti ma bisogna considerare innanzitutto quanto è disposto a pagare l’inserzionista, quanti clic ricevono gli annunci e anche il genere di video pubblicati.

Partnership con altre aziende

Un altro dei metodi per guadagnare con YouTube è quello di effettuare una partnership con altre aziende. Con l’affiliate marketing si possono creare degli accordi con delle aziende e promuovere i loro brand attraverso i propri video. L’attività di promozione può avvenire attraverso recensioni di prodotti, tutorial che spiegano come utilizzare il prodotto o pubblicizzando esplicitamente il prodotto in questione. Questo è uno dei metodi più utilizzati dagli YouTubers ma, anche in questo caso, il guadagno dipende da diversi fattori, tra cui quanto è disposta a investire l’azienda partner.

Influencer marketing

Se il canale è particolarmente seguito, sono le aziende stesse a cercare lo Youtuber per pubblicizzare i propri prodotti. Oggi sono tanti i marchi specializzati in un determinato settore o nicchia che scelgono di promuovere il proprio brand attraverso influencer più o meno famosi. che in questo caso le modalità di promozione e veicolazione del marchio nei contenuti possono avvenire in modi diversi, attraverso link nel video, tramite recensioni o tutorial, tramite la pubblicità esplicita di un prodotto o del brand. L’azienda può decidere di pagare l’influencer in diversi modi, oltre al compenso in denaro, spesso sono considerati anche sconti o forniture periodiche dei prodotti, viaggi, contratti di lavoro o una formula che prevede un mix di tutte queste cose.

12 – RIFERIMENTI WEB

Altri Riferimenti

Alcune precisazioni su Google Ads/Adwords https://www.noetica.it/come-funziona-adwords-parte-1/

Come partirehttps://www.emoe.it/google-adwords-guida-per-iniziare/

Come scegliere le parole chiavehttps://www.evemilano.com/parole-chiave-adwords/ oppure https://marketers.media/trovare-le-parole-chiave-posizionarsi-sul-web/

Come insatallare il monitoraggio delle conversionihttps://www.tagmanageritalia.it/guida-base-installare-monitoraggio-delle-conversioni-google-adwords-google-tag-manager/

Come ottenere un buon CTR click throug rate (numero di click / impressions x 1000, più è alto meglio perché significa che i tuoi annunci vengono visti e anche cliccati:) https://www.studiosamo.it/web-advertising/ctr-ideale-google-adwords/)
La ricerca delle parole chiave grazie al tool di Google Ads: https://adwords.google.com/intl/it_it/home/tools/keyword-planner/

Answer the public (ti mostra in base ad una parola chiave quale frase mettono gli utenti): https://answerthepublic.com/

AdWords, le astehttps://www.it.advertisercommunity.com/t5/Primi-Passi/Le-aste-AdWords-posizioni-degli-annunci-e-costo-per-clic/ba-p/47620 https://www.seochef.it/rapporto-informativo-aste-google-adwords/ oppure questa infografica: https://www.enreal.it/Web-Advertising/come-funzionano-le-aste-adwords-infografica.html

La tecnica delle longtailhttps://www.wordstream.com/long-tail-keywords (o in italiano: https://marketers.media/long-tail-guida-alluso/)

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