#3 Digital Marketing | SEA: Search Engine Advertising e Google ADS

1 – LA SEA – SEARCH ENGINE ADVERTISING

SEA è il Search Engine Advertising, cioè un ramo della SEM che riguarda tutto il marketing del web (Search Engine Marketing), compreso il SEO.

sem

SEA è Search Engine Advertising, ma anche Keyword AdvertisingPPC (pago per ogni click ottenuto grazie all’inserzione: pay per click). Ma in concreto di cosa si tratta? Di annunci sponsorizzati sui motori di ricerca (e in particolare su Google con il suo sistema Google ads ex Google AdWords).

SEO e SEA sono fortemente basati sulle parole chiave [nd2022: sempre meno, Google sta indirizzando gli inserzionisti verso campagne basate su AI che occupano tutti i canali e si autocompongono in base alle azioni degli utenti] per indirizzare gli utenti verso siti e pagine Web. Le tecniche e le strategia alla base sono differenti ma entrambe perseguono lo scopo di generare flussi di traffico qualificato: a visionare e cliccare sugli annunci sono utenti attivi, cioè già propensi a fruire dei contenuti o dei servizi proposti dal marketer che elabora l’annuncio pubblicitario. 

Come funziona il PPC

Semplificando al massimo un annuncio viene attivato da Google quando nella query dell’utenti è presente una o più parola chiave scelta dal web marketer!

L’annuncio in questione può entrare in competizione con altri annunci che si attivano per quelle parole chiave. I criteri di selezione dell’annuncio migliore dipendono da Google, da fattori economici (quanto siamo disposti a pagare per un click) e di qualità (CTR medio dell’annuncio ad esempio) e pertinenza.

Google riceve il nostro pagamento se l’utente clicca sull’annuncio.

La chiave di successo delle campagne di Search Engine Advertising sta infatti nella selezione delle keywords più pertinenti: è necessario individuare le parole chiave inserite dagli utenti nel motore di ricerca e fare in modo che, quando l’utente attiva la ricerca, il motore mostri l’annuncio più pertinente a quanto ricercato dall’utente.

Il metodo di pagamento è definito Pay per Click (PPC), ovvero si paga solo quando un utente clicca sull’annuncio. In questo modo, le campagne PPC garantiscono click qualificati e un alto tasso di conversione, senza comportare grosse dispersioni di denaro per gli inserzionisti.

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Il sistema PPC più famoso è come accennato Google ADS (ex AdWords).

In pratica di cosa stiamo parlando?

annunci testuali sulla SERP di Google -> Campagna Search

banner che troviamo nei siti Google partner -> Campagna Display

annunci su Google shopping, inserzioni che entrano nel Google Merchant Center -> Campagna Shopping

inserzioni testuali o video su YouTube -> Campagna display Video

inserzioni testuali, immagini o video nelle App -> Campagna display APP

inserzioni testuali, immagini o video nel feed Google e nelle mail -> Campagna discovery

inserzioni testuali, immagini su rete search, siti e maps per pubblicizzare un ngozio -> Campagna Local

Alla base del corretto sfruttamento di un qualsiasi strumento PPC c’è il concetto di conversione.

 Indipendentemente dal fatto che noi identifichiamo la “conversione” con l’acquisto di un prodotto, l’iscrizione ad una newsletter o la raccolta di un numero di telefono, è fondamentale comprendere come si comportano gli utenti rispetto a quello che noi ci aspetteremmo da loro.

2 – IL PAY PER CLICK (PPC) E LA SCELTA DELLE KEYWORDS

Alla base del ppc: la scelta dei termini: le keywords

Il PPC sulla rete search di Google – cioè quella basate su query di ricerca –  si basa sulle parole chiave.

In generale può convenire  usare la SEA per le long tail, per una questione di efficienza e pertinenza (quindi non “auto usate” ma “ricambio pezzi per auto usate”). Il rischio è perdere denaro per traffico non qualificato.

Nello scegliere le parole chiave bisogna pensare al nostro utente tipo: l’età, la formazione, la conoscenza dell’ambito all’interno del quale si opera e la sua abitudine al cercare online termini legati alla nostra attività.

Impostando i gruppi di parole bisogna quindi riflettere sui termini di ricerca che andremo a targettizzare e inserire più tipologie di parole:

->termini più appropriati e coerenti a identificare la nostra attività

->termini tecnici

->termini colloquiali

->sinonimi

->errori (grammaticali, logici, di scrittura)

La selezione delle parole chiave viene fatta attraverso degli appositi tool disponibili sulle piattaforme di Keyword Advertising e attraverso i quali è possibile analizzare.

Google Ads ci suggerisce in base alle medie di spese degli altri utenti il costo per click massimo per una certa parola (o gruppo di parole), tipo used cars pur avendo un volume di ricerca lievemente inferiore a cars for sale ha una competizione più elevate e una possibilità di conversione più alta (per cui è meglio alzare la posta in gioco!)

Qui con il tool gratuito fornito da Google Ads, il Keywords planner

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I parametri principali da tenere sott’occhio sono:

Volumi di ricerca (quante volte al mese viene ricercata quella esatta parola chiave, quindi anche un complesso di più parole, su Google)

CTR (click trough rate, quanti click per visualizzazioni)

Quality Score (punteggio qualità tramite algoritmo di Google o altri algoritmi)

CPC (costo per click) medi in base a statistiche elaborate da Google

CPC suggerito in base alle statistiche elaborate da Google sulla base degli annunci della concorrenza

Concorrenza (valore elaborate da Google o da tools che analizzano i trend)

link2Questo articolo va nel dettaglio rispetto alle 10 metriche da tenere sott’occhio quando in una campagna PPC suddividendo i parametri in tre gruppi gerarchici:

    • metriche di traffico(importanti ma non sempre buone metriche corrispondono a risultati in termini di business)
    • metriche di conversione (fondamentali, ci dicono se gli obiettivi di comunicazione e marketing sono raggiunti)
    • metriche di ROI (ritorno dell’investimento.. fondamentali, ci dicono se il nostro investimento è andato a buon fine)

Se teniamo sott’occhio tutti questi parametri e riusciamo impostare una corretta strategia otterremo sicuramente un miglioramento del ROI (ritorno sull’investimento) e un abbassamento  dei costi di CPA (costi per acquisizione).

3 – CAMPAGNE SEA E LANDING PAGE

Importanza delle landing page

La landing page o pagina di atterraggio di una campagna deve essere progettata affinché non scappino gli utenti/clienti una volta che hanno cliccato sui nostri annunci.

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Una volta realizzata la nostra campagna e impostati i termini di ricerca bisogna focalizzarsi sulla landing page, la cui qualità rappresenta uno degli elementi chiave del digital advertising.

Il primo motivo è correlato all’usabilità: l’utente che atterra sul nostro sito deve essere in grado di riconoscere immediatamente il prodotto o servizio che possiamo offrirgli e deve essere naturalmente portato a realizzare quello che abbiamo identificato essere l’obiettivo della nostra campagna pubblicitaria (completare un form, acquistare un bene, fornirci la sua mail, etc).

La seconda ragione per la quale la landing page ricopre un ruolo fondamentale è perché fa parte di un parametro fondamentale nel SEM: il punteggio qualità. L’importanza di tale valore numerico è dovuta al fatto che ad esso sia strettamente correlata la posizione che il nostro annuncio occuperà nella pagine dei risultati e il costo effettivo che andremo a pagare per ciascun click.

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4 – GOOGLE ADS

Cos’è la rete Google?

Come funziona?

Come funziona?

Come aggiungere e rimuovere parole chiave?

Come è organizzata una campagna google ads (campagna, gruppo di annunci, annunci)

Come è organizzata una campagna google ads (campagna, gruppo di annunci, annunci)

Annunci e gruppi di annunci

Monitora il rendimento

Google Ads (ex Google AdWords)

Google Ads è un sistema di pubblicità che inserisce messaggi a pagamento nell’universo di Google: serp, siti partner, youtube, App store, feed, Gmail.. 

Per accedere e creare un account su Google Ads è sufficiente seguire le procedure (è necessario avere un account Google e un sistema di pagamento attivo!):

https://ads.google.com/intl/it_it/home/

In presenza di una forte concorrenza (soprattutto nel campo del business) non è sufficiente una buona attività SEO per comparire con il proprio sito nelle primissime posizioni ed intercettare quindi la domanda degli utenti.

Vedi immagine qua sotto, il contenuto in alto è rappresentato da annunci pubblicitari.

4-scarpe

Le campagne di Google ADS si dividono in due rami principali, quelle generate attraverso le le keywords (campagna search, come nell’immagine in alto) oppure quelle con segmenti di pubblico.

Le campagne con le keywords dipendono dalle parole chiave che gli utenti digitano nel motore di ricerca: la campagna Search ad esempio mostra agli utenti uno specifico annuncio di testo a seconda della parole chiave inserita come query.

Le campagne con segmenti di pubblici dipendono invece dai “cluster di target” che vengono identificati al momento della creazione della campagna (quindi categorie definite da gelolocalizzazione, sesso, fasce di età, interessi, comportamenti nel web). Sono le campagne Display, Discovery e max performance.

La campagna Discovery ad esempio è perfetta per promuovere un contenuto informativo su più canali (alta parte del funnel, interesse, engagement). A differenza delle campagne Locali, che lavorano sullo strato più profondo del funnel (ovvero del percorso che porta i clienti all’acquisto) perché promuovono i punti vendita reali cercando di ottenere la conversione finale sfruttando la rete di ricerca di Google, MapsYouTube e la Rete Display di Google, quando un utente cerca una attività online in Google Maps. 

La campagna display, ad esempio, è invece caratterizzata dai banner grafici presenti nei siti google partners,  mentre la Discovery si adatta invece in modo dinamico al singolo utente, intercettandolo “nel posto giusto al momento giusto”, dove il “momento giusto” è esteso a diverse piattaforme Google, quali YoutubeGmail e Google Discover grazie al machine learning (in pratica l’intelligenza artificiale).

Funnel di Google Ads

Per ogni obiettivo del funnel sarebbe opportuno utilizzare reti/canali e tipi di campagne differenti, seguendo l’esempio sottostante (che comunque non è vincolante)

Le campagne (ma non tutte in realtà dal 2021!) sono poi strutturate su tre livelli

campagne,
gruppi di annunci
annunci

CAMPAGNA

La campagna definisce l’obiettivo (vedi sotto) della tua strategia di marketing SEA

Campagna2

e la localizzazione dei tuoi annunci nelle diverse reti: ricerca (nella serp di Google), Display (banner, video nei siti Google Partner), Shopping (visualizzabili su canale search e display), Youtube, APP, feed di Google, Gmail.

Tipi di campagne (ognuna utilizza una o più reti appartenenti a Google.. la serp, i siti google partner, maps, i feed, gmail, youtube, Google app store..). Qui sopra manca Performance Max del 2022.

Campagna SEARCH (ricerca)

Campagna DISPLAY

Campagna display VIDEO

Campagna display APP

Campagna Discovery

Gli annunci vengono visualizzate sul feed di Google (quello delle notizie personalizzate!), su Youtube e su Gmail e si basano sui segmenti di pubblico e sui meccanismi di automazione di Google.

Campagne discovery https://www.antevenio.com/it/blog/discovery-ads/#

Campagna Performance Max

E’ la nuovissima campagna di Google (si attiva solo dopo che il sistema incamera dati relativi al tracciamento vecchie campagne) che utilizza tutti i canali Google a disposizione in modo automatico, grazie all’intelligenza artificiale.

Campagne performance max https://www.stefanosalustri.com/blog/campagne-performance-max-quando-utilizzarle-e-come-ottimizzarle/

Campagna Local

Gli obiettivi della campagna local sono le visite in struttura, click per chiamata, richieste di indicazioni stradali, gli annunci verranno visualizzati quando un utente geolocalizzato cerca una struttura o un negozio o un servizio locale e l’annuncio verrà visualizzato sulla rete search, su Maps, su Youtube e nella rete display.

E’ necessario che l’attività da sponsorizzare sia su Google MyBusiness.

Approfondisci: https://www.webmarketingeturismo.it/2020/11/10/come-funzionano-le-nuove-campagne-local-di-google-ads/


A livello di campagna, si può ancora definire:

geolocalizzazione, località di destinazione

budget giornaliero

pianificazione annunci (visualizzabili anche solo in determinati orari)

– strategia di offerta  (per visualizzazioni, click, conversioni)

target (profilazione anche in base a retargeting, demografia e interessi)


GRUPPO DI ANNUNCI

Un gruppo di annunci contiene uno o più annunci associati a un unico insieme di parole chiave. Si può impostare un’offerta o un prezzo da utilizzare quando le parole chiave di un gruppo di annunci attivano la pubblicazione di un annuncio. Questo valore viene chiamato offerta costo per clic (CPC). Puoi anche impostare prezzi distinti per le singole parole chiave all’interno del gruppo di annunci.
Gruppo di annunci

ANNUNCI

Gli annunci. La campagna è un insieme di gruppi di annunci con obiettivo, modalità di visualizzazione, target e budget. Un gruppo di annunci è un insieme di annunci+parole chiave. L’annuncio è la singola inserzione facente parte di un gruppo di annunci!

Ecco un grafico esemplificativo:

Schermata 2019-03-26 alle 22.43.22

6 – PPC E BUDGET

Google esprime il valore delle parole chiave in cpc (o ppc), ovvero “costo per clic” (o pay per click): ad ogni clic effettuato dall’utente su uno degli annunci che abbiamo predisposto per una determinata parola chiave, AdWords sottrarrà dal nostro conto il prezzo corrispondente.

Nella fase di settings della promozione abbiamo definito il nostro budget mensile e giornaliero, in modo che Google sappia quando è il caso di fermarsi, cioè quando il nostro annuncio non deve più essere mostrato agli utenti perchè abbiamo esaurito il budget.

E se gli utenti non cliccano? Se non cliccano significa che la campagna non sta procedendo bene. L’intento è quello di convincere il nostro target a scegliere il nostro annuncio piuttosto che un altro e sarà quindi necessario rivedere alcuni fattori, come ad esempio: il budget, che potrebbe essere troppo scarso; il testo, che potrebbe essere poco accattivante; la scelta delle parole chiave…Per questo, dopo una prima fase di decollo è bene ridurre gli sforzi e concentrarli solo su quello che rende meglio, ottimizzando la campagna in corso.

In altre parole: meno cliccano, meno paghi, più cliccano, più spendi (ma più converti se hai una buona landing page).

Una cosa da avere ben presente prima di impostare una campagna Google ADS è che il CPC medio generato sarà sempre inferiore al costo massimo che sei disposto a pagare per concorrere con gli altri inserzionisti, ossia il costo impostato alla voce “CPC max”, a livello di gruppo di annunci o per singola parola chiave.

Come funziona esattamente quindi il posizionamento nella griglia dell’advertising?

Sappiate che per avere un media budget Google è fondamentale avere una stima di questi variabili (l’elenco redatto dagli esperti SEM EVEMILANO):

La lista di parole chiave da acquistare

Volume delle ricerche delle parola chiave

CTR (Click-Through Rate)

CPC (Cost per click)

Posizione desiderata

Competizione

Quality score

Quando hai una lista di termini devi passarla nello strumento di Google che informa sui volumi medi di traffico di ciascuna parola chiave. Il volume delle ricerche rappresenta il numero di volte che una parola chiave viene ricercata su Google ogni mese, è un valore medio fornito da Google Keyword Planner

Con Google Ads o altri tool puoi calcolare il CPC medio e calcolare un ipotetico costo giornaliero in base al numero di click ottenuti. Nell’esempio seguente se ottengo 10 click su questa parola chiave pagherò circa 26 euro al giorno sempre se non raggiungo la mia soglia prima.. perché dobbiamo impostare una soglia massima giornaliera!

Dati di SEOZOOM

La formula per il budget medio:

Per stimare il budget calcolo per ogni chiave la spesa media mensile e poi sommo tutti i valori.
Volume di ricerca mensile/30 * CTR/100 * CPC medio

ad esempio ipotizzando un CTR del 2% al giorno spenderò.. 390/30 *  2/100 * 2,57 = 0,67€  per la singola parola (corso di photoshop).

Per il CTR avere uno storico di riferimento è fondamentale, da analizzare anche attraverso la GOOGLE SEARCH CONSOLE!

Ecco un esempio sempre di EVE Milano con una tabella che stila un possibile budget medio mensile per una campagna Google Ads:

Strategie di offerte

Possiamo scegliere tra varie strategie d’offerta per i diversi tipi di campagne che ci troviamo a gestire in relazione agli obiettivi, cioè vogliamo più clic o impression? Più conversioni, massimalizzare i costi (miglior ROAS)?

Ci sono due modalità di offerta (bidding):

  • Bidding manuali dove è possibile scegliere manualmente il singolo CPC (costo per click) per ogni parola chiave che si vuole pagare: vale per strategie su click e impressions
  • Bidding automatico dove si sceglie solo una massima soglia (max CPC) e poi sarà Google a fare in modo di cambiare il CPC a seconda della concorrenza e del budget rimasto in base a criteri automatici che tengono conto di come sta andando la strategia: vale per CPA, conversions, roas target. In generale l’automazione può aiutare a liberare il monitoraggio delle offerte quotidiane.

Strategie di offerte

Passare dall’offerta manuale all’automazione dell’offerta sta diventando sempre più una realtà ora che si stanno facendo progressi sull’offerta dell’algoritmo.

A fine 2021 sono disponibili sei strategie di offerta automatizzate, cioè che variano il valore dell’offerta in modo automatico a seconda di come si sta comportando l’utente con l’annuncio cercando di massimizzare i risultati, ciascuna dipendente da un diverso obiettivo aziendale.

Da aprile 2021 ci sarà solo Massimizza le conversioni e massimizza il valore conversioni con possibilità di gestire tCPA e tROAS

Nello specifico, Google permette di impostare queste strategie di offerta:

  • Impressioni target: se il tuo obiettivo è la notorietà del brand dovrai dare priorità alle impression, si può optare per l’offerta basata sul costo per mille impressioni (CPM) o “massimizza i click” in cui Google ads ottimizzerà i click verso la tua campagna in base al budget scelto. (manual e automatic)
  • Strategie di offerta incentrate sulla considerazione: se il tuo obiettivo è quello di aumentare la considerazione del tuo prodotto o del tuo brand, soprattutto attraverso video, ti consiglio di utilizzare il costo per visualizzazione > CPV. (manual)
  • Massimizza le conversioni (CPA target) fa in modo che Google ads possa ottimizzare la campagna ottenendo più conversioni possibili in base al budget prestabilito (automatic). CPAcosto per acquisizione – invitando Google ads ad ottenere il maggior numero di conversioni al costo per azione impostato da te, quindi importo medio massimo che siamo disposti a pagare per una conversione.. bisogna capire quanto possiamo pagare, meglio non impostarla se non lo sappiamo! Se la conversione è la vendita a 50€, un buon CPA potrebbe essere 25€! (automatic)
  • Massimalizza valore conversioni (ROAS target) non cerca di ottenere più conversioni possibili ma di ottimizzare al massimo il ritorno dell’investimento pubblicitario rispetto a quanto definito in percentuale (es. 300%). “ROAS target” , imposta automaticamente le offerte in modo da ottenere il maggior valore di conversione assicurando un ritorno sulla spesa pubblicitaria come impostato. Il rischio è che, se non riesce a raggiungere roas elevato, potrebbe limitare la pubblicazione di annunci.  Il target ROAS come strategia di offerta intelligente viene implementato al meglio nelle campagne non vincolate dal budget e che hanno avuto almeno 15 conversioni negli ultimi 30 giorni.(automatic) <- https://www.francescomariaerrico.com/strategie-target-per-google-ads/

Approfondisci: https://loopsrl.agency/blog/google-ads/smart-bidding-su-google-ads/

La guida completa: https://www.briefme.it/google-ads-guida-definitiva-alle-strategie-dofferta-2020/

CPA Target, ROAS, Conversioni? Se non capisce che calcoli fare per scegliere la strategia dai un’occhiata qua


Controlla i termini di ricerca (su Google Ads Parole chiave -> termini di ricerca)

I termini di ricerca mostrano i “reali” termini di ricerca utilizzati dagli utenti che fanno attivare i nostri annunci.

Ad esempio:

Nel nostro gruppo di annunci abbiamo la parola chiave a corrispondenza generica scarpe da calcetto

Il nostro annuncio però si è attivato anche con il termine di ricerca negozio scarpe calcio Milano (Google è libero di interpretare calcio e calcetto come intenti di ricerca simili e quindi attivare l’annuncio comunque).

I termini di ricerca possono essere utili per rifinire le nostre parole chiave, ad esempio per escludere “calcio” (perché il nostro negozio vende solo scarpe da calcetto). Escludere parole chiave può migliorare i risultati soprattutto in termini di conversioni (leggi questo articolo: https://www.datafeedwatch.it/blog/parole-chiave-corrispondenza-inversa). Ad esempio se noti che i tuoi annunci vengono visualizzati e/o cliccati con termini di ricerca che utilizzano free o gratis ma tu non offri nulla di gratuito, ti conviene escluderle! Così i tuoi annunci non verranno mai visualizzate se l’utente le utilizza.

Dopo aver verificato che il tuo annuncio non viene mai cliccato con “calcetto” escludila da “Parole chiave escluse”

7 – ADRANK E QUALITY SCORE

Ma quanto pago il singolo click?

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E come viene calcolato l’adrank, cioè il posizionamento del tuo annuncio rispetto ai concorrenti e il reale costo del tuo CPC?

ADRANK: Offerta cpc per quality score che è un insieme di valutazioni di Google (ctr, rilevanza parole chiave, landing page).
COSTO: E il costo esatto del click?
Il rank dell’annuncio sotto il vostro diviso il vostro quality score! Questo metodo è ingegnoso perché fa si che chi elabora annunci ben fatti paghi meno! (ma chi paga tanto ha comunque buona possibilità di essere visualizzato).

ADRANK:

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COSTO ATTUALE CPC:

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Credits immagini: http://www.cmsbuffet.com/New-AdWords-Ad-Ranking-Formula.php

Il Quality Score?


Il Quality score (punteggio di qualità) è una stima della qualità degli annunci, delle parole chiave e della pagina di destinazione. Annunci di qualità più elevata possono portare a prezzi più bassi e a migliori posizioni di annunci.

Per GoogleIl punteggio di qualità da 1 a 10 riportato per ciascuna parola chiave dell’account è una stima della qualità degli annunci e delle pagine di destinazione attivate da quella parola chiave. Un punteggio di qualità elevato indica che i nostri sistemi ritengono che il tuo annuncio e la tua pagina di destinazione siano tutti pertinenti e utili per un utente che visualizza il tuo annuncio. Puoi conoscere il punteggio di qualità per le tue parole chiave.

Quando agire sul Quality Score è consigliato:

    • Stai pagando troppo oppure semplicemente vuoi spendere di meno
    • I tuoi concorrenti hanno più visibilità, i loro annunci appaiono prima dei tuoi e quindi vuoi superarli ma senza aumentare i costi
    • Sei insoddisfatto del ROI della campagna e desideri massimizzare i profitti mantenendo la spesa invariata

fattori che determinano il punteggio di qualità, come indicato da Google, includono:

    • Il tasso di click-through (CTR) storico del tuo account e delle parole chiave
    • La rilevanza delle parole chiave che stai acquistando rispetto gli annunci creati
    • La rilevanza degli URL di destinazione in relazione alle parole chiave ed i testi degli annunci. Le pagine di destinazione con punteggio più elevato sono di solito ben organizzate e contengono testo correlato ai termini di ricerca utilizzati da un utente.
    • Le metriche di user-experience, come il tempo di caricamento della pagina

Esiste anche il CPM: costo per impressions

Con il CPM (Costo per mille impression), l’inserzionista paga a seguito della pubblicazione dell’annuncio sulla Rete Display di Google.

Come dice il nome stesso, “mille” indica il numero di volte in cui l’annuncio deve essere pubblicato prima che generi un costo per l’inserzionista.

Ricordati però che questo tipo di modello è utilizzato per campagne con obiettivo di branding e non per portare il cliente sul sito: se l’utente clicca sull’annuncio può comunque accedere al sito e tu continui lo stesso a pagare sempre e solo in base alle 1.000 visualizzazioni dell’annuncio.

-> Approfondisci su questi link: https://www.campagnegoogleadwords.it/cpc-cpm-cpa-tre-sconosciuti-allimprovviso/

Misurare i risultati di una campagna

I KPI più utilizzati per misurare le performance di una campagna Google Ads sono:

  • Impression: il numero di volte che un annuncio viene visualizzato nella pagina dei risultati di ricerca o in qualsiasi altro punto della rete di Google. E’ un indicatore utile soprattutto quando si fa branding / awareness

  • Click: semplice, il numero di click in totale che il tuo annuncio ha ricevuto (anche se sono stati effettuati da un singolo utente).
  • CTR (Click Through Rate). Indica il numero di clic sul nostro annuncio ogni 100 visualizzazioni (infatti si misura in percentuale). Il CTR medio è dell’1.91% per gli annunci di ricerca e dello 0.35% per gli annunci display.

  • Reach. Indica il numero di utenti unici che sono stati esposti ad un annuncio, cioè la “copertura” (mentre impression, pur simile, indica il numero di visualizzazioni totali!).

  • Frequenza. La frequenza è il numero medio di volte in cui un utente è stato esposto ad un annuncio durante un determinato periodo di tempo. Per determinarlo, Google calcola la frequenza stimata raccogliendo dati da un gruppo campione e applicandoli all’insieme di tutte le impression.:

  • Costo per conversione. Questa metrica fornisce l’importo medio che hai pagato per ottenere una conversione. Come accennato, devi configurare in precedenza quale sia per te una conversione in Google Ads: vendita, lead, click, download, ecc. Se, ad esempio, hai investito 100€ in una campagna e hai realizzato 5 vendite (e le vendite sono il tuo obiettivo), il costo per conversione è di 20€.

  • Tasso di conversione (CR). Indica il rapporto tra il numero di utenti che hanno visitato il sito Web e quelli che hanno eseguito l’azione desiderata.

analisi delle metriche

Dove monitorare i risultati?

Le performance si possono misurare a livello di campagna, gruppo di annunci e annunci! Quindi avremo possibilità di visualizzare i risultati cliccando su campagne (come da immagine sottostante) ma anche su gruppi di annunci e annunci. Oppure su panoramica, area in cui Google Ads ci offre una visuale generale di tutte le campagne.

Le colonne che mostrano i risultati sono personalizzabili, è sufficiente cliccare su colonne (come da immagine) per personalizzarle.

7 – CREARE UNA NUOVA CAMPAGNA SU GOOGLE ADS

7a – LA CAMPAGNA SUL CANALE SEARCH

Testa il tuo AD: https://www.karooya.com/expanded-text-ad-preview-tool

Che cosa fare in pratica? Se l’obiettivo del business è ottenere ad esempio delle prenotazioni (nel nostro caso la “conversion” finale da monitorare risulta essere solo il contatto acquisito, cioè la lead generation, perché chiaramente si tratta di un esercizio e non di una reale offerta!) dobbiamo valutare come procedere su Google Ads.

Impostare la strategia di comunicazione e creare una landing page. 

L’estate è alle porte, potremmo pensare di creare una landing page (seguendo delle linee guida, ad esempio queste  di Studio Samo a cui chiediamo in prestito l’infografica qua sotto e valutando i modelli di landing più efficaci) con un’offerta speciale per prenota la propria settimana di Surf entro fine primavera.

Imparare a monitorare

Consideriamo che sulla landing page (che rappresenta lo spazio in cui l’utente deve sentirsi a proprio agio ed essere guidato per effettuare la prenotazione) un utente può atterrarci in diversi modi ed è bene monitorare come ci arriva per adeguare le nostre strategie.

Con la Google Search Console e con Analytics possiamo valutare le sorgenti di traffico, con Google Ads possiamo monitorare gli accessi tramite l’inserzione a pagamento, con l’analisi delle conversioni (sia su ads che analytics) possiamo valutare numericamente l’efficacia delle nostre strategie.

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Una volta progettata la landing page con l’offerta e secondo le regole citate in precedenza e progettate tutte le strategie per attirare utenti sulla pagina (online e offline) possiamo concentrarci sul PPC – Google Ads.

I canali

I canali su cui far apparire la propria inserzione sono 4 e sono:

Display: cioè gli spazi banner nei siti partner di Google. L’inserzione può essere un’immagine o un video

Search: la tua inserzione apparirà nella serp di Google come snippet testuale.

Video: il tuo annuncio video o testuale apparirà  su Youtube o all’interno di un altro video o  negli elenchi

App: il tuo annuncio testuale o immagine apparirà all’interno delle app o nei motori di ricerca di app

I tre livelli di una campagna su Google Ads

La struttura diGoogle Ads è impostata su tre livelli: CampagneGruppi di annunci e Annunci.

  • Campagna si sceglie l’obiettivo, il canale di ricerca, display, shopping, app o video. Andrà poi individuata l’area geografica a cui indirizzare gli annunci e il budget giornaliero che vorrai investire.
  • A livello Gruppi di annunci, si individua il target, andando a creare gruppi di annunci in relazione a specifiche keyword. Le parole chiave vengono scelte in relazione a cosa ci si aspetta che gli utenti cerchino per trovare la nostra attività o i nostri prodotti/servizi. Si possono creare più gruppi di annunci per campagna in base al tipo di utenti che potrebbero visualizzare diversi tipi di annunci. Per le campagna display o video si possono creare gruppi di annunci basati sulle preferenze e sul tipo di sito in cui visualizzare gli annunci.
  • Gli Annunci sono le inserzioni che verranno visualizzate dagli utenti e sono composte da url, titoli, descrizioni ed elementi aggiuntivi come ulteriori link, indirizzi, contatti..


Il canale search (ricerca testuale)

Il canale search riguarda gli annunci testuali che compaiono nella pagina dei risultati di una ricerca fatta in google se l’utente ha digitato una query corrispondente alle parole chiave scelte dall’inserzionista per la sua pubblicità. Caratteristica fondamentale delle campagne di tipo Search è che ad attivare l’annuncio sono le keyword. Quindi l’annuncio apparirà solo e soltanto se sarà pertinente alla ricerca fatta da un utente attivo, cioè già incline a fruire dei contenuti e dei servizi che vogliamo mettergli a disposizione.

Ricordiamoci che con le campagne PPC stiamo parlando ad utenti che “ci stanno cercando” e che grazie a parole chiave esca potrebbero atterrare sulle nostre pagine create ad hoc.
Per una campagna il cui fine è l’acquisto di un bene (pacchetto vacanze) quale strategia SEA potrebbe andare meglio? In realtà potremmo concentrarci su tutte tranne che su shopping anche se dovremmo approfondire attraverso un’indagine di mercato.

Noi andiamo sul sicuro: chi cerca pacchetti vacanze userà sicuramente la search di Google con query testuali, quindi andiamo sul + del nostro account https://ads.google.com/, nuova campagna e poi obiettivo “traffico sul sito” perché il nostro obiettivo è attirare più utenti possibili sul nostro sito web e poi catturarli con un’offerta imperdibile. Il codice prodotto da Google ADS varierà a seconda dell’obiettivo scelto. In Lead Generation fornirà il sistema fornirà un codice da inserire sul sito per monitorare i lead..

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Chi cerca pacchetti vacanze userà sicuramente la search di Google con query testuali abbiamo detto. Quindi clicchiamo su “campagna di ricerca”.

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In fase di gestione campagna Google Ads è possibile scegliere la strategia di offerta (Google ottimizzerà l’offerta tramite algoritmi automizzati per soddisfare i nostri bisogni) . Se la campagna è nuova però ottimizzare l’offerta per conversioni sembrerebbe una scelta errata.

Ecco una guida per capire quanto budget allocare: https://www.evemilano.com/quanto-investire-google-adwords/

Google Ads non può tracciare il profilo dell’utente più adatto alla conversione senza uno storico di conversioni alle spalle.

Il rischio, almeno all’inizio, è che per ottenere più conversioni Google alzi l’offerta (benché stando sulla spesa max prevista).

La scelta migliore in questo caso è iniziare con una campagna a traffico con un’offerta di CPC massima impostata manualmente, raccogliere un numero sufficientemente grande di conversioni nell’arco di 30-60 giorni e poi passare a strategie di offerte automatiche o semi-automatiche in grado di lavorare sulle reali conversioni ottenute.

Opzioni URL campagna

Gli url aggiuntivi sono parametri che passano dall’annuncio al sito web e servono per migliorare il tracciamento.

Il modello di monitoraggio permette di indirizzare l’utente che fa clic sull’annuncio, prima che atterri sull’URL di destinazione, verso un URL “intermedio”, volto al tracciamento dei clic. Per l’utente questo processo è invisibile, ma è utile qualora si voglia impiegare un partner esterno per la misurazione. Il monitoraggio può poi essere non-parallelo (gli utenti dovranno essere reindirizzati dall’URL di monitoraggio all’URL finale) o parallelo, in cui il processo di tracciamento avviene in contemporanea al clic, ancora più velocemente per l’utente.

Suffisso URL permette invece di indicare dei parametri che saranno aggiunti al fondo di ogni URL di destinazione. A differenza del modello di monitoraggio, il suffisso URL sarà pienamente visibile all’utente poiché farà parte in tutto e per tutto dell’URL visitato.

Sia nel modello di monitoraggio che nel suffisso URL si possono usare coppie chiave/valore fisse (per esempio definendo in maniera netta “tipo=brand. ”) oppure impiegare parametri che trasmettano informazioni sulle campagne.

link2 Approfondisci su Studio Samo.


2 GRUPPI DI ANNUNCI, TARGET E PAROLE CHIAVE

La seconda fase, quella del gruppo di annunci è il cuore della nostra campagna perché dobbiamo pianificare la campagna per parole chiave e dobbiamo svolgere una bella analisi web e commerciale su come, continuando il nostro esempio, gli utenti cercando pacchetti vacanze e/o vacanze sportive e/ vacanze sul surf.

O come nell’immagine riportata qui sotto, per una campagna intorno al web marketing. Come si può notare in base alle parole chiave e all’offerta scelta (2 euro al giorno) Google elabora una stima dei click che quell’annuncio può ottenere giornalmente e il costo medio del click.

I tools per la ricerca delle parole chiave sono sempre gli stessi:

  • SEO Zoom keyword

link2 Approfondisci qua: https://www.netsocialize.it/ricerca-delle-keyword-campagne-ppc

Le corrispondenze

La corrispondenza tra parola chiave acquistata e parole chiave che effettivamente ci fanno spendere è gestita dalla corrispondenza delle parole chiave. La corrispondenza delle parole chiave è un metodo per comunicare a Google quali varianti sono disposto a tollerare rispetto alla parola acquistata. La corrispondenza si definisce nel momento in cui inserisco una parola chiave nel gruppo di annunci.

La parole chiave in corrispondenza generica maglione natale attiverà l’annuncio anche con lievi varianti (es. maglioni di natale, o maglia di natale o maglione natalizio).

Corrispondenza generica: la corrispondenza generica è il tipo predefinito assegnato a tutte le parole chiave acquistate se non viene definita una corrispondenza specifica. Con questa corrispondenza, Google può mostrare gli annunci anche per ricerche che includono errori di ortografia, sinonimi, ricerche correlate e altre varianti pertinenti. Se la parola chiave acquistata è scarpe Nike rosse, chi cerca scarpe running Nike potrebbe vedere il tuo annuncio, come anche chi cerca sneakers nike rosse.

Corrispondenza generica modificata: simile alla corrispondenza generica, questo modificatore mostra gli annunci solo per ricerche che includono le parole precedute dal segno più (scarpe Nike +rosse) o le rispettive varianti simili.

Corrispondenza a frase: gli annunci possono essere pubblicati per ricerche corrispondenti a una frase o alle sue varianti simili precedute o seguite da una o più parole. Gli annunci non verranno tuttavia mostrati se a metà della frase viene inserita una parola aggiuntiva oppure se l’ordine delle parole viene in qualche modo alterato. La frase deve essere racchiusa tra virgolette “scarpe Nike rosse”.

Corrispondenza esatta: gli annunci possono essere pubblicati per ricerche corrispondenti al termine esatto o alle sue varianti simili. Le varianti simili includono ricerche di parole chiave con lo stesso significato delle parole chiave esatte, indipendentemente dalle differenze ortografiche o grammaticali tra la query e la parola chiave. Queste varianti simili possono anche includere parole in ordine diverso, purché il significato non cambi, e l’aggiunta o la rimozione di parole funzionali (preposizioni, congiunzioni, articoli e altre parole) non incidono sull’intento di ricerca. Se racchiusa tra parentesi quadre, la parola chiave [scarpe Nike rosse] potrebbe mostrare annunci quando qualcuno cerca scarpe Nike colore rosso su Google.

Corrispondenza inversa o negativa: questa corrispondenza evita che gli annunci vengano mostrati per ricerche di un termine specifico. Se hai un negozio che vende scarpe Nike rosse, ma che non vende scarpe Nike verdi, potresti aggiungere una parola chiave esclusa, preceduta dal segno meno (-scarpe Nike verdi).

Fonte, approfondisci qui: https://www.evemilano.com/corrispondenza-parole-chiave-google-ads/

link2 Otto errori da evitare quando si cercano le parole chiave per una campagna PCC:

    1. – non conoscere le corrispondenze, ossia le Keyword Generiche (basta che ci siano le parole nella query), le Keyword a corrispondenza frase (le parole devono essere presenti nella giusta sequenza), le Keyword a corrispondenza esatta (la query deve essere esattamente quella della keyword a corrispondenza esatta). Quando impostiamo le parole chiave possiamo dire al sistema che tipo di parole chiave ci serve.
    2. – non raggruppare con criteri semantici in gruppi di annunci (per noi: “amanti del surf”, “vogliosi di vacanze relax e sport”, “vogliosi di vacanze
    3. – Non utilizzare le keyword a corrispondenza inversa, cioè le parole che escludono il nostro annuncio!
    4. – Non fare ppc sul proprio brand (es. il nome della surfhouse)!
    5. – Non farei dei test per comprendere il costo in base alla posizione nella serp! A volte essere il primo annuncio uscito costa più di quanto renda (quindi si può provare ad abbassare l’offerta giornaliera)
    6. – Non conoscere le keywords dei propri concorrenti
    7. – Non pensare al budget in relazione all’obiettivo e alle conversioni
    8. – Non conoscere il LTV. Il Customer Life Time Value (LTV) è un indicatore che determina i profitti prevedibili legati alla reazione con il cliente, partendo dal loro comportamento d’acquisto.

link2Analisi del PPC e della concorrenza


3. PRODUZIONE DELL’ANNUNCIO

Seguiamo la procedura guidata e inseriamo l’url finale, il titolo principale e i titoli descrittivi. Abbiamo a disposizione:

    • 30 caratteri per ognuno dei titoli
    • 80 caratteri per la descrizione
    • 15 caratteri per ognuna delle due sottocartelle dell’URL

Ma abbiamo a disposizione delle “estensioni“.  Le estensioni sono dei contenuti testuali extra, a volte cliccabili, che aggiungono informazioni al nostro annuncio principale. Prezzi, altre pagine del sito, promozioni, stelline, app da downloadare..

link2Ecco tutte le estensioni spiegate bene

Estensioni-annuncio-altreestensioniositelink

Annuncio Surf

Abbiamo anche localizzato i nostri annunci in Piemonte, non abbiamo scelto un target e ora dobbiamo capire come e quanto spendere. Non è semplice. Per fortuna quasi tutti gli strumenti a disposizione ci danno indicazione dei prezzi medi delle parole chiave..

Anche quando la campagna è già in atto è possibile andare modificare le impostazioni in corso sia a livello di impostazioni generali:

..sia modificando le parole chiave, gli interessi e le offerte per ogni singola parola chiave  a livello di gruppi di annunci!

Per modifica l’offerta max su una singola parola chiave è sufficiente scegliere la campagna e poi andare su

parole chiave -> parole chiave per la rete di ricerca

scegliere la parola chiave e poi andare su modifica.

Questa operazione può aver senso quando si nota che quella parola chiave sta facendo ottime performance e potrebbe aver senso aumentare l’offerta per migliorare i risultati.

7b – CAMPAGNE GOOGLE ADS DISPLAY

Campagna Display

Le campagne Google Display sono una versione digitale dei tradizionali cartelloni e manifesti pubblicitari.

Google Ads  consente di inserire annunci pubblicitari nei suoi siti affiliati Google (sono milioni!) oppure su YouTube o Gmail attraverso banner immagini o video.

La rete display copre un gruppo di oltre due milioni di siti web, video e app su cui pubblicare gli annunci. I siti della Rete Display coprono oltre il 90% degli utenti Internet di tutto il mondo.

Al contrario della rete di ricerca, le campagne display non rispondono ad un’esigenza esplicita dell’utente e non sono connesse direttamente a delle chiavi di ricerca, ma servono a generare un bisogno da parte di un’utenza targetizzata attraverso parametri (interesse, retargeting, localizzazione) potenzialmente interessata.

I banner, infatti, spesso non sono tanto utilizzati per un obiettivo di vendita o raccolta lead, quanto di brand awareness e trust. Sono ideali per la considerazione del marchio e per la crescita di fiducia nei suoi prodotti, più che per la conversione (come nel caso della rete search).

Google Ads mette a disposizione 2 tipi di campagne display:

  1. Intelligente
  2. Standard

Intelligenti:

Le campagne display intelligenti vengono composte “automaticamente” e si basano sul machine learning, su automazioni di Google che adatta testi e immagini a canali differenti a seconda dei risultati che si stima raggiungere.

Le campagne display intelligenti consentono di utilizzare annunci adattabili (che quindi limitano un po’ la creatività!): è sufficiente inserire immagini e testi e Google combina a proprio piacimento. 

Sono un’ottima possibilità per chi non ha ancora realizzato campagne display.

Standard:

La creazione di campagne display standard invece sono assistite ma non automatiche, per cui è necessario ad esempio comporre più formati.

Qui puoi trovare alcuni consigli per iniziare a lavorare su una campagna display (by studio Samo).

Dove e a chi vengono visualizzate le nostre inserzioni sul canale display?

Puoi usare anche qui delle keyword che determinano i siti che rispondono a quelle parole chiave e che visualizzeranno il tuo annuncio. Può essere utile anche fare una lista delle keyword “negative” e aggiungerle alla tua campagna per essere sicuro che le tue pubblicità non compaiano quando non devono ovvero in ricerche non pertinenti;

  • le inserzioni compaiono su siti web correlati a quelli scelti al momento del settaggio della campagna, si possono scegliere categorie, temi o addirittura siti web precisi.

  • si possono scegliere anche target di utenti specifici in base agli interessi e ai dati demografici

  • si può fare retargeting utilizzando segmenti di pubblico già impostati (ad esempio chi ha visualizzato già un vostro sito

I formati dei banner

Bisogna distinguere tra due tipologie di campagne Display:

->gli annunci illustrati

-> gli annunci adattabili

Per la prima sono possibili più di 20 formati di banner, anche se può essere sufficiente realizzarne anche solo 3 principali.. fra i più comuni abbiamo: 300×250, 320×100, 320×50, 728×90, 300×600, 336×280, 160×600 pixel.

Qui sotto puoi trovare i formati richiesti da Google per la campagna display sui siti partner:

qui il link al file illustrator

I formati aggiornati al 2021: https://kinsta.com/it/blog/dimensioni-banner-pubblicitari/

Formati-GoogleADS
14-retedisplay-banner

Gli annunci adattabili invece vengono composti automaticamente da Google a patto di avere Logo e contenuti testuali  (titoli e descrizioni). In questo modo ci saranno delle combinazioni sempre variabili che la piattaforma ottimizza con i suoi algoritmi. Si tratta di annunci reattivi e dinamici, che si adattano per dimensioni, aspetto e formato agli spazi disponibili.

Un esempio con call to action “prenota”:

surfprenota

Campagna Display Passo passo

Un’ottima guida: https://wearemarketers.net/campagne-display/

Dalla finestra principale di Google Ads -> nuova campagna

A seconda dell’obiettivo Google mostra i canali disponibili e i tipi di campagna attinenti. Con campagna senza obiettivo di fatto non diamo indicazioni a Google e ci lascia lo spazio di scelta.

I tipi di campagna con relativi canali. Nel nostro caso scegliamo “display”.

Il nuovo Google Ads mostra gli obiettivi di default che si possono raggiungere con il tipo di campagna scelta. Se ne possono aggiungere o togliere. Servono ad attivare le automazioni di Google (proverà a farci raggiungere quei risultati)

Su campagna intelligente lasciamo che Google componga in modo automatico gli annunci a seconda dei risultati che sta raggiungendo.

Poi URL preciso e nome campagna

8c – CAMPAGNE SHOPPING E GOOGLE MERCHANT CENTER

Google Shopping e merchant center

Google Merchant Center è la piattaforma digitale, utilizzata dai negozi online, per caricare i dati dei prodotti che servono a generare gli annunci Google Shopping.

All’interno del Merchant Center è possibile fornire informazioni sul proprio e-commerce, come i dettagli sulla tipologia di spedizione offerta, se c’è un’offerta e molteplici altri dettagli.

Tutti i prodotti che di solito vedi apparire su Google Shopping dopo aver fatto una ricerca, sono stati caricati utilizzando il Google Merchant Center.

GMC è gratuito, gli annunci su Shopping sono a pagamento e vengono creati tramite Google Advertising.

Leggi qua: https://www.datafeedwatch.it/blog/google-merchant-center


Google Merchant Center

Google Shopping è un canale promozionale estremamente valido per portare nuovi clienti sul proprio sito e.commerce. Quando un utente cerca su Google un prodotto specifico, oltre ad essere presenti sulla pagina dei risultati i classici annunci Google Ads e l’elenco dei primi 10 siti posizionati organicamente per quella chiave, compaiono degli annunci molto vistosi che riportano foto e prezzo del prodotto ricercato. Google decide quando mostrare gli annunci in base al sito e alle offerte per determinare quali query di ricerca attivano gli annunci.

Come per tutti gli strumenti Google abbiamo bisogno di configurare Merchant Center nel nostro sito web attraverso le modalità verifica conosciute: file di verifica HTML, stringa di verifica Google Analytics, ecc..

Merchant Center ha bisogno di un Feed Dati dei tuoi prodotti che seguono uno standard di comunicazione tra il tuo sito e il Merchant Center, cioè un ID, il titolo, la descrizione, la marca, il prezzo, la disponibilità, il tempo di consegna, ecc..

I feed si inseriscono nella piattaforma:

        • immettendo manualmente le informazioni sul foglio di calcolo messo a disposizione dal Google, seguendo le specifiche
        • oppure utilizzando un’estensione, un plug-in o un servizio previsto dalla piattaforma e-commerce che ospita il sito.

Campagna Shopping

Quando accedi a Google Merchant Center, puoi utilizzare il tuo account GoogleAds o comunque il tuo account Google.

Dopo aver compilato le impostazioni con i dati dell’azienda e quelli del sito web, si devono collegare tra loro gli account di Google Merchant e di Google Adwords, creare e gestire le impostazioni fiscali e i metodi e i costi di spedizione, come ad esempio la spedizione gratuita o la spedizione calcolata dal corriere. Questi dati verranno visualizzati dagli utenti quando vedranno l’annuncio.

Tutto ciò che riguarda pubblicità su Google passa ovviamente dalla piattaforma GoogleAds: su Merchant Center colleghi il sito alla piattaforma e inserisci i prodotto, su Google Ads generi le campagne con tanto PPC e gestione delle rendite.

Per usare Ads, nella scheda delle impostazioni si dovrà cliccare sul pulsante “Crea campagna Shopping” e seguire i passaggi. La gestione della campagna e del budget avviene però in Google Ads, e quindi bisognerà compilare qui i dati per la fatturazione.


https://www.youtube.com/watch?v=RzEpbqa5nGs

Configurare il miglior CPC dei prodotti del tuo Google Merchant Center

8d – CAMPAGNE GOOGLE VIDEO – YOUTUBE

Una campagna di Google Ads su Youtube permette di monetizzare i video di questa piattaforma per generare entrate verso gli autori.

Come già espresso è possibile impostare una campagna ADS su Youtube da Google ADS:

Ci sono 4 tipi di annunci Video:

1- Preloading in-streamg. Dopo 5 secondi si può skippare.

Si possono pubblicare prima, durante o dopo un video su Youtube. Si possono anche programmare su un sito, sulle app, nei giochi e altre applicazioni della rete display.

Per questo è un tipo di pubblicità che obbliga i creativi a sviluppare elementi interessanti, brevi e che attirino rapidamente l’attenzione dell’utente. In altro modo lo spot viene sicuramente saltato ai 5 secondi.

2- Annuncio nella lista dei video consigliati

Questo tipo di annuncio video si può mostrare su Youtube. Inoltre si mostra agli utenti che stanno scoprendo i contenuti.

2.- Out-stream

Questo tipo di pubblicità video si mostra in siti web dei partners. Inoltre è disponibile solo per mobile e tablets. È nato per interagire con la mano e non con il mouse.

Si tratta di pubblicità creata affinché gli utenti partecipino. Per esempio è più facile cliccare sul pulsante per riprodurre il video.

4.- Bumper

A differenza degli annunci TrueView in-stream questo tipo di annuncio non si può saltare. Inoltre è più breve di tutti i formati anteriori.

Questo formato video dura sei secondi e la sua finalità è impattare sull’audience. Per questo si tratta di annunci creati per raggiungere un’audience ampia.

Come si crea una campagna Google Ads Video?

Come qualsiasi altra campagna Google Ads. Si sceglie l’obiettivo della campagna (vendita, visite al proprio sito, notorietà del brand, lead..)

e seguendo i passi relativi alla costruzione dell’inserzione (titolo, descrizione, localizzazione, target, bidding giornaliero, CPC massimo ecc..) si arriva al lancio della campagna, in questo caso con un video di nostro possesso come annuncio video discovery (a lato insieme ai video correlati).

Come guadagnare su YouTube

L’unico sistema per monetizzare con YouTube è la pubblicità. Chiunque abbia guardato anche solo un video sulla piattaforma si è accorto che prima di poter vedere il contenuto desiderato c’è sempre uno spot pubblicitario. Quell’inserzione permette a chi ha caricato il video di guadagnare in base alle visualizzazioni.

Monetizzare con il proprio canale YouTube

Il metodo più usato da tutti è quello di diventare partner di YouTube e monetizzare con le pubblicità. Per entrare in questo meccanismo, YouTube chiede che si abbia già un discreto seguito, più di mille iscritti al canale, e bisogna aver totalizzato almeno 4.000 ore di visualizzazioni negli ultimi 12 mesi. Inoltre, non bisogna aver violato le regole del portale e di copyright. Una volta diventati partner della piattaforma, bisogna collegare un account Google Adsense al proprio canale. Questo passaggio serve per poter ottenere il denaro “guadagnato” con la pubblicità. Per quanto riguarda la pubblicità, è possibile scegliere la modalità in cui si vuole far comparire gli spot sui propri video.

Una volta scelto il video con cui si vuole monetizzare, si può cominciare a guadagnare. Molto importante che gli sponsor siano comunque in linea con il contenuto del video. La domanda che in tanti si pongono è quante visualizzazioni servono per guadagnare su YouTube. Ovviamente, non c’è una regola valida per tutti, né un prezzo fisso. Le visualizzazioni sono importanti ma bisogna considerare innanzitutto quanto è disposto a pagare l’inserzionista, quanti clic ricevono gli annunci e anche il genere di video pubblicati.

Partnership con altre aziende

Un altro dei metodi per guadagnare con YouTube è quello di effettuare una partnership con altre aziende. Con l’affiliate marketing si possono creare degli accordi con delle aziende e promuovere i loro brand attraverso i propri video. L’attività di promozione può avvenire attraverso recensioni di prodotti, tutorial che spiegano come utilizzare il prodotto o pubblicizzando esplicitamente il prodotto in questione. Questo è uno dei metodi più utilizzati dagli YouTubers ma, anche in questo caso, il guadagno dipende da diversi fattori, tra cui quanto è disposta a investire l’azienda partner.

Influencer marketing

Se il canale è particolarmente seguito, sono le aziende stesse a cercare lo Youtuber per pubblicizzare i propri prodotti. Oggi sono tanti i marchi specializzati in un determinato settore o nicchia che scelgono di promuovere il proprio brand attraverso influencer più o meno famosi. che in questo caso le modalità di promozione e veicolazione del marchio nei contenuti possono avvenire in modi diversi, attraverso link nel video, tramite recensioni o tutorial, tramite la pubblicità esplicita di un prodotto o del brand. L’azienda può decidere di pagare l’influencer in diversi modi, oltre al compenso in denaro, spesso sono considerati anche sconti o forniture periodiche dei prodotti, viaggi, contratti di lavoro o una formula che prevede un mix di tutte queste cose.

8e – CAMPAGNE DISCOVERY – FEED

Una guida alle campagne discovery

Discovery Ads si allontana dalle ricerche basate su parole chiave per indirizzare il pubblico ma utilizza tecniche di apprendimento automatico (machine learning) per offrire agli utenti suggerimenti sui prodotti su diverse reti: feed “discover” di Google, Gmail, Youtube.

La rete discovery si autocompone in base agli interessi degli utenti: se clicchiamo su un articolo inerente alla squadra del Milan Google ci mostrerà nuovi articoli sul Milan e magari anche il vostro annuncio con “Vendita magliette di calcio personalizzate”, tarate automaticamente su quegli utenti!

Gli annunci vengono composti da google in base agli asset che l’utente carica in fase di composizione della campagna: il marketer fornisce a Google una serie di immagini, video e tesi in cui deve essere incluso il logo del tuo brand e Google compone per discovery, Gmail e Youtube (non è necessario caricare un video, l’inserzione viene visualizzata nelle’elenco come testo+immagini)!

Chiaramente la campagna deve essere indirizzata ad un target: possono anche esserci obiettivi più complessi o specifici, come un elenco per il remarketing o un pubblico personalizzato per intenzione, come già visto per gli altri tipi di campagne!

Poiché gli annunci discovery vivono principalmente nei feed e non nella ricerca, l’intento di ricerca conta poco. Google suggerisce di utilizzare segmenti di pubblico personalizzati per intenzione, remarketing e in-market per iniziare a utilizzare le campagne discovery per pubblicare solo nei feed degli utenti interessati!

A livello compositivo display, discovery, smart e max performance sono molto simili, dai un’occhiata qua: https://loopsrl.agency/blog/google-ads/campagne-discovery-google-ads-cosa-sono-e-come-utilizzarle-al-meglio/

8e – CAMPAGNE MAX PERFORMANCE

Sulle performance max: https://www.stefanosalustri.com/blog/campagne-performance-max-quando-utilizzarle-e-come-ottimizzarle/

Le nuove (2022) Performance Max rappresentano un tipo di campagna basato su obiettivi che consente agli inserzionisti che hanno obiettivi pubblicitari legati alle performance di accedere all’intero inventario Google con una singola campagna: in base agli algoritmi di machine learning Google predisporre i tuoi annunci sfruttando al massimo tutte le sue reti: Ricerca, YouTube, Gmail, Maps, Shopping e Discovery tramite un’unica campagna Google Ads.

Alla base di Max Performance ci sono quindi i dati di tracciamento delle vecchie campagne, il comportamento degli utenti in campagna in corso e le indicazioni fornite dal marketer in fase di allestimento.

Una campagna Performance Max ha la capacità di migliorare il valore delle conversioni e diminuire il costo di acquisizione di un cliente grazie ad una “visione” full funnel basata sull’attribuzione Data Driven.

La campagna Performance Max (possibile che non sia visibile da subito negli account) è perfetta per ottimizzare le conversioni (lead, vendita) e spendere meno denaro possibile. Per vendere un prodotto sembrerebbe la migliore opportunità (potenzialmente preferibile a shopping).

Non è consigliata se si vuole il massimo controllo senza le automazioni messe in campo da Google, se l’obiettivo non è la conversione (ma ad esempio la considerazione, il branding attraverso le impressions) o se si ha la necessità di investire in un canale specifico (ad esempio youtube).

Fondamentale fornire a Google più informazioni possibili sia in ambito di tracciamento (conversioni da tracciare tramite snippet) sia come asset (titoli, descrizioni, immagini, video) e nella fattispecie:

Come si può notare Google ads predisporrà in modo automatico il vostro annuncio su tutte le sue rete, autocomponendo gli annunci in base agli asset che avete predisposto (in alto si può verificare se si sono prodotti tutti gli asset utili)

  • Fino a 5 titoli da 30 caratteri;
  • Fino a 5 titoli lunghi da 90 caratteri;
  • 1 descrizione da 60 caratteri e massimo altre 4 descrizioni da 90 caratteri;
  • Fino a 15 immagini (orizzontali 1.91 : 1, quadrate 1:1 e verticali 4:5);
  • Fino a 5 loghi (quadrati 1:1 e orizzontali 4:1)
  • Fino a 5 video integrabili da YouTube (se non hai 1 video a disposizione Google creerà automaticamente i video quando possibile)
  • 1 invito all’azione
  • Il nome dell’attività
  • Fino a 1 file HTML5

Nella campagna Performance Max sarà Google a predisporre annunci in base agli asset forniti e alle performance in atto.

Così come le campagne Display o Discovery rimane comunque importante (ma non necessario) fornire dati sul target:

  • Elenchi di remarketing
  • Segmenti di pubblico personalizzati (es: basati su Parole Chiave o Siti Competitor);
  • Indicatori sociodemografici (es: Genere e fascia di età);
  • Segmenti di pubblico aggiuntivi (es: Eventi Importanti, segmenti In-Market, Segmenti di Affinità)

Performance Max utilizzerà sfrutterà queste indicazioni per cercare il pubblico più performance (Google parla proprio di indicazioni, quindi il pubblico potrebbe anche cambiare?).

Performance Max si divide in Gruppi di Asset e Gruppi di schede (quindi non esistono gruppi di annunci):

  • Gruppi di asset: sono testi, immagini e video inerenti una categoria o un pubblico. Il gruppo di asset viene utilizzato per assemblare tutti gli annunci da veicolare nella rete.
  • Gruppi di schede: un gruppo di schede rappresenta gli insiemi di prodotti che possono essere pubblicizzati all’interno di uno specifico gruppo di Asset.

In pratica può aver senso creare un gruppo di asset per ogni servizio/prodotto che si vuole pubblicizzare pensando ad un pubblico specifico per gruppo di asset (più o meno come se fosse una campagna distinta!).

8g – CAMPAGNE PER APP

Annunci per App: Questa tipologia promuove l’acquisto o l’installazione di applicazioni. Anche questi annunci vengono generati automaticamente da Google Ads. Vengono pubblicati su rete ricerca, display e Youtube su dispositivi mobile.

9 MISURARE LE CONVERSIONI

“…un’azione che viene conteggiata quando un utente interagisce con il tuo annuncio, ad esempio quando fa clic su un annuncio di testo o vede un annuncio video e, in seguito, esegue un’azione che hai definito come importante per la tua attività, come un acquisto online o una chiamata alla tua attività da un telefono cellulare”

Da una definizione di Google ads

Dunque una conversione avviene quando l’utente fa quello che ci siamo prefissati come obiettivo del nostro web-marketing come un acquisto, una compilazione di un modulo, l’iscrizione alla newsletter, una chiamata al centralino) e serve proprio per valutare l’efficacia del web-marketing stesso.

Abbiamo una campagna Google Ads attiva che ci fa spendere poco e fa ottenere molti clic o ha un buon ctr? Bene, ma non basta (alcune metriche vengono chiamate vanity metrics perché sono importanti e belle ma non generano risultati di business da sole)
MA la campagna converte? Ovvero, genera conversioni?

Impostare le conversioni sia su Google ADS che su Google Analytics è abbastanza facile..  puoi trovare un buon tutorial qua:

tutorial conversioni https://fmppc.com/impostare-conversioni-google-ads-tramite-analytics-guida-aggiornata/

guida alle conversioni su Google Ads https://www.datafeedwatch.it/blog/conversioni-di-google-ads

Codice conversione Codice conversione load Codice sul sito Conversione Visualizzazione pagine Installare il tag conversione

10. Remarketing / retargeting / Pubblici personalizzati

Le campagne Display riguardano la pubblicazione di banner grafici e/o video sui siti della rete Google (più di 1.000.000 di siti, cioè l’80-90%% degli utenti internet del mondo) e riguardano applicazioni mobile, posizionamenti in YouTube, Gmail..
La rete display di Google è composta da un numero enorme di siti che danno la loro disponibilità alla pubblicazione di annunci (a pagamento). Senza contare che la rete può essere utilizzata anche per il Remarketing, se vuoi raggiungere gli utenti che hanno già visitato il tuo sito in precedenza.

Il remarketing in Google ADS è anche retargeting ma in realtà i due termini indicano due processi differenti, il retargeting è una strategia del mondo Pay Per Click che consente a Google di mostrare degli annunci ad utenti che hanno visitato specifici siti (contenenti file denominati cookies). Il remarketing c’è anche sui social, ecco perché mentre scrolli il newsfeed ti sarà capitato sicuramente di visualizzare annunci sponsorizzati riguardanti una ricerca fatta su Google!

CONSIGLI SU COME SI FA REMARKETING SU GOOGLE ADS

REMARKETING SU GOOGLE PARTE PRATICA

remarketing

retargeting

Come si fa Remarketing su Google ads?

Partiamo dai segmenti di pubblico.

I segmenti di pubblico Google Ads sono un gruppo di persone che, secondo i dati raccolti da Google, condividono particolari interessi, intenzioni, dati demografici, attività sul web (ex la visualizzazione di un determinato sito o di pagine di esso). Si trovano nell’audience manager.

Vediamo nello specifico a quali segmenti di pubblico ci consente di accedere Google Ads.

Dati demografici

Per raggiungere gli utenti sulla base di criteri demografici avanzati come lo stato civile, il livello di istruzione, la genitorialità e la proprietà immobiliare.

In-market

Per raggiungere gli utenti che secondo Google sono già interessati ad acquistare un determinato prodotto o servizio (compresi quelli intenzionati ad acquistarli altrove)

Affinità

Per raggiungere gli utenti che hanno dimostrato un forte interesse per un determinato argomento, e quindi per specifici prodotti o servizi.

RLSA

Sono gli elenchi per il Remarketing per gli annunci della rete di ricerca e consentono di raggiungere gli utenti che hanno interagito con il proprio sito web o canale YouTube in passato.

Simili per la ricerca

I segmenti di pubblico simili per la ricerca aiutano a trovare nuovi clienti che condividono i comportamenti e le caratteristiche dei segmenti di pubblico del remarketing.

Customer Match

Customer Match consente di caricare in Google Ads un elenco di indirizzi email (ad ex. Tutti gli iscritti alla newsletter) e di raggiungere questi utenti su più dispositivi.

A seconda dell’obiettivo di marketing che si pone la campagna possono essere più o meno indicati alcuni segmenti. Ad esempio per aumentare la notorietà di un brand possono essere efficacemente utilizzati dati demografici dettagliati e i segmenti di pubblico di affinità. Per suscitare interesse sono ideali i segmenti di pubblico in-market, i segmenti di pubblico simili per la rete di ricerca e gli RLSA. Per aumentare acquisti e fidelizzazione si possono scegliere RLSA e Customer Match.

Una volta attivati i segmenti di pubblico più adatti per ogni campagna quello che bisogna fare è aumentare o diminuire le offerte per determinati gruppi. Con offerte più alte gli annunci potrebbero essere mostrati in una posizione migliore. Al contrario alcuni segmenti potrebbero mostrare performance peggiori, perciò per ottimizzare il budget potrebbe aver senso ridurre l’offerta.

E poi per iniziare a fare remarketing

  • Clicca su “Strumenti e Impostazioni” (che al momento si trova in alto a destra)
  • Individua e clicca sulla voce “Gestione segmenti di pubblico” che troverai nella colonna “Libreria Condivisa”

A questo segmento di pubblico, cioè quello che è stato sulla pagina del sito che contiene la parola petizione, verrà proposta l’inserzione pubblicitaria!

11 – ES. CAMPAGNA VACANZE SUL SURF

Con la query semplice vacanze surf il nostro annuncio esce in prima pagina (in questo caso in prima posizione).

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Possiamo valutare la panoramica (ma volendo su “reporting” abbiamo maggiori dati) per capire quali parole chiave hanno funzionato meglio (ci interessano i clic) e in generare qual è il costo del click (nel nostro caso il valore medio è 0.62€) e il CTR (il 2.63% delle persone che vedono il nostro annuncio cliccano).

Su ricerche ci sono le combinazioni di parole chiave utilizzate dagli utenti che hanno visualizzato il nostro annuncio!

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12 – RIFERIMENTI WEB

Altri Riferimenti

Alcune precisazioni su Google Ads/Adwords https://www.noetica.it/come-funziona-adwords-parte-1/

Come partirehttps://www.emoe.it/google-adwords-guida-per-iniziare/

Come scegliere le parole chiavehttps://www.evemilano.com/parole-chiave-adwords/ oppure https://marketers.media/trovare-le-parole-chiave-posizionarsi-sul-web/

Come insatallare il monitoraggio delle conversionihttps://www.tagmanageritalia.it/guida-base-installare-monitoraggio-delle-conversioni-google-adwords-google-tag-manager/

Come ottenere un buon CTR click throug rate (numero di click / impressions x 1000, più è alto meglio perché significa che i tuoi annunci vengono visti e anche cliccati:) https://www.studiosamo.it/web-advertising/ctr-ideale-google-adwords/)
La ricerca delle parole chiave grazie al tool di Google Ads: https://adwords.google.com/intl/it_it/home/tools/keyword-planner/

Answer the public (ti mostra in base ad una parola chiave quale frase mettono gli utenti): https://answerthepublic.com/

AdWords, le astehttps://www.it.advertisercommunity.com/t5/Primi-Passi/Le-aste-AdWords-posizioni-degli-annunci-e-costo-per-clic/ba-p/47620 https://www.seochef.it/rapporto-informativo-aste-google-adwords/ oppure questa infografica: https://www.enreal.it/Web-Advertising/come-funzionano-le-aste-adwords-infografica.html

La tecnica delle longtailhttps://www.wordstream.com/long-tail-keywords (o in italiano: https://marketers.media/long-tail-guida-alluso/)

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